Il mercante di Venezia
l’opera Il dramma è tra i più famosi e fortunati di Shakespeare soprattutto per il personaggio di Shylock, tratteggiato con robustezza e verità, che ha sempre attirato grandi attori a impersonarlo. Inoltre ha scene tra le più drammatiche e brillanti che l’autore abbia scritto: la scena del contratto, quella dove Shylock si rammarica della fuga della figlia coi suoi denari, la scena della scelta degli scrigni da parte di Bassanio, la scena dinanzi alla corte di giustizia, la scena della musica al chiaro di luna. Infine l’abilità con la quale Shakespeare ha combinato motivi diversissimi e pittoreschi e la morale del dramma, che celebra la vittoria della misericordia sulla rigida giustizia, ha esercitato un fascino sul pubblico teatrale di ogni tempo. Il dramma ha un carattere italiano, non solo per i nomi dei personaggi e qualche precisa allusione geografica, ma anche per qualità più generali che mostrano i due aspetti del rinascimento: il mondo dei ricchi mercanti e la raffinatezza artistica dei costumi e dei modi, simboleggiati in Venezia e Belmonte. appunti per una regia Di quest’opera vasta e composita sono rimasti i temi tradizionali, favolistici e spettacolari:
Così i personaggi non risultano sempre simpatici, ma in compenso sempre veri. Di essi più che Shylock giustamente ricondotto al ruolo originario di secondo attore, e per questo non più soltanto odioso, ma anche commovente e, a lampi, divertente, due personaggi abbiamo soprattutto sottlineato:
appunti per una scenografia Sostanzialmente lo schema è quello estremamente semplice a scena fissa con tra uscite (due laterali ed una centrale) del teatro elisabettiano in cui vennero rappresentate per la prima volta le opera di Shakespeare. Si è cercato così di evitare la facile tentazione di una scenografia troppo varia, complicata e barocca, a cui è istintivo pensare, mettendo in scena Shakespeare, data l’abbondanza e la diversità dei luoghi nei quali si svolge l’azione. Uno sfondo elegante ma semplice, il più possibile uniforme, caratterizzato solo da una linea architettonica rinascimentale, per lasciare il maggior spazio possibile ad ogni soluzione registica e dare risalto all’azione dei personaggi che creeranno di volta in volta l’ambiente della scena con l’ausilio di una appropriata illuminazione: una strada, una piazza di Venezia, l’interno di una villa del ’500, ecc... Unica eccezione la casa di Shylock: un mondo a sè per ciò stesso in netto ed immediato contrasto con tutto il resto, sola e isolata come il personaggio. Un forziere in disfacimento, un intrigo di buchi, di inferriate e di serrature, fino ad evadere dal verosimile per arrivare al grottesco e al paradossale. Si vede in essa il simbolo della rozzezza, della meschinità, della doppiezza, dell’avidità insaziabile e della speculazione ostinata che si esprimono e si concretizzano su quelle tavole ammuffite, sfruttate fino all’inverosimile, di cui tutto, ogni taglio, ogni pertugio è calcolato. riproduzione del testo contenuto |
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