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Home Teatro Laboratorio 2002. Il campiello

2002. Il campiello

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Il campiello (Carlo Goldoni). Anno 2003. Laboratorio di teatro. Il campiello (Carlo Goldoni). Anno 2003. Laboratorio di teatro.

Il titolo della commedia scritta nel 1756 è data dal nome del luogo in cui si svolge l’azione, cioè nella cornice di un campiello, o piazzetta, veneziano. La trama racconta gli amori, le risse, le vanità, gli scherzi, i divertimenti soprattutto delle donne del popolo, in una fredda giornata di carnevale. La “venturina” una specie di lotto o tombola, richiama tutte le donne nel campiello, ove tutto diventa pubblico e per ragioni di parentela e per la disposizione stessa di case, altane, balconi.

anno 2002
«Il campiello»
di Carlo Goldoni
Laboratorio di teatro

L’istinto alla “baruffa” e soprattutto alla ripicca e gelosia coinvolge le cinque protagoniste: Lucietta e Gnese con le rispettive madri Catte e Pasqua e la vedova Orsola “frittolera” che entra in causa per difendere il figlio Zorzetto “novizzo” (fidanzato) di Gnese, il quale si scontra con Anzoletto, novizzo di Lucietta.

«Il campiello»
commedia in 5 atti
di Carlo Goldoni (1707-1793).
Prima rappresentazione:
chiusura del carnevale di Venezia del 1756

Principali motivi e pretesti di gelosia: un fiore portato da Zorzetto a Lucietta e un brindisi di Gnese ad Anzoletto. Lucietta litiga per meditato puntiglio e, per gelosa rappresaglia, chiama a sé Zorzetto e si intrattiene con il Cavaliere Astolfi; Gnese invece suscita litigi per l’impulsività ingenua e tuttavia non scevra da sottili perfidie, facendo salire in casa sua Anzoletto, geloso non solo per amore, ma anche per uno scontroso puntiglio di onoratezza. Estranei ma compartecipi della vita del campiello, sono Gasparina e il napoletano Cavaliere Astolfi, la prima per il nobile sangue paterno e la convivenza con lo zio gentiluomo Fabrizio, vi partecipa per vanità, e cioè per figurare “come il sole” tra le popolane; il secondo, indulgente e ottimista, vi partecipa per simpatia e benevolenza.

«Nessuno come lui [Goldoni] seppe far arte grande di argomenti tenui: questo non è forse molto più agevole che far arte grande di argomenti gravi: per riuscirvi bisogna trovar sostanza dove i più non ne vedono».

A. Momigliano.

Personaggi antagonisti alla società del campiello, sono Fabrizio e Sansuga, due scontrosi che oppongono alla chiassosità allegra, burlona e arguta, il primo la sua boria nobiliare e la sua selvatichezza di studioso; il secondo il suo interesse per la locanda che gestisce. Al calar della sera, però, tutto si sistema secondo i desideri degli innamorati e ogni tensione si stempera in un appassionato, commosso saluto all’umile e schietta umanità di questo campiello.




 

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