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Unità pastorale di Mandrio, Mandriolo e San Martino (Vicariato III - Correggio, RE)

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Home Teatro Gruppo Teatrale Mandriolo (GTM) 1975. La passione secondo noi stessi

1975. La passione secondo noi stessi

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La passione secondo noi stessi

prima rappresentazione assoluta

 

CHIESA DI S. FRANCESCO

Correggio 27 - 28 - 30 settembre 1975

 

IL GRUPPO TEATRALE DI MANDRIOLO

 

“LA PASSIONE SECONDO NOI STESSI”

di Giuseppe BERTO

riduzione - adattamento - regia di A. VEZZANI

 

P E R S O N A G G I      E      I N T E R P R E T I

 

ASER, bettoliere e barman CORRADO LUGLI
   
Personaggi di allora:  
GIUDA ISCARIOTA, apostolo ADOLFO GHIDONI
ARIEL, zelota PAOLO BERNARDELLI
MAHAT, zelota ROSSANO ZANICHELLI
SUSANNA RITA CASARINI
MIRIAM GRAZIELLA GRISENDI
RAGAZZO senza gambe ARMANDO CASARINI
KEFITA FULVIA RUSTICHELLI
1° MERETRICE DONATELLA PALLADINI
2° MERETRICE DONATELLA ZINI
MOGLIE VINCENZA CERRI
ASAF - 1° MERCANTE FERNANDO FORONI
2° MERCANTE - 1° SOLDATO ROMANO ALBERTO ASCARI
2° SOLDATO - 1° FARISEO - 2° CLIENTE LUCIANO PANTALEONI
3° SOLDATO - 2° FARISEO - 3° CLIENTE -
e FORNITORE
MAURO SEMELLINI
1° CLIENTE - MARITO - VECCHIO FIORELLO TAGLIAVINI
VIANDANTE ANDREA GRIMINELLI
   
Personaggi contemporanei:  
Prof. AMEL, giurista GIORGIO GRISENDI
Dott. BINNU, sociologo SILVIO PANINI
Dott.ssa JACOB SARA LIUZZO
Sig. STAPEL VANNA CATTANIA
Sig.na TOOLS GIANNA MENOZZI
L’AUTORE GIORGIO RUSTICHELLI
RAGAZZO B CLAUDIO LUPPI
RAGAZZO C CORRADO BASSOLI
RAGAZZA A LAURA IOTTI
RAGAZZA B RITA FORNACIARI
RAGAZZA C GIULIANA SLDANI
RAGAZZA D SIMONA RUSTICHELLI
   
Registrazioni degli Evangelisti:  
MATTEO UBERTO PIERONI
MARCO ERMETE FERRARI
LUCA STEFANO FABBI
GIOVANNI ANNA ALBERTA NICOLINI
   
Tecnici alle luci: alle luci GIOVANNI CERRI
  alle musiche UBER LIGABUE
  alle diapositive LUCIANO LUGLI
Commento musicale originale di UBERTO PIERONI, eseguito dall’autore (pianoforte - organo - chitarra) e da ANDREA GRIMINELLI (1° flauto), ARMANDO BELLESIA (2° flauto), GIOVANNI COVEZZI (violino), e VITO MAGNANINI (batteria).
     
Scenografia: GIORGIO GRISENDI  
Costumi: ANNA GASPARINI MENOZZI, LUGLI CORRADO  
Luci: LORENZO DI CRISTINA  
     
Il gruppo, infine, ringrazia sentitamente: il SINDACO e l’AMMINISTRAZIONE COMUNALE di Correggio - la PARROCCHIA di Correggio - L’UNICOOP - la Ditta F.lli PANTALEONI, arredamenti - Sig. Silvestro GRIMINELLI - e quanti altri hanno offerto la loro gentile collaborazione.

 

PRESENTAZIONE DELL’OPERA

La passione secondo noi stessi (Giuseppe Berto). Gruppo Teatrale Mandriolo, 1975 La passione secondo noi stessi (Giuseppe Berto). Gruppo Teatrale Mandriolo, 1975

     Ho letto per la prima volta “LA PASSIONE SECONDO NOI STESSI” una notte di estate di tre anni fa e, subito conquistato dalla novità del testo, mi sono preposto di adoperarmi in tutti i modi per portarlo in scena. L’attesa, costruttiva, ha portato via tre anni, ma ne è valsa la pena. Un’opera del genere dà tanti più frutti quanto maggiormente la si ripensa, la si matura. Un motivo in più che ha indotto a realizzarla, è stato il bisogno di divulgare l’opera, rimasta conosciua a pochi, ma tanto più profonda di quel famoso film americano “Jesus Christ Superstar”, di cui è antecedente di ben due anni!!

La passione secondo noi stessi (Giuseppe Berto). Gruppo Teatrale Mandriolo, 1975 La passione secondo noi stessi (Giuseppe Berto). Gruppo Teatrale Mandriolo, 1975

     Perchè “PASSIONE SECONDO NOI STESSI”? Semplice!, perchè non compare Cristo nè alcuno degli attori del Sinedrio o del Golgota. La testimonianza di quei momenti e di altri riguardanti il Nazareno viene desunta da citazioni dei quattro Vangeli, da parte di alcuni personaggi del mondo moderno: un marxista, una psicoanalista, un giurista, una moderna Maddalena, una casalinga, un gruppo di contestatori, portatori di una interpretazione di Cristo legata alla loro sensibilità o alla loro cultura, laica e tradizionalista, emotiva o diversamente positivista, di volta in volta suffragata dalle parole di questo o di quell’Evangelista, chiamato in causa a servire una certa tesi.
     Questi personaggi, inoltre prendono in esame brani della vita e della passione di Gesù, tutti comunque LOGICI, ATTENDIBILI, INQUIETANTI. Non solo, ma la Passione, svolgendosi in progressione come la trama di un dramma, rivive anche nell’anima di ognuno dei presenti, secondo il modo di recepirla.

Contemporaneamente, in una bettola dell’antica Gerusalemme, potentemente evocata, prende vita, in un procedimento narrativo-drammatico, che di quello dialettico moderno è parte integrante, la Passione di Cristo secondo i testimoni di allora, rappresentanti di differenti destini: i semplici, i poveri, i derelitti, con il più disperato Giuda, i mercanti, gli zeloti (cioè i ribelli alla dominazione romana), i farisei, le pie donne, le meretrici, i viandanti, che Cristo hanno diversamente recepito, visto con scetticismo o con esaltazione, secondo la propria forma mentis, o secondo la capacità del cuore di accogliere il sublime.

La passione secondo noi stessi (Giuseppe Berto). Gruppo Teatrale Mandriolo, 1975 La passione secondo noi stessi (Giuseppe Berto). Gruppo Teatrale Mandriolo, 1975

     Tre novità almeno conta l’Autore: l’immagine di Cristo, innanzitutto. Scrive Berto: “IL FATTO STRAORDINARIO E PER COSI` DIRE SOPRANNATURALE ERA NON LA DIVINITA` DI GESU`, MA LA CIRCOSTANZA CHE LA SUA VOLONTA` DI ESSERE DIVINO CONTINUAVA AD ESERCITARE, DOPO TANTI SECOLI, SU MILIONI E MILIONI, UN FASCINO TALE DA CONDIZIONARE IL LORO PENSIERO E LA LORO CIVILTA`. E` CHIARO CHE L’IDEA CHE GESU` AVESSE VOLUTO E CERCATO CON OSTINAZIONE LA MORTE (nel mio lavoro e nel mio pensiero egli aveva da essere semplicemene un uomo convinto d’essere Figlio di Dio, che per questa sua convinzione si fa uccidere, perchè così, secondo le Scritture, il Messia aveva da finire) PORTAVA ... ANCHE AD UN DIVERSO GIUDIZIO SU COLORO CHE SONO GLI ALTRI ATTORI DELLA TRAGEDIA. AD ESEMPIO, NON E` VERO CHE CAIFA E I SACERDOTI VOLESSERO METTERE A MORTE GESU`: NON LO GRADIVANO ... ANCHE PERCHE` ... A FORZA DI AUTOPROCLAMARSI RE DEI GIUDEI AVREBBE FINITO CON L’IRRITARE I ROMANI CHE OCCUPAVANO IL TERRITORIO. MA SE GESU` FOSSE ANDATO A PREDICARE LE SUE STORIE NEL DESERTO O AL PAESE SUO, SICURAMENTE NESSUNO L’AVREBBE DISTURBATO: CE N’ERANO TANTI, ALLORA, COME LUI.”
     Anche l’immagine di Pilato è nuova, per Berto: “STANDO ALMENO A QUEL CHE RACCONTA GIOVANNI, PILATO FECE TUTTO CIO` CHE POTEVA FARE PER SOTTRARRE GESU` ALLA CROCIFISSIONE, E L’INCONTRO, TRA IL RAFFINATO GOVERNATORE ROMANO E IL GIOVANE STRACCIONE EBREO DETURPATO DALLE PERCOSSE, E` DI UNA GRANDEZZA STUPENDA”.
     Il terzo personaggio che viene completamente capovolto, una volta balenata l’ipotesi della volontarietà della morte di Cristo, è Giuda. Per giudicare il figlio di Simone Iscariota secondo la più trita opinione corrente, si deve, secondo Berto, “SALTARE A PIE` PARI UN CONCETTO NEL QUALE CI SI IMBATTE AD OGNI PASSO NEI VANGELI: ERA NECESSARIO CHE SI ADEMPISSERO LE SCRITTURE ... IL PRINCIPIO DELLA VOLONTARIETA` DELLA MORTE DI GESU` (nessuno ha mai messo in luce il mistero della libertà umana, nè i Vangeli ci aiutano a farlo, con la continua presenza della volontà di Dio, già codificata nelle profezie e che ha da realizzarsi in ogni caso) OFFRE LA POSSIBILITA` DI DARE ALLA FIGURA DI GIUDA UNA NUOVA INTERPRETAZIONE CHE TROVA NEL VANGELO DI GIOVANNI SINGOLARI PUNTELLI. GIOVANNI, TRA TUTTI GLI EVANGELISTI, E` IL PIU` DURO CON GIUDA: QUANDO LO NOMINA GLI DA` DEL LADRO ... TUTTAVIA E` L’UNICO ... CHE NON RACCONTA L’EPISODIO DI GIUDA CHE VA A VENDERE GESU` PRIMA DELL’ULTIMA CENA. QUELLO CHE DICE GIOVANNI CI PERMETTE DI IMMAGINARE CHE FU GESU` STESSO, DURANTE L’ULTIMA CENA, CHE ORDINO` A GIUDA DI ANDARLO A TRADIRE. E ALLORA ECCO CHE IL PERSONAGGIO DI GIUDA DIVENTA DRAMMATICO: PROPRIO NEL MOMENTO IN CUI, CADUTO L’UOMO-POTERE, GLI APPARE L’UOMO-DIO O ALMENO L’UOMO CONVINTO DI ESSERE DIO E DECISO A MORIRE PER DIVENTARLO, LUI E` CHIAMATO A COLLABORARE ALLA DEIFICAZIONE COL TRADIMENTO. E GIUDA TRADISCE PER AMORE, FORSE ANCHE PER FEDE, E NON E` DETTO CHE SE ESISTE UN PARADISO, QUELLI CHE CI ANDRANNO NON SE LO TROVERANNO LI`.”

La passione secondo noi stessi (Giuseppe Berto). Gruppo Teatrale Mandriolo, 1975 La passione secondo noi stessi (Giuseppe Berto). Gruppo Teatrale Mandriolo, 1975

     Come ultima novità, inizialmente quasi schiacciati ai margini del racconto, un gruppo di giovani hippies contestatori e drogati, finisce, a poco a poco, per riassumere il vero senso dell’opera: il bisogno della certezza in Dio, che respinta dal mondo contemporaneo, continua a torturare con la sua assenza.
     Mentre gli esperti si rivelano incapaci di comporre le loro argomentazioni in una totalità, questi giovani offrono le ferite della loro purezza, malgrado tutto, alla speranza, simili ad una pietraia offerta all’attesa della pioggia.
Cercheranno, i giovani, di colmare il bisogno di Dio, cercheranno Cristo, magari inventandolo giorno per giorno: già la loro ricerca è santa.

La passione secondo noi stessi (Giuseppe Berto). Gruppo Teatrale Mandriolo, 1975 La passione secondo noi stessi (Giuseppe Berto). Gruppo Teatrale Mandriolo, 1975

     Opera provocatoria, questa Passione, ma di un rigore notevole, chiusa a preconcetti, ferocemente ironica quando invita a pensare, a cercare. Individuando nell’investigazione di noi stessi la sostanza del confronto coi Vangeli, col Cristo, l’opera possiede una tensione già di per sè ombra di assoluto.

     Questa l’opera. La regìa, nel proposito di assumerla così com’è, a soluzione aperta, si è proposta, volutamente, i seguenti problemi:
I) pratici, tecnici
II) più propriamente di linguaggio.
     I primi sono emersi in fase di stesura della riduzione e sono stati subito prospettati all’Autore, che ha risposto ai miei timori, con la più assoluta comprensione. Si è trattato di predisporre:

  1. l’integrazione del gruppo di attori di Mandriolo con il gruppo di Fabbrico e parte di quello di San Biagio e di Guastalla, più l’inserimento di elementi nuovi scelti per aderenza fisica e psicologica coi personaggi da ricoprire;
  2. la riduzione dei personaggi, per ragioni connesse con la difficoltà a reperire tutti gli attori, ad un numero ragionevole (meno di 40), in modo da impegnare gli attori per più ruoli;
  3. il passaggio di un personaggio come il Dott. Jacob, al femminile, per ragioni di impiego, motivato, di una delle attrici della Compagnia;
  4. la riduzione di alcune parti narrativamente affascinanti, ma teatralmente inconcluse (citazioni dotte fatte cadere, episodi privi di ulteriore immediato sbocco).

La passione secondo noi stessi (Giuseppe Berto). Gruppo Teatrale Mandriolo, 1975 La passione secondo noi stessi (Giuseppe Berto). Gruppo Teatrale Mandriolo, 1975

     L’esigenza fondamentale da salvaguardare nell’allestimento è di conservare all’opera, nel suo passaggio dalla pagina da leggere alla scena da recitare, il suo carattere più evidente: la provocante novità, l’anticonformismo degli assunti tematici, l’invito alla tensione morale, che in quanto ricerca, è il massimo della grandezza consentitaci.
     Ogni ritrovato registico vuole essere, dunque, un servizio dettato da empirica buona volontà e dall’umile consapevolezza di sentirmi un intermediario fra l’Autore e il pubblico.
     In questa luce, si chiede siano visti:

  1. la scelta del luogo della recita, perchè la chiesa costituisce il massimo punto di interesse per il nostro ambiente, l’unico cui si possa convergere tutti: i fedeli, per riesaminarsi; gli altri per scoprire un impensato assunto dialettico dietro una tradizione;
  2. la semplificazione di certi passi degli specialisti (senz’altro volutamente prolissi) per coinvolgere il più possibile il pubblico nel dibattito;
  3. il passaggio dalla manifesta ironia sulla spocchiosità concettuale, ad una più esteriore assenza di misura dei personaggi, tramite pennellate di colore che, del resto, le battute non sembrano escludere;
  4. l’introduzione di immagini e di filmati, per chiarimento e capacità di associazione figurativa.

     Più arbitrari all’apparenza, ma intimamente fondati, secondo quel principio che giustamente o no il lettore o il teatrante nell’assumere l’opera dell’Autore, la continua, sono certi effetti comici o liricheggianti, inventati durante le prove, ma capaci di costituire nuove occasioni di teatro.

ARRIGO VEZZANI


     «Per restringere il mio intervento allo spettacolo di questa sera, devo dire che mi ha ampiamente soddisfatto, anche se si potrebbero trovare delle riserve relativamente all’allestimento: un certo appesantimento, alcune note di prolissità che, d’altronde, non so se fossero eliminabili, in quanto è uno spettacolo prolisso ma denso, prolisso, ma sostanzioso».

27 settembre 1975 FERRUCCIO MONTEROSSO,
critico letter.

     «La messa in scena mi ha stupito, prima di tutto perchè è ricca di invenzioni e poi per l’entusiasmo manifestato e la fiducia del regista in questo mio lavoro. Ritenevo che fosse una cosa assolutamente pazza mettere in scena un lavoro del genere. Comunque il regista è stato bravissimo e i suoi collaboratori anche. Naturalmente è sempre un lavoro dato da non professionisti, ma ecco che suppliscono al mestiere con l’entusiasmo».

27 settembre 1975 GIUSEPPE BERTO

     «Sotto le arcate della quattrocentesca chiesa di S. Francesco di Correggio, in un ambiente “improvvisato” ma di indubbio effetto, ha visto la luce la prima rappresentazione della “Passione secondo noi stessi” di G. Berto. “Una pazzia” l’ha definita lo stesso Berto, intervenuto alla prima rappresentazione, una pazzia che solo un gruppo teatrale di dilettanti s’è preso la briga di tradurre in scena. Il regista Arrigo Vezzani ha dedicato alla realizzazione dell’opera sei mesi di lavoro con risultati sorprendenti e una notevole inventiva. L’obiettivo di provocare il pubblico ad un interesse, anche se insofferente e polemico verso il punto di vista di Berto sul dramma di Cristo lo ha raggiunto».

19 ottobre 1975 AVVENIRE

     «Nella splendida cornice della chiesa di S. Francesco a Correggio, la compagnia sperimentale di Mandriolo nei giorni scorsi ha messo in scena in modo egregio un’opera pungente e dissacrante che ha suscitato vivo interesse. La regia è di Arrigo Vezzani che, con gli attori, merita un plauso particolare per l’interpretazione intelligente di un testo non certo facile e ricco di flash retrospettivi che costringono continuamente lo spettatore a spostarsi tra presente e passato alla ricerca, con l’autore, del senso della passione di Cristo e del suo valore, passando in rassegna tutte le possibili interpretazioni».

3 ottobre 1975 IL RESTO DEL CARLINO

La passione secondo noi stessi (Giuseppe Berto). Gruppo Teatrale Mandriolo, 1975 La passione secondo noi stessi (Giuseppe Berto). Gruppo Teatrale Mandriolo, 1975

     «Molto interessante è stata a Correggio la prima dell’opera di Berto. I coraggiosi debuttanti, i giovani del “Gruppo Teatrale di Mandriolo di Correggio” guidati da Arrigo Vezzani, hanno affrontato con entusiasmo ma anche con buona competenza tecnica le innumerevoli difficoltù di un’opera di tanto livello... Tra i nostri contemporanei spiccano il marxista, dinoccolato e raffinato rappresentante dell’Intellighentija rivoluzionaria, il bravo Silvio Panini, la vagamente nevrotica psicoanalista interpretata da Sara Liuzzo, la perennemente vilipesa casalinga dalle tesi ortodosse e un po’ beghine e la peccatrice-Maddalena moderna. Nell’antica taverna troviamo invece una bellissima figura di Giuda, impersonata da Adolfo Ghidoni, un giovane col profilo affilato e intensamente oscuro dei Giuda dei dipinti trecenteschi, insieme alle figure di angosciate prostitute e di un “dimenticato da Gesù”, un disgraziato senza gambe, che Armando Casarini interpreta molto bene trascinandosi con le ginocchia legate. La messa in scena di quest’opera è poi veramente suggestiva: allestita tra le arcate solenni della chiesa di S. Francesco a Correggio, non può non evocare l’atmosfera dell’antichissima e ormai perduta tradizione delle sacre rappresentazioni medievali, in tutto trasformata, si capisce, ma ancora un po’ veicolo rivitalizzante del tormentato ma ancora vivo messaggio evangelico».

30 settembre 1975 LA GAZZETTA DI REGGIO

La passione secondo noi stessi (Giuseppe Berto). Gruppo Teatrale Mandriolo, 1975 La passione secondo noi stessi (Giuseppe Berto). Gruppo Teatrale Mandriolo, 1975
 

da una recensione de "il Resto del Carlino"

Un eco positiva ha suscitato in tutto il correggese, ma anche a Reggio, la notizia del successo ottenuto da un gruppo di attori dilettanti, alle prese con un opera di Giuseppe Berto, "La Passione secondo noi stessi", rappresentazione in prima nazionale dal gruppo teatrale della frazione di Mandriolo. Lo spèettacolo è andato in scena Sabato e Domenica nella sala maggiore della settecentesca (quattrocentesca) chiesa di San Francesco, con le musiche di Umberto Pieroni e l'apprezzata regia di Arrigo Vezzani, costata ben quattro mesi di duro lavoro.

Tra il folto pubblico che gremiva la sala nelle due serate si notavano Giuseppe Berto (che si è compiaciuto con regista ed attori), critici teatrali, presidi di istituti della provincia.

Il noto regista televisivo Vittorio Cottafavi, come giovani del gruppo hanno tenuto a precisare, non ha collaborato alla realizzazione dello spettacolo. Per la passione secondo noi stessi, Sabato si è portata a Correggio una troupe rai che ha registrato alcune parti dello spettacolo. Un servizio, sarà messo in onda nel corso del tg delle 13.30. Al termine della rappresentazione il pubblico ha lungamente aplaudito, questa sera si replica.


 

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