30.3.2008. Annunciazione

Liturgia - Funzioni
Stampa
30.3.2008. Annunciazione 30.3.2008. Annunciazione

Domenica 30 gennaio 2008, sagra di Mandriolo, è stata celebrata la festa dell’Annunciazione di Maria Santissima. Nel corso della messa comunitaria (ore 10.30), si è svolta la processione terminata con il rito di solenne benedizione della statua della Madonna, riproduzione di quella di Lourdes, collocata nel verde del sagrato. Il Din (don Piergiorgio), che tanto l'ha voluta, ha avuto l'onore di benedirla, grato per i doni ricevuti e sicuro della sua protezione.

La predica di Don Carlo

« Meditare il mistero dell’Annunciazione – tra l’altro proprio nei giorni di Pasqua, in una giornata importante come quella anche di oggi, la seconda domenica di Pasqua – intreccia due misteri importanti: quello che noi siamo soliti meditare nelle feste di Natale, nell’Annunciazione, Maria che concepisce Gesù che entra nel grembo, e la Pasqua. Oggi si mescolano insieme l’inizio e la gloriosa fine della vicenda terrena di Gesù. E’ molto bella questa unione che la Provvidenza oggi ci mette davanti, da meditare e contemplare.

Noi siamo soliti separare, un po’, questi misteri, facciamo un po’ delle divisioni, e forse, obiettivamente, siamo più affezionati al Natale che alla Pasqua. Il Natale, tra l’altro, è diventato anche un evento commerciale tradizionale molto più della Pasqua, ma forse giustamente, anche perché... (giustamente in senso negativo) anche perché alla fine il mistero del Natale, Gesù che si fa bambino, quindi che entra nel grembo di Maria, è un mistero anche grazioso e carino, no? Tutto molto dolce, molto... bello e pacifico, molto tenero; e invece un uomo che muore in croce, in modo cruento, abbandonato da tutti, e poi questo mistero della Resurrezione..., ecco il mistero della Pasqua ci mette in modo esplicito di fronte alla verità di Dio.

30.5.2008. Festa della Annunciazione, sagra di Mandriolo. 30.5.2008. Festa della Annunciazione, sagra di Mandriolo.
30.5.2008. Festa della Annunciazione, sagra di Mandriolo. 30.5.2008. Festa della Annunciazione, sagra di Mandriolo.
30.5.2008. Festa della Annunciazione, sagra di Mandriolo. 30.5.2008. Festa della Annunciazione, sagra di Mandriolo.
30.5.2008. Festa della Annunciazione, sagra di Mandriolo. 30.5.2008. Festa della Annunciazione, sagra di Mandriolo.
30.5.2008. Festa della Annunciazione, sagra di Mandriolo. 30.5.2008. Festa della Annunciazione, sagra di Mandriolo.
30.5.2008. Festa della Annunciazione, sagra di Mandriolo. 30.5.2008. Festa della Annunciazione, sagra di Mandriolo.
30.5.2008. Festa della Annunciazione, sagra di Mandriolo. 30.5.2008. Festa della Annunciazione, sagra di Mandriolo.
30.5.2008. Festa della Annunciazione, sagra di Mandriolo. 30.5.2008. Festa della Annunciazione, sagra di Mandriolo.
30.5.2008. Festa della Annunciazione, sagra di Mandriolo. 30.5.2008. Festa della Annunciazione, sagra di Mandriolo.
30.5.2008. Festa della Annunciazione, sagra di Mandriolo. 30.5.2008. Festa della Annunciazione, sagra di Mandriolo.
30.5.2008. Festa della Annunciazione, sagra di Mandriolo. 30.5.2008. Festa della Annunciazione, sagra di Mandriolo.
30.5.2008. Festa della Annunciazione, sagra di Mandriolo. 30.5.2008. Festa della Annunciazione, sagra di Mandriolo.
30.5.2008. Festa della Annunciazione, sagra di Mandriolo. 30.5.2008. Festa della Annunciazione, sagra di Mandriolo.
30.5.2008. Festa della Annunciazione, sagra di Mandriolo. 30.5.2008. Festa della Annunciazione, sagra di Mandriolo.
30.5.2008. Festa della Annunciazione, sagra di Mandriolo. 30.5.2008. Festa della Annunciazione, sagra di Mandriolo.
30.5.2008. Festa della Annunciazione, sagra di Mandriolo. 30.5.2008. Festa della Annunciazione, sagra di Mandriolo.
30.5.2008. Festa della Annunciazione, sagra di Mandriolo. 30.5.2008. Festa della Annunciazione, sagra di Mandriolo.

Ma attenzione, grazie a Dio oggi vengono uniti questi due misteri, perché il mistero del Natale e dell’Annunciazione non è per niente un mistero così semplice, anzi sono tutti misteri che parlano dell’unica verità di Dio, che è proprio quella della Pasqua e della Croce.

Per darcene un esempio... non è così semplice capire questo mistero dell’Annunciazione e tanto più mettersi nei panni di Maria: una ragazzina non ancora sposata che si trova nella condizione di dover giustificare una gravidanza inspiegabile. Non deve essere stato così bello e così semplice per Maria vivere quello che ha dovuto vivere. L’ingresso del mistero di Dio nella nostra storia non è così semplice e così lineare; non è così chiaro e così tenero, tante volte. Perché ci chiede di camminare. E la disponibilità di Maria in quell’“eccomi, sono la serva del Signore” vuol dire molto di più di quello che rischiamo di pensare. Cioè, non è così facile dire “eccomi” al Signore. Non è così facile capire dove il Signore si manifesta negli eventi quotidiani e accogliere una sua logica che è proprio quella della Pasqua, che dice che la gloria e la vita vengono proprio attraverso la sterilità, la morte, la fatica, la croce... No, è un mistero strano questo, no? Che dice che più ami, più sei fedele alla vita, e più il mondo ti odia, più il mondo ti respinge.

Essere fedele al mistero di Dio che inizia a spiegarsi, a muoversi nella storia degli uomini, porta Maria a vivere qualcosa di assolutamente nuovo, ma che non capisce fino in fondo, subito. Gli chiederà di camminare, di uscire di casa, di andare a vedere quell’Elisabetta, sua parente, che anche lei ha concepito, nella sua vecchiaia e nella sua sterilità. La fa muovere, dovrà muoversi, uscire di casa e andare a vedere questo mistero, questa Elisabetta. E ci andrà, e lì conoscerà ancora di più il mistero di Dio. Un Dio che... che Dio conosce Maria?

Non è un Dio potente, che vince, che è un Dio–re... ma Maria conosce un Dio che va proprio da chi? Dalle piccole, dalle povere, da Maria che è una bambina, non sposata; va da Elisabetta che è sterile. Un Dio, come dirà poi Maria nel “Magnificat”, che ascolta gli umili, i poveri, che rialza gli umili, mette sui troni i poveri, ascolta il grido delle sterili. E’ un Dio che ribalta le logiche, un Dio che, proprio in quei giorni, in quell’epoca, chi ha studiato storia lo sa, il centro del mondo era Roma, e un Dio che vuole salvare il mondo, se si deve incarnare, secondo le nostre logiche, è meglio che si vada ad incarnare a Roma, dove ci sono le possibilità di risolvere tante questioni: il centro del mondo, del potere, è là.

Ebbene, Dio sceglie la periferia dell’impero: Israele. E non solo Israele, ma sceglie la periferia di Israele. Io non so se voi lo sapete, ma proprio in questo Vangelo di Luca, in questa pagina, dove dice: “In quel tempo l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea chiamata Nazaret”, è la prima volta che appare nella bibbia la città di Nazaret. Mai prima era stata nominata. Cioè, immaginate, per cinquanta libri, per tremila anni, si aspetta la venuta del Messia, chissà dove verrà, e questo va, la storia inizia in una città che nessuno ha mai sentito nominare: nella periferia, in Galilea, dove ci stanno quelli che credono poco in Dio. Non dagli osservanti in Giudea, a Gerusalemme, no. Dio parte là dove la Galilea delle genti, dove tanti non credono, dove tanti sono presi dal commerciare, dall’economia, e lasciano un po’ da parte la prassi religiosa.

Quelli che abitavano in Galilea venivano additati come senza–Dio dagli osservanti loro fratelli che erano in Giudea, in Gerusalemme; e tutti pensavano che il Messia sarebbe venuto a Gerusalemme, a Betlemme, e invece l’annunciazione parte da Nazaret, da una piccola ragazzina. Allora è molto interessante questo mistero di Dio che passa proprio attraverso le piccole cose, la quotidianità: trent’anni in questa città farà Gesù. Parte dalle piccole cose.

Interroghiamoci se, ed è questo è quello che ci ha chiesto oggi, concretamente, anche a noi ha chiesto di dire “eccomi, sono il servo del Signore, sono la serva del Signore, si compia in me la tua parola”. E qual è la tua parola? Qual è la parola di Dio? E’ Gesù Cristo. E qual è la sua parola? E’ questa verità, che non viene meno, anche nella croce. E siamo disposti noi nel nostro “eccomi” a dire di sì a questo Dio che ci può portare ad essere fedeli anche amando nella croce? Siamo disposti a dire “eccomi” a questo Dio che non si comporta come le logiche di questo mondo ma fa esattamente l’opposto, che porta la sua verità, la sua salvezza proprio là dove non c’è salvezza ai nostri occhi: nell’umiltà, nella pazienza delle piccole cose, nella quotidianità.

Noi che amiamo tanto l’esotico, lo sballo, la diversità: non mi diverto se c’è qualcosa che non è diverso dal solito... Ecco, Dio, invece, fa proprio l’opposto: porta la potenza della sua fedeltà nel quotidiano, nella ripetitività del quotidiano, nelle piccole cose, nell’umiltà. Attenzione quando diciamo “sì, che bello il Signore, io credo...” ma dire “eccomi” come Maria vuol dire accogliere nella nostra vita il mistero della Pasqua, della Morte e Resurrezione del Signore. Maria quando ha visto il suo Figlio morire in croce ha dovuto dire un’altra volta “eccomi, sono la serva del Signore”. Quando ha visto suo Figlio morire, e dire: ma, come mai si deve compiere così questa parola? Anche lì, un’altra volta, ha dovuto consegnare ancora il suo Figlio.

Allora, attenzione. Quando noi siamo in mezzo, se vogliamo dire “eccomi, si compia in me la tua parola”, attenzione, perché dobbiamo seguire il Signore anche là dove tante volte non vogliamo andare. Una fedeltà anche nella morte e nelle difficoltà. Ma questa è una buona notizia perché veramente il mondo, allora, può cambiare. E questa storia l’ha già dimostrato, questo è il messaggio della Resurrezione, no? Siamo già usciti da questo mistero della morte e nella gloria siamo già incamminati, e abbiamo grandi testimoni intorno a noi: prima tra tutti Maria, che non è per niente una donna pia... e... una donna di casa: Maria è una donna concreta, di quelle donne della Resurrezione; una donna che ha saputo davvero vivere la durezza della Pasqua, spalla a spalla con Dio.

Questo è il coraggio che vogliamo chiedere al Signore: di cambiare il mondo come Maria, forti, concreti, decisi, che non risparmiamo niente nella vita, ma siamo capaci di vivere tutto nella concretezza della realtà, insieme a Dio, spalla a spalla. Questa è Maria. Allora ci accompagni nel nostro cammino anche Maria, donna concreta e forte della Resurrezione; donna fedele e amica di Dio. E insieme a lei, dopo di lei, tutti i santi della Chiesa ci guidino in questo glorioso cammino verso la Pasqua. »