Lungo viaggio del giorno nella notte
LUNGO VIAGGIO DEL GIORNO NELLA NOTTE è una delle tragedie più originali e violene del teatro moderno, dove odio e disperazione non sono mai disgiunte da una struggente pietà. Per quanto riguarda la datazione ci risulta che l’autore completò la stesura di qusto lavoro nel settembre del 1941 e ne impedì la rappresentazione prima per 2 anni, essendo tutti i personaggi del dramma persone realmente esistite. La famiglia Tyrone è, in effetti, la famiglia O’Neill il vecchio James Tyrone, attore, se non fallito, tuttavia costretto ad esercitare il suo mestiere in un giro mediocre, è il padre stesso dello scrittore; Mary, che sprofonda sempre più nella tossicomania sotto il consiglio di un medico, non sappiamo se poco intelligente o poco scrupoloso, è realmente la madre dello scrittore; così come il Jamie del dramma, di una violenza più franca che generosa è nella vita suo fratello. Edmund, infine, con il suo amore per i viaggi e per la lettura di poeti e filosofi, giornalista di provincia, le cui aspirazioni sono esaltate e insieme frustrate da una tubercolosi forse incurabile, è lo stesso Eugene Gladstone O’Neill (realmente afflitto dal morb di Parkinson), colto qui nei difficili anni del tirocinio letterario. Questi quattro personaggi sono fotografati attraverso il tempo di un giorno, una lunga giornata, dal mattino a notte fonda, che concentra sinteticamente il loro sprofondarsi progressivo nella disperazione e nella follia. A questi se ne affianca un quinto, non insignificante anche se modesto: la cameriera Cathleen. Essa è importante poichè simboleggia con la sua ingenuità la vita esteriore, indifferente alla tragedia e che alla tragedia stessa offre solo i pretesti meccanici (Cathleen è infatti l’inconsapevole tramite fra Mary e la morfina). Oltre al dato biografico, è importante per dare valore e sapore a questo fiume ininterrotto di parole (in origine quest’opera durava più di cinque ore!) tutta l’atmosfera che spira all’interno della struttura dell’opera e dietro alle sciagure dei protagonisti:
Questi temi (tragedia, autobiografia, atmosfera) sono tutti portati a compimento ed espressione piena soltanto attraverso un immenso sforzo di purificazione: opere come questo tremendo LUNGO VIAGGIO DEL GIORNO NELLA NOTTE si scrivono solamente quando una coscienza ha il presentimento della propria distruzione, quando si è ormai in condizione di vivere la propria morte. CORRADO LUGLI Come portare in scena O’Neill? Sono tipici suoi un fascino, una magia evocativa della frase per cui lo si ama senza riserve alla lettura, ma quando ci si appresta a renderne la trasposizione teatrale si viene invariabilmente a cozzare contro un’innegabile prolissità. Nel LUTTO SI ADDICE AD ELETTRA ci siamo limitati a rifiutarne il linguaggio poiché presentava dei fatti teatrali. Qui, al contrario, non succede nulla: i protagonisti non fanno altro che psicanalizzarsi, dall’inizio alla fine. L’intervento che abbiamo compiuto è stato perciò visualizzare e rendere esplicito tutto ciò che nel testo era lasciato per scontato o affidato al potere logorroico della parola. E` corretto infatti costringere il pubblico ad interessarsi ad una famiglia che sta andando in rovina; costringerlo ad assumere per buona una immagine letteraria, anzichè promettergli di formarsela naturalmente attraverso ciò che vede? Convinti di non tradire l’autore, la tecnica da noi adottata è stata quella tutta cinematografica del flash-back, la quale presenta il vantaggio di togliere il vizio del narcisismo ai personaggi e crea un alter ego al loro soliloquio. I temi tipicamente americani sintetizzati ed evidenziati nel testo sono:
Non è interessante essere continuamente informati di tutto ciò senza alcuno shock delle cose, senza la possibilità di intuire il fatto che sta dietro alla parola evocatrice. Tutto ci viene detto, tutto ci viene sciorinato davanti (il padre di Mary - il fallimento teatrale di Tyrone - il manicomio - Jamie che sputa sentenze e non si capisce perchè lo fa, perchè non è mai riuscita a tagliare il cordone ombelicale con la famiglia...) senza che riusciamo a fissare una sola immagine. Il pubblico ha invece bisogno di vedere perchè il padre è fallito come attore; perchè i figli si sono estraniati, si sono creati un mondo tutto proprio; perchè bevono e come lo fanno. Se spostiamo il momento dell’azione dal 1912 (come è nel testo) al 1929, si opera un salto non troppo grande ma utile per rendere pertinenti le ragioni di Jamie, attore ad Hollywood dei primi film sonori; di Edmund, che ama il jazz in stridente contrasto con la polverosa cultura paterna; un salto utile per rendere con brevi tratti il senso di provvisorietà e la mancanza di programmi (e di ideali) di un mondo frastornato dal recente crollo di Wall Street (giovedì 24 ottobre 1929). In tal modo la natura degli avvenimenti non viene stravolta, bensì giustificata con esemplificazioni evocative; l’humus e il tessuto delle reazioni sono mantenuti vivi, le circostanze messe maggiormente a fuoco. In tal modo, anche il dato biografico non è accettato passivamente (benchè abbia una funzione indubbiamente importante in quest’opera), ma è spostato ad un significato più universale e più vicino a chi vede il lavoro sulla scena. L’uso di un certo tipo di gestualità o di cadenza dialettale a proposito di Cathleen ci è parso giustificato per rendere a tutto tondo la bassa estrazione sociale del personaggio e la sua natura di ragazza semplice, ma con granitiche convinzioni a riguardo del proprio futuro. ARRIGO VEZZANI A Carlotta, GENE Tao House, 22 luglio 1941 riproduzione del testo contenuto |
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