Il Mondo Piccolo di Giovannino Guareschi gode di fama quasi planetaria e, dopo il passaggio dalla letteratura al cinema, era quasi inevitabile per un teatro amatoriale parrocchiale cedere alla tentazione di portarlo in palcoscenico, ricorrendo anche il centenario della nascita dell’autore emiliano (1908–1968).
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Quando nel dopoguerra furono scritte le storie di Don Camillo e Peppone, il sindaco e il prete erano i simboli delle due fazioni in lotta nel piccolo mondo di pianura, dove riverberavano gli echi del grande contrasto che spaccava il pianeta in due: la guerra fredda.
Certo di preti simili non ne esistono, eppure in questo piccolo universo padano, che è un po’ anche il nostro West, personaggi strambi e “lunatici” come quelli di Guareschi risultano credibili.
Sarà colpa del clima, così gelido d’inverno e insopportabilmente caldo d’estate, o della nebbia che si affetta come il culatello...
Fatto sta che questi caratteri passionali e sanguigni duellano, si menano con i pugni e anche con le panche, ma rispettano le regole, e nell’incessante contesa politica non ci sono mai le perfidie, le viltà le tortuose labirintiche menzogne di cui siamo oggi troppo spesso testimoni. O, se ci scappano, vengono subito lealmente confessate. Qui davvero si resta umani anche in politica, si pensa tutti a un mondo diverso, migliore e ci si adopera con fiducia perché si realizzi il sogno.
Ma a farci guardare con nostalgica simpatia questi matti padani, sono proprio le loro stravaganti bizzarie. Noi, omologati da TV e consumismo e poco attenti alle peculiarità di ciascuno, ammiriamo questi personaggi che hanno invece il culto della differenza, perché usciti dalla penna di un autore che non tollerava il conformismo, la rinuncia a vedere ogni cosa dal proprio punto di vista.
La Compagnia ringrazia il Complesso Bandistico di Prato di Correggio e il Corpo Filarmonico di Carpi. »
Dal programma di sala.
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