Mandriolo nella rete

Unità pastorale di Mandrio, Mandriolo e San Martino (Vicariato III - Correggio, RE)

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29.1.2006

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Domenica 29 gennaio 2006

IV domenica del tempo ordinario (B) – IV
S. Costanzo
Letture:
Dt 18,15-20
Salmo 94:
«Fa' che ascoltiamo, Signore, la tua voce.»
1Cor 7,32-35
Mc 1,21-28

Domenica 29 gennaio 2006 (messa parrocchiale ore 10.30)

« Coi ragazzi, e anche coi non ragazzi, guardiamo questo foglietto che riporta le tre letture della Santa Messa. Guardiamo la prima pagina: cosa c’è là in alto? ([rivolto ai bambini – n.d.r.] venite pur qui...) C’è qualcuno che mi sa rispondere? ... C’è Iddio, vedete, quel signore sempre luminoso con sopra il sole, il triangolo (che vuol dire la Santissima Trinità), quello rappresenta Dio, Dio che dice a Mosè: – Si sono meravigliati, si sono impauriti, quando io ho parlato con te (perché sul Sinai il Signore era apparso, però tutto... era apparso come un fuoco grande sul monte, un fumo... e Dio parlava con voce di tuono, e quindi... gli Israeliti erano tutti impauriti, avevano paura di sentire Dio; e dicono, è vero, parlaci tu... va’ tu a parlare col Signore, noi non vogliamo sentire). E allora il Signore Iddio alla fine dice a Mosè che: – Hanno ragione a dire che non vogliono parlare direttamente con me, perciò io susciterò tra gli uomini (“tra i loro fratelli”, dice, no?) un profeta, una persona, delle persone, che parleranno a nome mio. Profeta infatti vuol dire, significa: “che parla a nome di”; in questo caso a nome di Dio. In genere si intende profeta uno che parla a nome di Dio. Infatti vedete che nella figura c’è Mosè, là in fondo, poi c’è il profeta che parla agli uomini, a nome di Dio.

Nella figura sotto, cosa c’è? Non c’è nessuno, né grandi né piccoli che sa rispondermi? ... C’è una persona... c’è Iddio, sempre nello sfondo, no?, che tiene la sua mano sulla persona di destra, che sta parlando, invece non tiene la sua mano su quell’altro; infatti lo sfondo di quell’altra persona che sta parlando è molto scuro... Vuole dire: un profeta vero e un profeta falso. C’è il profeta vero, che parla a nome di Dio, e c’è il profeta falso. Il profeta falso è colui il quale crede... si mette al posto di Dio e crede di insegnare agli uomini le cose giuste per la loro gioia, felicità, realizzazione, diverse da quelle che Dio ci ha insegnato. Quindi ci sono nel mondo dei profeti buoni e dei profeti falsi.

Ci sono anche oggi dei profeti falsi? ... (se almeno i grandi sanno rispondere, rispondano pure...) Ci sono dei falsi profeti, oggi, nel mondo? [un fedele – n.d.r.] Molti più falsi che veri... [Don Giancarlo – n.d.r.] Ci sono molti falsi? [il fedele – n.d.r.] Molti più dei veri, pochi veri e molti falsi. [Don Giancarlo – n.d.r.] ... e molti falsi, eh? Allora ci sono dei profeti falsi, eh?, poi del resto basta che voi apriate la televisione o usiate internet... non so... oppure prendete delle riviste, andate in certi ambienti: quante volte la politica, i mass–media... insegnano delle cose sbagliate e ci insegnano il male; perlomeno cercano di insinuare il male in noi. E allora noi dobbiamo stare attenti, per non ascoltare i profeti falsi e ascoltare, invece, quelli veri, eh?

E allora mi riferisco subito al vangelo, che è la terza pagina, no? Nella terza pagina c’è Gesù che parla con autorità nella sinagoga di Cafarnao, come voi avete sentito, eh? E c’è... a un certo punto salta su uno, che era dentro nell’assemblea del sabato, posseduto da uno spirito immondo, che si mise a gridare: “Che c’entri con noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci! Io so chi tu sei: il santo di Dio”. Vedete, è rappresentato lì – vero? – con quella faccia da mostro... e poi in un ambiente, in uno sfondo scuro, e Gesù che gli intima: “Taci! Esci da quell’uomo”. Cos’è questo spirito immondo?

Gli esegeti oggi, nella gran parte, intendono... spirito immondo nel senso che è ... fuori del mondo, che rende uno estraneo al mondo, lo isola, lo rende particolarmente solo; quindi quelle malattie psichiche, in genere, è vero, che rendono uno molto solo e molto isolato dagli altri; forse i più soli del mondo. Però non tutti gli esegeti che interpretano la sacra scrittura l’intendono così. Anzi, nel passato normalmente si tendeva, e anche oggi c’è chi insiste in questo senso, e la parola veniva tradotta “impuro”, colui il quale è vittima – diciamo così – delle deviazioni sessuali; quindi aveva uno spirito immondo perché forse compiva degli atti osceni in pubblico, gridava delle parolacce volgari, aveva ragionamenti sempre attinenti un po’ alla sessualità e alla perversione sessuale, anche, e quindi, ecco, io quest’oggi intenderei così, spirito immondo; perché mi sembra che i falsi profeti, anche su questo punto, pullulino oggi nel mondo: sono molti quelli che insegnano un uso maldestro e disonesto della sessualità.

Noi abbiamo avuto il papa che proprio in questi giorni, nei giorni della settimana, ci ha dato la sua prima lettera enciclica che parla dell’amore, di Dio che è amore, e dice cos’è l’amore. C’è una valutazione dell’eros, cioè dell’amore... così, istintivo, sentimentale, c’è una valutazione in quanto dice: è quello che poi ci porta anche all’agape, cioè all’amore vero.

E’ vissuta fino al millenovecentosessantotto, quando è morta, una donna americana – Elena Keller – la quale, a diciannove mesi, è rimasta cieca e sorda a causa di una meningite. Come si fa, come facevano i suoi genitori ad educare un bimbo che è cieco e sordo? Sono stati fortunati perché hanno trovato una educatrice molto intelligente e generosa – Anna Sullivan – la quale ha detto, vero: io posso scrivere le parole sulla sua mano, e poi le faccio toccare le cose. E allora ad esempio scriveva bambola e gli dava una bambola in mano; scriveva libro e gli dava un libro in mano... pian piano Elena Keller è riuscita a capire, un po’, questo.

Quando è arrivata, però, alla parola “amo”... come si fa ad esprimere “amo”? E allora ha pensato: la bacio e l’abbraccio. Qualcosina si vede che aveva capito, però si fermava lì. Anche molti di voi, ragazzi, vedono delle persone che si baciano, si abbracciano, magari si avvinghiano sull’erba del prato... (anche in pubblico delle volte lo fanno...), e pensate che quello sia amore. Invece quelli sono solo le prime espressioni, magari anche di un amore vero, però se si fermano lì non sono amore. Elena Keller ha capito, più tardi, cos’era l’amore: era quello che Anna Sullivan, la sua educatrice, dimostrava. Quello era l’amore. Ed è riuscita poi ad acquistare anche la parola quando gli ha detto: “l’acqua”; allora gli è sovvenuto alla mente (in diciannove mesi erano pochi i ricordi di colori e di suoni) però gli è sovvenuto alla mente l’acqua. E si è laureata, ha scritto alcuni libri..., e questo per merito di Anna Sullivan.

E’ così che noi conosciamo l’amore. Conosciamo dalle persone che vivono l’una per l’altra. Han dato un tema una volta in una classe elementare: – “Dimmi cos’è, secondo te, l’amore”. E un bimbo ha scritto: – Mio padre va a lavorare e guadagna i soldi per vivere; mia madre fa tutte le pulizie di casa, cura l’orto e il giardino, ci prepara da mangiare, fa le pulizie... anch’io faccio qualcosa: porto la legna e il carbone su in cucina per la mamma, per la stufa della cucina; poi a metà giornata e alla sera ci raduniamo e mangiano tutti insieme, e parliamo molto... Ecco, questo per me è l’amore. L’ha espresso benissimo, eh? Il vivere gli uni per gli altri, ciascuno ha il suo ruolo e... e ci si vuol bene, si chiacchiera insieme, si sta bene insieme. Questo è l’amore.

Il Signore ha cacciato lo spirito impuro da quell’uomo e quell’uomo, dopo, è diventato sereno, perché aveva conosciuto l’amore vero e ha smesso e di dire o di fare delle nefandezze, delle scipitaggini.

San Paolo, quest’oggi, nella seconda lettura, vedete, è espressa solo da una figura: da un lato ci sono le persone che si sposano e dall’altro ci sono quelle che si consacrano a Dio (vorrebbero essere un prete e una suora, un frate e una suora, non so...). Perché San Paolo dice che è preferibile non sposarsi per andare direttamente a Dio. Intendiamoci: la cosa è vera fino a un certo punto. Certo, capite, adesso vi faccio un esempio: se uno deve andare a Roma e prende la T.A.V. – quando ci sarà, il treno ad alta velocità – magari in due ore arriva a Roma. Se pensa di andare a Roma in bicicletta ci metterà forse dei giorni, insomma, certamente almeno due–tre giorni ce li mette; e poi gli può sempre capitare di fermarsi in un luogo simpatico, dove si mangia bene, alla sera c’è una discoteca dove può andare a divertirsi... è più facile che sia preso da altre cose e magari si dimentica qual era lo scopo del suo viaggio. Questo è vero, però è vero fino a un certo punto, come dico. Perché ci sono molte mamme e papà che magari amano molto, sono capaci di grande amore.

Leggevo ieri su “Avvenire” di una mamma di Mondello Valdesi. Mondello Valdesi è una borgata marinara vicino a Palermo. Là c’è una donna di nome Maria – una mamma – che da cinquantacinque anni è chiusa in casa col suo figliolo, perché il suo figliolo soffre di gravi malattie neurologiche, e non è riuscito ad arrivare a quasi niente, né a parlare, né a scrivere, riconosce solo l’amore della mamma e riconosce qualcun altro: la sua sorella maggiore che tante volte dà un aiuto alla mamma... un po’ due o tre nipotini che vengono a trovarlo più spesso... basta, nient’altro. Ha riconosciuto, però, l’amore della mamma; ha vissuto serenamente perché la mamma, per cinquantacinque anni, è stata sempre vicina a lui per dargli tutto quell’affetto, quelle cure, quella disponibilità di cui era capace per curare questo ragazzo che, ormai, ha cinquantacinque anni (perché ha cominciato a tre mesi a soffrire di questa malattia, e quindi per cinquantacinque anni).

E’ un esempio eroico d’amore. Ecco, certamente quella mamma ama molto di più di tanti preti e suore.

Allora noi abbiamo parlato dell’amore vero, cioè Gesù che ha cacciato lo spirito impuro che si trova in noi. Dobbiamo stare attenti perché è prepotente, e allora dobbiamo anche pregare il Signore. Nella preghiera del “Padre nostro” voi sapete che le ultime due domande sono proprio queste: “non c’indurre in tentazione”, cioè allontana da noi quelle tentazioni alle quali sai che noi cadremo; non c’indurre in tentazione ma “liberaci dal male”. Ecco, ripetiamola spesso questa preghiera, perché da soli non riusciamo, ma con l’aiuto di Dio, non solo riusciamo a vincere le istintività nostre, a superarle, a dominarle, a regolarle bene, ma riusciremo a vivere nell’amore vero.

E che il Signore ci aiuti per questo.

Sia lodato Gesù Cristo. »



 

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