Mandriolo nella rete

Unità pastorale di Mandrio, Mandriolo e San Martino (Vicariato III - Correggio, RE)

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1996. Caligola

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Caligola

di Albert Camus. Gruppo Teatrale Mandriolo (1996).

CALIGOLA, LA LUNA E IL SANGUE

« È lodevole la determinazione di Arrigo Vezzani alla guida del Gruppo Teatrale Mandriolo nel perseguire l'obbiettivo di un teatro di idee. L'orientamento, da sempre presente nelle scelte e nelle linee interpretative, si è fatto negli ultimi anni più nitido e insistente, forse a controbilanciare, giustamente, quella "vacanza" dell’intelligenza e della coscienza, che par avere lasciato il posto a qualunquismo etico e all’evasione più effimera. E’ questa la volta dal Caligola (dramma scritto nel 1945 da Albert Camus, romanziere e pensatore francese, premio Nobel, di lucida e spregiudicata razionalità), che la compagnia ha presentato nel mese di marzo a Correggio nell’ormai consueta chiesa di S. Sebastiano.

Caligola (Albert Camus). Gruppo Teatrale di Mandriolo, 1996. Caligola (Albert Camus). Gruppo Teatrale di Mandriolo, 1996.

Teatro di idee, dunque, e non d’intrattenimento, che interroga e provoca lo spettatore, anche ricorrendo al paradosso, giacché la follia di Caligola altro non è, per Camus, che la disperata e "logica" reazione alle incomprensibili contraddizioni dell’esistenza.

L’assurdità della vita sperimentata sulla propria pelle, viene da lui, arbitro assoluto del potere, ribaltata sugli altri, oltre ogni limite ragionevole, fino alla consapevole autodistruzione, nella solitudine totale. Già all’inizio della vicenda si delinea il dramma dell’uomo che, irrimediabilmente disilluso al dissolversi dei suoi ideali, l’amore, la felicità..., converte la sua originale purezza nel bene al male più perverso. Eppure sempre conserva, ed è l’aspetto più avvincente del personaggio, la sua tensione all’alto, la sua sete d’infinito (l’impossibile luna, così spesso evocata...), una domanda di Assoluto destinata a restare senza risposta.

Lo spettacolo, a cui non nuocerebbe una più appropriata cornice (ma perché a Correggio, assottigliandosi le speranze di una riapertura prossima dell’Asioli, non esiste nemmeno un teatrino?), trova il suo perno nella interpretazione incisiva e calibrata del bravo protagonista, che imprime a tutta la rappresentazione, spoglia di ogni superflua traccia di romanità, peraltro richiamata in qualche curioso accostamento di costume, il giusto ritmo nervoso e incalzante. La logica serrata dei dialoghi, aperti a squarci di intensa poesia, lascia inquietudine e suscita domande, perché Caligola "è una parte di noi". A tutti gli attori (Enrico Prandi, Gloria Messori, Luca Cattini, Marco Valerio Amico, Paolo Bernardelli, Luciano Taroni, Anna Cattini, Gabriele Lasagni, Andrea Mainardi, Stefano Riccò, Roberto Bruno, Elisabetta Montanari) il merito di una interpretazione sobria e puntuale, mai compiaciuta, pur nella crudezza del linguaggio, sempre pronta a stemprare nell’ironia o nella levità del sogni anche i momenti più cupi. »

di Giorgio Grisendi
tratto da:
“2 parole in famiglia”
(numero 14, marzo 1996)
bollettino parrocchiale di Mandriolo



 

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