Domenica 27 aprile 2008
| VI di Pasqua (A) - II |
| San Gastone |
| Letture: |
| At 8,5-8.14-17 |
| Sal 65: «Grandi sono le opere del Signore» |
| 1 Pt 3,15-18 |
| Gv 14,15-21 |
Chiesa di Mandriolo. Messa parrocchiale, ore 10.30.
« Anche in questa domenica, come Vangelo cè un brano della conversazione di Gesù coi suoi apostoli la sera dellultima cena. In questo Vangelo, Gesù, la prima cosa che dice è questa: fa distinzione fra loro – i discepoli – e il mondo. Il mondo è costituito da coloro i quali credono solo a quello che vedono. Infatti dice: Il mondo non può ricevere lo Spirito perché non lo vede e non lo conosce. Quando si accetta come verità solo quello che si vede o si tocca con mano, necessariamente si rimane fuori dalla vita spirituale, soprannaturale, eterna che Gesù è venuto a portarci. E si rimane fuori anche dallazione dello Spirito Santo, perché se cè un essere che è solo spirito, è proprio lo Spirito Santo.
Però... perché ho nominato il mondo? Perché lo nomina qui, Gesù. Vorrei che non facessimo una distinzione troppo netta tra noi, che siamo i discepoli di Gesù, e chi non crede, che costituisce il mondo, per il quale Cristo non è morto, non è risuscitato, non prega. Cè qualcosa del mondo anche in noi: lorgoglio, superbia, legoismo, certe passioni sregolate... questo è mondo, è mondo che è in noi. Cioè, ciascuno di noi, in qualche modo, ha una parte di mondo, di sporcizia che viene dal mondo, e una parte di fede e speranza in Gesù (spero bene, almeno per noi che siamo qui in chiesa).
A noi Gesù promette lo Spirito Santo. Ne parla qui il testo: Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore ... – che, giustamente, la traduzione nuova traduce Paraclito. E qualcosa di un po diverso da Consolatore, ci verremo sopra subito – ... perché rimanga con voi per sempre lo Spirito di verità che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce.
Come mai si parla di Spirito Santo in questo Vangelo che è una domenica di Pasqua (non è la Pentecoste, ancora)?
Parto da lontano. Quando gli Ebrei uscirono dallEgitto – ed è stata la loro Pasqua, la loro liberazione – dopo camminarono per cinquanta giorni fino al Sinai dove ricevettero da Dio la Torà, la legge, e fecero alleanza con Dio. A ricordare lalleanza istituirono la festa di Pentecoste, o meglio, era chiamata da loro la Festa delle settimane, delle sette settimane. Anche nei primi secoli dellera cristiana, questo tempo che va dalla Pasqua alla Pentecoste, eran chiamate domeniche di Pentecoste. Non si guardava più tanto alla morte e resurrezione del Signore, la sua Pasqua, la nostra Pasqua, ma si guardava alla Pentecoste, le domeniche di Pentecoste, che ci preparavano, che preparavano i cristiani a celebrare la Pentecoste. Ecco perché è giusto che in queste domeniche si parli anche di Spirito Santo.
Allora, i due nomi che dà allo Spirito Santo nel brano che noi abbiamo letto (i due nomi che dà Gesù allo Spirito Santo), sono il Consolatore, o meglio, il Paraclito, e lo Spirito di verità. Perché dico che è meglio il Paraclito? Perché nel testo originale greco cè Paraclito.
Il paraclito, che vuol dire chiamato vicino, era, nella giurisprudenza ebraica, una figura un po strana, cioè non avevano ancora affidato agli avvocati le questioni che si facevano in tribunale. Uno che era accusato e che doveva andare a subire un giudizio in tribunale doveva arrangiarsi lui a trovare dei testimoni che testimoniassero per lui. Se non aveva dei testimoni, o se i testimoni che cerano non erano certi di quello che dicevano, poteva succedere questo: che un uomo di integra condotta, stimato e onorato da tutti, nel paese, nella città, saltasse fuori, in mezzo alla gente, e si poneva di fianco allaccusato. Era come dire: – io garantisco per questuomo. E molto difficilmente dopo cera poi la condanna di quelluomo. Il paraclito laveva salvato.
Ecco, Gesù dice agli Apostoli che, andando in cielo, dal Padre, pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paraclito perché rimanga con voi per sempre. Un altro Paraclito... perché, chi cè ancora di Paraclito? Gesù stesso.
San Giovanni, quello che ha scritto questo Vangelo, ha scritto anche tre lettere, e nella prima lettera, dice: Vi scrivo queste cose perché non pecchiate, ma se qualcuno ha peccato sappia che noi abbiamo un Paraclito presso il Padre: Gesù Cristo giusto che è morto per i nostri peccati. Ecco il primo Paraclito.
Il secondo, che è lo Spirito Santo, non viene per sostituirsi a Gesù, è un altro Paraclito che è dato per noi, davanti a chi ci accusa, cioè il demonio. NellApocalisse si legge che è il demonio che accusa gli eletti di Dio. Per fortuna la decisione ultima spetta a Dio, e Dio è sempre dalla nostra parte, Dio vuol bene a tutti, Dio fa sorgere il sole sui giusti e sugli ingiusti, fa piovere sul campo del buono e del cattivo. Dio ci ha creati per salvarci. Dice il Libro della sapienza: – Se Tu non avessi voluto salvare qualcuno, non lavresti neanche creato. Se lhai creato vuol dire che hai intenzione di salvarlo. E anche San Paolo, nella lettera ai Romani, dice: – Chi ci condannerà? Dio è per noi. Gesù è morto ed è risuscitato e adesso è al cielo a intercedere per noi. Come dire: nessuno ci può condannare, dal momento che Dio è dalla parte nostra.
Allora, il Paraclito ci aiuta a estirpare dal nostro cuore, dalla nostra coscienza, e quindi dalla nostra vita, quel tanto di mondo che cè in noi. Ci aiuta in questo senso.
Ma è chiamato anche, nel testo che abbiamo letto, lo Spirito di verità che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce. Cosa fa lo Spirito di verità? Qui bisogna che mi riferisca anche ad altri passi di questo discorso di Gesù, non semplicemente a questo.
Dice Gesù che ci sarebbero altre verità che aveva da comunicare agli Apostoli e alla gente, ma non ne avreste portato il peso. Lo Spirito di verità vi condurrà, invece, a tutta intera la verità. Cioè, la Chiesa, nel suo insieme, e ciascuno di noi siamo gente che cresciamo e riusciamo ad approfondire sempre più la verità evangelica, la verità rivelata. Non è che quelle verità, dette una volta da Gesù, non subiscano... un perfezionamento, non un cambiamento, ma un perfezionamento: ci sono gli studi esegetici, ci sono gli studi teologici, cè lesperienza delluomo sulla terra che fa sì che noi approfondiamo sempre più la verità di Gesù.
Forse, su questo conosciamo più noi, oggi, di quello che non conoscevano gli Apostoli, che pure avevano sentito Gesù.
E poi cè unaltra cosa che fa. Cioè, chi cambia è soprattutto lumanità, il mondo; ci sono dei problemi nuovi. Anche nella nostra generazione... la genetica, ad esempio, è una cosa nuova che non cera al tempo di Gesù e degli Apostoli. Allora si tratta di applicare la verità cristiana alle scoperte scientifiche o alle situazioni storiche in cui luomo si trova a vivere. Cioè, cè un aggiornamento continuo, cè unapplicazione continua delle verità evangeliche alle realtà temporali.
San Pietro, nella sua seconda lettera, dice: Nessuna scrittura profetica – cioè quelle della Bibbia – va soggetta a privata spiegazione. Questo lo dice contro Lutero. San Pietro è vissuto molto prima, ma se Lutero avesse letto questo, anzi lha letto, e allora che cosa ha fatto? Ha tirato via la seconda lettera di Pietro dalla Bibbia, per avere ragione lui, che ciascuno ha la libertà di interpretare la Bibbia secondo coscienza sua. Bene, allora, sappiate anzitutto questo: che nessuna scrittura profetica va soggetta a privata spiegazione poiché – ne dà la ragione – non da volontà umana fu recata mai una profezia, ma mossi dallo Spirito Santo parlarono quegli uomini da parte di Dio.
Allora, se lo Spirito Santo è quello che ha ispirato la scrittura è la persona più adatta per fare capire a noi il senso della scrittura, per darci il senso cristiano della nostra vita, delle avventure della nostra vita, delle cose che riempiono la nostra vita. E lui lo Spirito di verità. Noi ci affidiamo a lui.
Questoggi, quindi, pregheremo soprattutto per questo: perché sappiamo valutare lazione di questa persona divina – lo Spirito – che rende possibile anche oggi una presenza di Cristo in noi. Una presenza spirituale ma non per questo meno reale di quella fisica. Anzi, questa presenza è quella che ci porterà alla vita eterna, che io auguro a me stesso e a voi tutti.
Sia lodato Gesù Cristo. »
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