Domenica 23 novembre 2008
| XXXIV tempo ordinario (A) – II |
| Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’universo |
| Letture: |
| Ez 34,11-12.15-17 |
| Sal 22: «Tu mi conduci, Signore, nel regno della vita.» |
| 1 Cor 15,20-26.28 |
| Mt 25,31-46 |
Chiesa di Mandriolo. Messa parrocchiale, ore 10.30. Durante la funzione riceve il battesimo Chiara.
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« È l’Anno paolino, quest’anno, perché sono duemila anni dalla nascita del grande apostolo San Paolo e, dato che come seconda lettura, normalmente, abbiamo un brano delle lettere di San Paolo, io mi riferisco soprattutto ad esse. Quest’oggi, nella solennità di Cristo Re, abbiamo alcuni versetti presi dal capitolo XV della prima lettera ai Corinzi.
Il capitolo XV della prima lettera ai Corinzi è la pagina più precisa e più completa sulla resurrezione di Cristo e la resurrezione nostra finale. È un capolavoro, veramente.
Partiamo dai Corinzi. I Corinzi, in gran parte, non credevano molto alla resurrezione. Perché? Perché c’era da una parte qualcuno che era imbevuto della dottrina di Platone, il grande filosofo greco, per il quale il corpo era solo la prigione, la tomba dello spirito, dell’anima; e quindi non vedevano la necessità di una resurrezione: se si fa risorgere il corpo si torna a mettere l’anima in prigione...
E poi c’erano i carismatici. Era ricca dei doni soprannaturali dello Spirito quella prima comunità cristiana di Corinto, e molti di essi avevano il dono delle lingue, che gli faceva parlare lingue strane, a benedire Dio, ad edificare il prossimo (per quanto il prossimo poteva capire il linguaggio del dono delle lingue); comunque questi doni mettevano l’uomo in grado di partecipare alla vita divina, alle cognizioni divine... queste esperienze del soprannaturale... dicevano: è la resurrezione, la resurrezione consiste in questo, è inutile che aspettiamo che si risorga col corpo.
San Paolo, allora, cerca di catechizzare questa gente. Prima di tutto fa un elenco minuzioso delle apparizioni di Cristo risorto, e dice: in ultimo è apparso anche a me che sono un aborto di apostolo, perché ho perseguitato la Chiesa di Dio. Poi fa notare che se noi neghiamo la resurrezione tutto va all’aria. Perché la nostra fede cristiana è fondata sulla resurrezione. Nel battesimo che stiamo per celebrare, l’ultimo atto che noi faremo sarà quello di consegnare ai genitori e ai padrini la candela, spenta, che essi accendono al cero pasquale (il cero pasquale è il simbolo di Cristo risorto); il sacerdote dirà di stare attenti a custodire e ad alimentare questa luce che ci viene dal Cristo risorto. Se noi neghiamo la resurrezione di Cristo neghiamo il motivo della nostra fede; gli Apostoli sono dei falsi testimoni di Dio se dicono che è risorto Gesù e invece non è risorto; la fede dei credenti, dei cristiani è vana, va tutto all’aria; e noi cristiani – dice San Paolo – saremmo i più disgraziati di tutti gli uomini, perché ci aspettiamo qualcosa che non avverrà mai e in funzione di quello noi viviamo.
La fede nella resurrezione è il fondamento della nostra fede.
Ma come si risorgerà?
San Paolo fa l’esempio del grano (che dev’essere un esempio che aveva già fatto nostro Signore, lo leggiamo dal capitolo XII del vangelo di Giovanni): quando tu semini, quello che in primavera nascerà, che cos’è, il grano di prima o un altro? È il grano di prima ma è anche un altro, è diverso. Il grano di prima è morto perché risorga un’altra vita, e non sarà solo un grano ma saranno trenta, sessanta, cento... chicchi di grano che nascono, dalla morte. Se noi ci fermiamo alla morte di Gesù, noi andremmo a predicare un impiccato... un disgraziato che ha subito la crocifissione o, come diceva il capo dei musulmani in Italia qualche anno fa, un “cadaverino”... basta, niente di più.
È la resurrezione che dà la forza della fede e che giustifica la nostra fede.
Veramente il giorno di Pasqua è stato un giorno in cui è rinato l’universo, è ricreato l’universo. È stato tutto un correre: le pie donne che erano andate al sepolcro scappano via sbigottite; Maddalena corre dagli Apostoli a dire che non c’è più il cadavere di Gesù nel sepolcro; Pietro e Giovanni corrono al sepolcro, e non si spiegano come mai...; la Maddalena corre di nuovo anche lei al sepolcro; due discepoli scappano da Gerusalemme e vanno verso Emmaus... c’è tutto un viavai, un ansimare, una cosa che non si riesce a spiegare. Quel giorno è nata di nuovo l’umanità. Perché come tutti ricevono la vita e la natura da Adamo, così tutti risorgeranno in Cristo, dice San Paolo con parole ben precise e decise. Tutti risorgeranno in Cristo.
Non saremo più quelli di prima ma saremo ancora noi, nella nostra individualità, a godere di questa resurrezione e di questa vita soprannaturale. Il corpo mortale risorgerà immortale, il corpo corruttibile risorgerà incorruttibile, il corpo povero risorgerà glorioso, eccetera.
Quello infatti che combatte in noi il battesimo che sta per ricevere Chiara, e che noi abbiamo ricevuto, non è tanto la morte, diciamo così, biologica, perché lì ci sono delle leggi della chimica che fanno sì che il nostro corpo, qualsiasi corpo vivente, in un periodo più o meno lungo, comincia a deperirsi e poi scompare, muore, ritorna alla terra. Gesù non ha voluto vincere la morte biologica, ha voluto vincere tutto quello che, in qualche modo, sembra o conduce all’annientamento, al degrado, tutto quello che in qualche modo è corruzione o corruttibile.
Questo ha vinto Gesù con la sua morte e la sua resurrezione.
Il cristiano è una creatura nuova. San Paolo dice, nella lettera agli Efesini, noi siamo stati creati in Cristo. Quindi Chiara è stata... a lei è stata data la vita naturale che non è molto tempo, e subito riceve quella soprannaturale che sarà quella che porterà definitivamente, lei, per sempre, nella gioia, alla fine della vita, della vita attuale, nella gioia del paradiso.
Noi... – “noi” per dire “io” (un “noi” maiestatis stavolta...) – prego il Signore per i genitori di Chiara, soprattutto, e anche per i padrini, dato che hanno questo compito di aiutare i genitori, perché sappiano educare Chiara ai veri valori cristiani.
C’è tanto da scartare, sapete, nella mentalità e nel comportamento dell’uomo d’oggi che non è più cristiano. Andare contro corrente non sarà una cosa facile, ma diventa poi facile con la forza che ci dà Cristo nei suoi sacramenti e nella preghiera che facciamo a Lui. Quindi io raccomando ai due genitori, soprattutto: abbiate a cura anche questa vita, non solo quella naturale, questa vita soprannaturale. Il vostro esempio, le vostre affermazioni, il vostro parlare, i consigli che darete a lei quando sarà in grado di recepirli... tutto deve, in qualche modo, risplendere della luce che ci viene dal Cristo risorto. Così sia.
Sia lodato Gesù Cristo. »
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