Domenica 29 marzo 2009
| V Quaresima (B) – I |
| S. Secondo |
| Letture: |
| Ger 31,31-34 |
| Salmo 150: «Crea in me, o Dio, un cuore puro.» |
| Eb 5,7-9 |
| Gv 12,20-33 |
Chiesa di Mandriolo. Messa parrocchiale, ore 10.30.
« Abbiamo, come parola di San Paolo, pochissimi versetti presi dalla lettera agli Ebrei. La lettera agli Ebrei – che molti esegeti oggi considerano non autentica, non scritta da Paolo ma da un suo discepolo, forse (comunque... è uguale...) – la lettera agli Ebrei è come una grande omelia che tratta, guardando tutti i risvolti, tutte le conseguenze che ci sono, del sacerdozio di Cristo Gesù. Cioè, con la venuta di Gesù sulla terra è nata una nuova alleanza, un nuovo sacerdozio, un nuovo sacrificio, cioè la religione si è rinnovata, con Cristo.
Questo brano comincia con una frase che dovremmo... verificare, insomma: "Cristo, nei giorni della sua vita terrena offrì preghiere e suppliche con forti grida e lacrime a Dio che poteva salvarlo da morte e per il suo pieno abbandono a lui (han tradotto così la pietà) venne esaudito.". Beh, è vero che è stato esaudito nostro Signore Gesù Cristo, in queste preghiere che ha fatto, in questi pianti, in queste grida?
"Padre, a te tutto è possibile... passi da me questo calice". È vero che ha detto "però sia fatta la tua non la mia volontà", però ha chiesto di essere liberato da tutto quel complesso di... ferite e di umiliazioni che stava per ricevere. Ed è stato esaudito per la sua pietà. Cioè, era tale l’amore del Figlio verso il Padre che il Padre l’ha esaudito.
Ma, a me pare che sia morto in croce... da quello che dicono, da quello che han scritto... Allora com’è la faccenda?
È proprio in un modo divino che viene esaudito nostro Signore. C’è il Padre, riceve la preghiera e valorizza la preghiera e i pianti del suo Figlio, ma non lo libera da quelle alcune... violenze che faranno sopra il suo corpo, nel giorno stesso (siamo nella notte tra il giovedì e il venerdì, e nel venerdì dovrà subire tante sofferenze). Non l’ha liberato da quelle sofferenze, l’ha liberato, però dalla morte. Cioè, risuscitando il suo Figlio, l’ha esaudito, perché adesso e per tutta l’eternità Cristo ha un corpo non passibile, non mortale, non animale, non... con tutti quei limiti che ha il nostro corpo qui sulla terra, ma è un corpo spirituale, un corpo celeste, anzi, riprenderà San Paolo nella prima lettera ai Corinzi.
Ecco, l’esaudimento è lì.
Poi aggiunge, il brano che abbiamo letto: "Pur essendo Figlio, imparò l’obbedienza da ciò che patì e, reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono".
C’è stato un prete, don Milani, che circa 35–40 anni fa, scrisse un libro: L’obbedienza non è più una virtù. Don Milani si riferiva a quei... a quei militi tedeschi che hanno obbedito al Führer e si riferiva, forse, anche in parte ai fascisti qui in Italia che obbedivano a Mussolini. Però, ecco, bisogna che facciamo questa distinzione: la prima radio ricevente della volontà di Dio è la nostra coscienza, e noi non potremmo mai fare delle cose contro coscienza.
Vi ricordo che, ad esempio, quando San Pietro è stato messo in prigione, poi processato, per avere guarito lo storpio alla porta Bella del tempio: la gente era entusiasta... è andato lì il capo delle guardie del tempio, l’ha preso, portato davanti al sinedrio; e il sinedrio ha detto: – Beh, è già sera, tenetelo in prigione che dopo, domani, guarderemo; ne discutono e poi chiamano Pietro e Giovanni – i due apostoli che erano stati imprigionati – e dicono: – Non troviamo niente di male in quello che avete fatto (hanno guarito un storpio...), però, noi vi lasciamo liberi ma voi dovete prometterci che non parlerete mai più in nome di quell’uomo, cioè Gesù. E San Pietro risponde: – Ma noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto e quello che abbiamo udito. Se sia poi più giusto obbedire a voi che non a Dio, giudicatelo voi stessi. Cioè, noi abbiamo la certezza che è Dio che vuole questo. E chi ha fatto questo vuole che noi parliamo.
Ecco perché imparò dall’obbedienza che lo rese perfetto.
Noi, poi, in genere, credo che siate d’accordo con me... obbedire al Signore vuol dire mettere in pratica i suoi comandamenti, i suoi insegnamenti, imitare i suoi esempi... ma vuol dire anche – stavolta in senso passivo – accettare quello che Dio ha disposto per noi. Ed è molto più difficile questa forma passiva di obbedienza, l’accettazione serena di quello che ci capita (malattie, fallimenti, incomprensioni, brutte figure che si fanno in pubblico...), questo accettare la volontà di Dio e credere che sia volontà di Dio questo, è abbastanza difficile.
È molto più facile dire: – Beh, è domenica, il Signore mi dice di santificare la festa, la Chiesa ci insegna che la si santifica soprattutto partecipando alla messa: andiamo a messa. Non è una cosa che poi costi così tanto sforzo.
Ecco... teniamo presente questo. Teniamo presente che noi non siamo cristiani veri fintanto che non loderemo la volontà di Dio e cercheremo di farla perfettamente, anche quello che Dio ha disposto nella nostra vita e che, forse, tante volte è incomprensibile o perlomeno ci fa soffrire. Abbiamo presente questo.
Sia lodato Gesù Cristo. »
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