Lunedì 15 agosto 2005
| XX settimana del tempo ordinario (A) – P |
| Assunzione della Beata Vergine Maria |
| Letture: |
| Ap 11,19; 12,1-6.10 |
| Salmo 44: «Risplende la Regina, Signore, alla tua destra.» |
| 1Cor 15,20-26 |
| Lc 1,39-56 |
Lunedì 15 agosto 2005 (messa parrocchiale ore 10.30)
« Ho letto ieri una meditazione [...] una contemplazione [...] quasi una preghiera [...] di Don Luigi Pozzoli – un sacerdote molto intelligente, colto e soprattutto uno spiritualista, di Milano – sullassunzione della Madonna e su questa festa che la celebra; e ho pensato di leggerla anche a voi (lho fatto perché così faccio ferragosto anchio, e non dovevo preparare una predica).
« E una festa per pochi e non solo perché cade in un tempo di distrazione collettiva: quanti oggi si raccoglieranno nella gioiosa contemplazione della Vergine assunta in cielo? E una festa per pochi perché racchiude e disvela un segreto che è per pochi; e questi pochi – beati noi se siamo tra questi – sono chiamati a custodirlo in cuore per tutti; perché tutti – ne abbiano o no coscienza – hanno bisogno che qualcuno possa e voglia dire certe parole.
Quali parole? Parole che ci parlano di una vita che non muore, di un sogno più grande delle nostre speranze, di un amore più grande del nostro cuore. Noi – dico noi come testimoni e rappresentanti di un certo modo di sentire – abbiamo perso la dimensione completa del tempo; siamo come gente senza passato e senza futuro; ci rimane loggi. E loggi è tutto, è il valore supremo, è il punto focale ed esclusivo di tutte le nostre possibilità. E nelloggi che noi investiamo tutte le nostre energie e le nostre speranze. Se ci capita di guardare avanti, verso il futuro che si colloca al di là delle probabili misure del nostro vivere, che cosa vediamo? Ci pare che tutto si confonda in un colore indistinto: è il grigiore del vuoto e del nulla.
Da questa fredda vertigine ci si ritrae sgomenti per raddoppiare linteresse verso tutto ciò che è concreto, tangibile, godibile, pulsante dentro la trama dei giorni che ci sono dati da vivere. Diamo limpressione di euforia, ed è invece limmagine della tristezza. Rappresentiamo lo spettacolo della felicità per non dovere rappresentare quello della disperazione. A meno che il nostro cuore sia pronto ad accogliere il segreto che la liturgia oggi ci vuole affidare.
Il segreto è questo: lesistenza di ciascuno è solo linizio – molto breve – di unavventura i cui sviluppi si perdono nella profondità del mistero di Dio. Davanti non cè una porta che si chiude ma una porta che si apre, e al di là della soglia cè qualcuno che ci accoglie: Vieni nel regno del Padre mio, qui non cè più la morte, qui il dolore si converte in gioia. E un messaggio che abbiamo ascoltato anche il giorno di Pasqua, ma la resurrezione di Cristo ci sembrava forse un fatto eccezionale riservato esclusivamente a quel personaggio deccezione che è stato il Cristo, il Figlio di Dio incarnato.
LAssunzione – è solo unimpressione – ci tocca invece più da vicino, come una promessa che vuole raggiungere tutti, perché la vita di Maria ha sapore di umanità comune. La piccola fanciulla di Nazareth, uscita da una comune famiglia umana e da un piccolo paese del mondo, è vissuta e si è nutrita di cose semplici e umili: la docilità, lobbedienza, la premurosa attenzione, la fatica, lesilio, il lavoro, la sofferenza (quale sofferenza!). E se ora ci viene incontro nella luce di una vita trasfigurata, ci sembra che la sua parola abbia per noi una particolare forza persuasiva. Non temere! Tutto si perde in Dio, tutto si raccoglie in Dio, ogni parola e ogni lacrima, ogni gesto e ogni preghiera. Lasciati amare e conoscerai cosa può lamore del Padre.
E bello ascoltare questo messaggio, ed è bello contemplare la verità di queste parole sul volto di Maria. Sì, perché Maria assunta non è presenza evanescente, ma corpo trasfigurato. E dire corpo vuole dire materia, bellezza, tenerezza, sensibilità, amore; dire corpo vuole dire evocare una esistenza con i caratteri della concretezza e della completezza.
Noi ci stiamo disinteressando della vita eterna anche perché abbiamo avuto limpressione – da come ce lhanno presentata – che fosse una vita diminuita rispetto a questa: vita di unanima senza corpo, di uno spirito senza sensibilità. Come può essere desiderabile una tale forma di vita? Certo, noi non conosciamo la vita futura, ma sappiamo che vi avrà parte anche questo nostro corpo, questo corpo con le sue pesantezze e le sue possibilità, con le sue fatiche e i suoi godimenti, anchesso sarà assunto e glorificato. Sarà come il completarsi – ma ci sarà mai il punto limite? – di un processo trasfigurante che la santità è capace di operare già dentro lesistenza presente.
Ha scritto un grande maestro di cose spirituali (padre Vannucci): Nel cuore degli esseri, Dio sogna il suo sogno, e di amore e di tenerezza si adornano le sue creature. Si adornano, si rivestono di bellezza. Nella persona abitata dalla santità traluce qualche segno o rivelazione del divino, riverbero o baluginìo di una bellezza assoluta. Per questo la lettera a Diogneto ammonisce: Contemplerai ogni giorno il volto dei santi. E da contemplare più di tutti è il volto di Maria, piena di grazia, piena di quella bellezza che è la santità di Dio incarnata in un essere umano.
Riusciremo anche noi a incarnare il sogno di Dio che ci vuole essere di luce, spirito e corpo, trasfigurati, epifania del suo mistero? Riusciremo a vincere quella oscura pesantezza morale che deprime il nostro modo di pensare, di sentire, di vivere, che spesso ci fa soffrire?
Qualcuno ha scritto: Fissa il cielo ardentemente e il cielo scenderà a rapirti. Maria, soprattutto dopo lascensione del Signore, credo che abbia fissato ardentemente il Cielo, e il Cielo, il Figlio suo Gesù, è sceso a rapirla. Il termine assunta potrebbe anche essere reso con questaltra parola: associata. Maria è stata assunta perché associata, strettamente legata al Cristo. Il nostro destino, alla luce di questo mistero, si precisa così non solo nei suoi esiti futuri, ma nella sua gestazione attuale, dentro la fatica di tante giornate. Ciò che conta è rimanere uniti al Cristo, come ha fatto Maria, nella fede e nella speranza, soprattutto in quellamore straziato di chi ama sapendo di amare sempre troppo poco.
Dobbiamo oggi dire grazie a Maria perché, come profetica zolla di questa terra trapiantata nel giardino di Dio, ci ha rivelato il sogno di Dio su ciascuno di noi. Quel sogno per cui ogni creatura è chiamata a essere trasfigurata nella bellezza dellamore divino.»
Sia lodato Gesù Cristo. »
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