Domenica 13 marzo 2005
| V domenica di Quaresima (A) – I |
| S. Rodrigo |
| Letture: |
| Ez 37,12-14 |
| Salmo 129: «Il Signore è bontà e misericordia.» |
| Rm 8,8-11 |
| Gv 11,1-45 |
Domenica 13 marzo 2005 (messa parrocchiale ore 10.30)
« Dato che abbiam fatto la terza lettura, il vangelo, più breve di quello che non era nella liturgia, adesso facciamo la prima lettura più lunga, di quello che non abbiamo letto come prima lettura. Cioè, voi sapete che adesso mi riferisco spesso alla prima lettura, eh? Prego i bimbi di stare attenti perché dopo chiederò a loro qualcosa. Come prima lettura abbiamo letto solo tre versetti del capitolo trentasette del libro del profeta Ezechiele. Adesso leggo gli altri undici versetti che ci sono prima.
"La mano del Signore fu sopra di me e il Signore mi portò fuori in spirito e mi depose nella pianura che era piena di ossa; mi fece passare tutt'intorno accanto ad esse. Vidi che erano in grandissima quantità sulla distesa della valle e tutte inaridite. Mi disse: "Figlio dell’uomo, potranno queste ossa rivivere?". Io risposi: "Signore Dio, tu lo sai". Egli mi replicò: "Profetizza su queste ossa e annunzia loro: Ossa inaridite, udite la parola del Signore. Dice il Signore Dio a queste ossa: Ecco, io faccio entrare in voi lo spirito e rivivrete. Metterò su di voi i nervi e farò crescere su di voi la carne, su di voi stenderò la pelle e infonderò in voi lo spirito e rivivrete: Saprete che io sono il Signore". Io profetizzai come mi era stato ordinato; mentre io profetizzavo, sentii un rumore e vidi un movimento fra le ossa, che si accostavano l’uno all’altro, ciascuno al suo corrispondente. Guardai ed ecco sopra di esse i nervi, la carne cresceva e la pelle le ricopriva, ma non c’era spirito in loro. Egli aggiunse: "Profetizza allo spirito, profetizza figlio dell’uomo e annunzia allo spirito: Dice il Signore Dio: Spirito, vieni dai quattro venti e soffia su questi morti, perché rivivano". Io profetizzai come mi aveva comandato e lo spirito entrò in essi e ritornarono in vita e si alzarono in piedi; erano un esercito grande, sterminato.
Mi disse: "Figlio dell’uomo, queste ossa sono tutta la gente d’Israele. Ecco, essi vanno dicendo: Le nostre ossa sono inaridite, la nostra speranza è svanita, noi siamo perduti. Perciò profetizza e annunzia loro: Dice il Signore Dio: Ecco, io apro i vostri sepolcri, …" eccetera, come abbiamo letto nella prima lettura.
Visto che la montagna non va a Maometto, Maometto va alla montagna… eh?
Allora, cosa abbiamo letto, cosa ho letto adesso io? […] Beh, tu sei già andato fino alla soluzione finale! Però quello che ho letto… cosa ho letto? Il profeta Ezechiele cosa aveva visto? Una valle pieno di ossa, di ossa inaridite. Iddio gli dice: Queste ossa possono rivivere? Lui dice: Ah, io non lo so, io non riesco certamente a farle rivivere; forse tu… E infatti, vero, per ordine del Signore comanda a queste ossa di rivivere; e quindi si forma sulle ossa i nervi, la carne, la pelle e poi vi spira la vita: manda lo Spirito.
Cosa voleva significare questa visione del profeta? Qui la domanda è un po’ più difficile, però vedo che ci sono delle persone intelligenti che forse sanno… […] … sì (magari si potrebbe anche prendere il microfono così forse sentono anche gli altri le risposte, eh? … Bravo… che accolito intelligente che abbiamo noi di Mandriolo, eh…[Andrea G. – n.d.r.]) bene. Il significato letterale di quello che abbiamo letto è proprio quello che avete detto voi, però è il significato vero che il profeta, e quindi Dio attraverso il profeta, dà a questa profezia? O è un altro?
[risposta di un bambino – n.d.r.] Ce n’è un altro.
[Don Giancarlo – n.d.r.] Quale? … le mo lè mo le mo lè mo…
"Figlio dell’uomo …" – attenti eh, vi leggo l’ultima frase – "Figlio dell’uomo, queste ossa sono tutta la gente d’Israele. Ecco, essi vanno dicendo: Le nostre ossa sono inaridite, la nostra speranza è svanita, noi siamo perduti". Allora, faccio una spiegazione perché… poveretti, sapete, anche voi direte: ma, noi non… […] che con Dio la speranza non deve morire mai, ha detto molto bene Riccardo, eh?
Cioè, cos’era successo? Era successo questo: nel cinquecentonovantasette avanti Cristo, un primo gruppo di deportati (i cittadini di Gerusalemme), era stato preso e portato, appunto, in esilio in Mesopotamia (la Mesopotamia, tanto per intenderci, è l’Iraq attuale, l’Iraq, eh?), lo portano lì. In mezzo a questi deportati c’è anche Ezechiele – il profeta Ezechiele – che cerca di consolare gli esuli. Dodici anni dopo, arriva trafelato un messaggero da Gerusalemme a dire ad Ezechiele che Nabucodonosor è tornato a Gerusalemme, ha distrutto il tempio, ha messo a ferro e fuoco tutta la città e un numero sterminato di persone, non solo da Gerusalemme ma da tutta la Giudea, stava venendo verso la Mesopotamia portati, appunto, in esilio anch’essi.
Allora la gente è disperata, gli Ebrei sono disperati, si avviliscono e dicono: basta, non abbiamo peccato troppo, Dio ha dimenticato le promesse che aveva fatto ad Abramo, Isacco, Giacobbe; non ci salverà più nessuno, siamo perduti…
Allora, queste ossa inaridite cosa vogliono significare? La disperazione degli Ebrei, la disperazione degli Ebrei; siamo morti, siamo come ossa inaridite; non torneremo più in vita, non tornerà più il Signore ad aver compassione di noi. Invece Ezechiele, a nome di Dio, promette a loro che queste ossa riprenderanno vita, ritorneranno in vita; cioè che Israele sarà di nuovo nel suo paese, ricostruiranno il tempio, la città, le loro case, tutto. Va bene? Questo è il significato, il significato primo. Quindi il significato primo non è quello della resurrezione dei morti, ma è piuttosto quello della resurrezione in senso politico, sociale, religioso, va bene?
Però, che cosa succede? Che circa duecento anni prima di Cristo – quindi passano alcuni secoli – il profeta Daniele, il libro del profeta Daniele, annuncia con precisione, in modo proprio chiaro, esplicito, che ci sarà la resurrezione dei morti. Allora anche i grandi studiosi della bibbia, i dottori della legge, i rabbini, si accorgono che poi anche il libro di Giobbe, anche il libro di Isaia, e questa pagina di Ezechiele parlavano di resurrezione dei morti; e quindi cominciano a interpretare questa pagina come una pagina che parla della resurrezione finale dei morti. Anzi, non tanto finale: avevano insegnato che quando sarebbe venuto il Messia tutti i giusti sarebbero risorti per partecipare, insieme al Messia, al banchetto del regno di Dio. Avrebbero vissuto senza fatica, senza sofferenza, chi campava poco avrebbe campato cento anni…
Cos’era? Era una vera resurrezione dei morti così come la intendiamo noi dopo la resurrezione di Cristo? (o qui la domanda è difficile, eh?)
[un bambino – n.d.r.] … La resurrezione dello Spirito.
[Don Giancarlo – n.d.r.] La resurrezione dello… no, era la resurrezione anche dei corpi, però, più che resurrezione noi oggi la chiamiamo "rianimazione". E’ come quella di Lazzaro, avete sentito il vangelo, no? Gesù ha risuscitato Lazzaro, si dice. Più che una resurrezione come la intendiamo noi oggi, è stata una rianimazione del corpo di Lazzaro, perché Lazzaro, dopo alcuni anni, è tornato a morire (è uno dei pochissimi uomini che è morto due volte, eh? Uno dei pochissimi uomini!), è tornato a morire.
Allora, è una rianimazione del corpo, cioè tornano a vivere più o meno come viviamo noi oggi qui; magari con meno sofferenze, meno fatiche, meno contraddizioni, meno violenze, meno cattiverie vicendevoli, però più o meno così. E’ come immaginano il paradiso i mussulmani; è come immaginano il paradiso i testimoni di Geova, e forse come l’abbiamo immaginato o lo immaginiamo tante volte anche noi. Non è una vera resurrezione dei morti.
Uno dei motivi che hanno portato a credere che questo testo si riferisse alla resurrezione dei morti è anche il fatto che dice: "Profetizza allo spirito, profetizza…", e lui profetizza e lo Spirito rende vive quelle ossa inaridite. Perché quando Dio ha creato che cosa ha fatto? Dice il libro della Genesi: "allora il Signore Dio plasmò l’uomo con la polvere del suolo e soffiò nelle sue narici lo spirito della vita e l’uomo divenne un essere vivente". Ecco perché. Cioè è lo Spirito che dà vita, e quindi certamente quelle ossa avrebbero ripreso vita.
Però, quando Gesù … – oh, io ho messo qui l’orologio ma non lo guardo più… – quando Gesù ha parlato a Nicodemo… Chi è Nicodemo, bimbi? Avete mai sentito parlare di Nicodemo? No. Di Nemo sì, ma di Nicodemo no, eh? Allora, Nicodemo era un anziano del popolo, un senatore, diciamo, eletto dal popolo che faceva parte del gran sinedrio, l’organo supremo degli Ebrei. Questo Nicodemo va da Gesù di notte, ci va di notte, di nascosto, perché non se ne accorgano gli altri. Gli dice: noi sappiamo che tu sei il maestro che viene da Dio…; e allora Gesù gli dice: se qualcuno non rinasce dall’alto non può entrare nel regno di Dio. Eh!? Come fa a rinascere dall’alto? Come può tornare a nascere? Può tornare nel grembo di sua madre? E’ impossibile. Gli rispose Gesù: ""In verità, in verità ti dico, se uno non nasce da acqua e da Spirito, …" – attenti, eh, che dopo vi chiedo… – "da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quel che è nato dalla carne è carne, quel che è nato dallo Spirito è Spirito. Non ti meravigliare se t’ho detto che dovete nascere dall’alto. …"".
Allora, di che nascita parla Gesù, qui? Qui parla proprio di una rinascita, eh?
[Un bambino – n.d.r.] Della nascita del battesimo.
[Don Giancarlo – n.d.r.] Del battesimo, eh? Del battesimo, del battesimo. Allora, nel battesimo noi rinasciamo, proprio; nasciamo una seconda volta: dall’acqua e dallo Spirito. Voi avete sentito Gesù che fa una distinzione netta: quel che è nato dalla carne è carne, cioè la nostra vita naturale; quel che è nato dallo Spirito è Spirito, quella che noi adesso chiamiamo vita soprannaturale, eh? Questa è la vita nuova.
Questa vita nuova c’è stata anche in Gesù. Sapete come comincia San Paolo la sua lettera ai Romani? Dice che vuole annunciare il vangelo di Dio "riguardo al Figlio suo, nato dalla stirpe di Davide secondo la carne, costituito Figlio di Dio con potenza secondo lo Spirito di santificazione mediante la risurrezione dai morti", cioè: Gesù è nato secondo la carne, secondo la vita naturale, nostra, umana, dalla stirpe di Davide, cioè dal casato di Davide; invece nasce come Figlio di Dio (Figlio di Dio eterno lo è sempre stato, però nasce come uomo anche Figlio di Dio) attraverso la resurrezione. Con la sua resurrezione egli acquista per sé e per noi questa grazia santificante, questa presenza dello Spirito Santo in noi che chiamiamo grazia santificante; perché noi dalla grazia di Gesù abbiamo ricevuto grazia su grazia; dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto, e lo riceviamo proprio dalla sua resurrezione.
Ecco perché la seconda lettura di oggi, che è presa dalla lettera ai Romani, ci dice: "Se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi". Allora, noi nel battesimo riceviamo lo Spirito di Dio. L’aveva detto anche Ezechiele, sapete, nel capitolo antecedente: "Io infonderò in loro il mio Spirito ed essi osserveranno le mie leggi", cioè saranno santi. Allora, questa grazia santificante noi la riceviamo nella nostra anima il giorno del battesimo, ma è come un germe di vita nuova che porterà alla resurrezione anche nel corpo.
Come sarà questa resurrezione del corpo? San Paolo qualcosa ci dice nella prima lettera ai Corinzi (state attenti, però non sono cose facili): "qualcuno dirà: "Come risuscitano i morti? Con quale corpo verranno?". Stolto!" – dice San Paolo, eh? Non sono io – "Ciò che tu semini non prende vita, se prima non muore; e quello che semini non è il corpo che nascerà, ma un semplice chicco, di grano per esempio o di altro genere. E Dio gli dà un corpo come ha stabilito, e a ciascun seme il proprio corpo. … Così anche la risurrezione dei morti: si semina corruttibile, risorge incorruttibile; si semina ignobile, risorge glorioso, si semina debole, risorge pieno di forza; si semina un corpo animale, risorge un corpo spirituale. … È necessario che questo corpo corruttibile si vesta di incorruttibilità, questo corpo mortale si vesta di immortalità".
Avete capito qualcosa? Beh, diciamo che San Paolo ha… tolto un po’ il velo… l’ha innalzato un pochino, abbiam visto, abbiamo intravisto qualcosa, ma non riusciamo a capire a modo, perché non abbiamo esperienza di queste cose, per cui non riusciamo a capire bene; forse gli apostoli han capito qualcosa di più quando han visto Gesù che ha mostrato loro le piaghe del corpo, era il suo vero corpo, ha mangiato con loro; nello stesso tempo, però, appariva, poi scompariva… quindi non era più come il corpo di prima. Ma noi abbiamo un esempio, carissimo direi, dall’agricoltura. Qui abbiamo dei contadini, ma anche noi che non siamo contadini sappiamo che avviene così: cosa han fatto quest’autunno? Hanno seminato del grano. A momenti spunterà questo grano; e poi diventerà stelo; poi diventerà spiga; poi i grani dentro la spiga; poi in giugno maturerà questo grano. Il grano che è dentro la spiga è lo stesso che è stato seminato? … Sì e no. Sì, perché deriva da quello che è stato seminato; No, eh? – se il grano di frumento caduto per terra non muore non produce frutto, dice Gesù, ma se muore produce molto frutto – allora, è quel grano lì, ma è un grano diverso, non è quello che è stato…
Noi saremo così. Ed è una soddisfazione per me brutto…, per noi malati…, per i vecchi, sapere che avremo un corpo finalmente diverso… più bello, più giovanile, eh? E’ una cosa buona, questa qui, eh?
Allora, abbiamo visto che la prima lettura parla di una resurrezione in senso morale, metaforico – no? – la resurrezione […]; abbiamo visto, però, che dopo è stata interpretata anche come resurrezione vera e propria dei corpi, ma più che resurrezione dovremmo chiamare "rianimazione" dei corpi, perché torna la vita di prima. Poi abbiam visto, invece, che Gesù, quando è venuto, che ci ha salvato, ci ha dato la possibilità, attraverso il battesimo, di rinascere come figli di Dio, come figli di Dio. Questa vita che si sviluppa dentro di noi porterà, un giorno, alla resurrezione del nostro corpo.
A momenti riceviamo la comunione noi, eh? Gesù, quando ha parlato dell’Eucaristia, che cosa ha detto? Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha – notate i verbi, eh? – "ha" la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Cioè, ha già la vita eterna, la vita soprannaturale. Questo porterà, come frutto, alla resurrezione finale dei corpi.
Che il Signore ci conceda, a tutti, di arrivare anche alla resurrezione finale gloriosa.
Sia lodato Gesù Cristo. »
| < Prec. | Succ. > |
|---|






