Mandriolo nella rete

Unità pastorale di Mandrio, Mandriolo e San Martino (Vicariato III - Correggio, RE)

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2004. Con Pirandello

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Con Pirandello

Gruppo Teatrale Mandriolo, 2004


“L’uomo dal fiore in bocca”
(1923)
L’uomo: Paolo Bernardelli
Un avventore: Gennaro di Tuccio
La moglie: Flora Jotti
Con Pirandello. Gruppo Teatrale Mandriolo (2004) Con Pirandello. Gruppo Teatrale Mandriolo (2004)
dal “Così è (se vi pare)”
(1917)
La signora Frola: Flora Jotti
Il testimone: Gennaro di Tuccio
Il signor Ponza: Paolo Bernardelli
La signora Ponza: Alessandra Barbieri

Con Pirandello. Gruppo Teatrale Mandriolo (2004) Con Pirandello. Gruppo Teatrale Mandriolo (2004)

L’uomo dal fiore in bocca. Esterno notturno di un caffè di stazione; un pacifico avventore, che aspetta il primo treno del mattino dopo aver perso l’ultimo serale, si imbatte in un altro cliente, uno strano personaggio che gradualmente inizia a dialogare con lui, dimostrando un’inconsueta capacità di osservazione, una necessità di cogliere fino in fondo i più piccoli e minuziosi aspetti della vita quotidiana, in un crescendo che culmina nella confessione del suo male, quell’epitelioma - fiore in bocca - che non gli lascia ormai che pochi giorni di vita.

In questo lucido condensato di dramma, i “ragionamenti” dell’uomo dal fiore in bocca convergono in uno sterminato delirio verbale, in cui si avverte il disperato bisogno di raccontarsi, come antidoto all’angoscia esistenziale cui il male lo condanna senza appello. La messinscena rispetta fino in fondo la sapiente miscela di tragico, grottesco e umoristico presente nel testo.

Lo spettacolo è stato rappresentato il 13 e 14 febbario 2004 al teatro comunale “B. Asioli” di Correggio e il 29 febbraio 2004 nel teatrino parrocchiale di Mandriolo.
Con Pirandello. Gruppo Teatrale Mandriolo (2004) Con Pirandello. Gruppo Teatrale Mandriolo (2004)

dal Così è (se vi pare). La vita di un paesino siciliano viene scossa dall’arrivo del nuovo impiegato comunale, il signor Ponza, e di sua suocera, la signora Frola. Si mormora che con loro sia arrivata anche la moglie dell’impiegato, ma che egli la tenga segregata, chiusa a chiave per gelosia. L’intera commedia pirandelliana - così come la sintesi da noi rappresentata - ha il ritmo serrato di una seduta in tribunale, dove suocera e genero, costretti dalla curiosità pettegola dell’ambiente di provincia a dare spiegazioni, si alternano a discolparsi e ad accusarsi reciprocamente di follia, dandoognuno una propria versione dei fatti. La signora Frola ammette che il signor Ponza è posseduto da un sentimento ossessivo per la moglie fino a volere solo per sè il suo amore; il signor Ponza sostiene invece che la suocera sia diventata pazza per aver perso la figlia e che la donna segregata in casa sia la sua seconda moglie, ma rivelarlo procurerebbe alla suocera un dolore insopportabile.
Chi dei due è pazzo? Lui o lei? Neppure il confronto diretto tra suocera e genero scioglierà l’enigma, perchè la verità è inconoscibile, relativa com’è per ciascuno di noi. La verità è in noi, nell’intimo della nostra coscienza e non negli aspetti esteriori, mutevoli e ingannevoli della realtà e della cronaca di ogni giorno.


riproduzione del testo contenuto
nel programma di sala





 

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