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Unità pastorale di Mandrio, Mandriolo e San Martino (Vicariato III - Correggio, RE)

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Home Teatro Gruppo Teatrale Mandriolo (GTM) 1981. Come una persona nuova

1981. Come una persona nuova

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Come una persona nuova

(recital) da autori vari contemporanei (elaborazione originale)

*** IL LAVORO COMPRENDE, NELL’ORDINE, I SEGUENTI BRANI: ***
  • Thomas Stearns ELIOT, da La terra desolata (“La sepoltura dei morti”)
  • Ezra POUND, dai Cantos (Canto xlv)
  • da una lettera di Giuseppe Ungarelli
  • Albert CAMUS, da Il malinteso
  • Wystan Hugh AUDEN, da Per il tempo presente. Oratorio di Natale
  • Nelly SACHS, da Nelly SACHS, da Nelle dimore della morte
  • Luigi SANTUCCI, “Tuo ragno” da Se io mi scorderò
  • Giuseppe UNGARETTI, “Dannazione”
  • Oscar WILDE, da La ballata del carcere di Reading
  • Aldo CARPI, dal Diario di Gusen
  • Lettere n. 1 e n. 34 dalle Ultime lettere da Stalingrado
  • Nelly SACHS, da Le stelle si oscurano
  • Fania FENELON, da Ad Auschwits c’era un’orchestra
  • Paul CLAUDEL, da L’annuncio a Maria
  • Charles PEGUY, da Portico del Mistero della Seconda Virtù
  • una poesia da Ho intervistato il silenzio
  • Luigi SANTUCCI, da Volete andarvene anche voi?
  • Wystan Hugh AUDEN, da Per il tempo presente, Oratorio di Natale
Come una persona nuova (recital, da autori vari contemporanei, elaborazione originale). Gruppo Teatrale Mandriolo, 1981 Come una persona nuova (recital, da autori vari contemporanei, elaborazione originale). Gruppo Teatrale Mandriolo, 1981

La rappresentazione - insieme di lettura scenica e di azione drammatica - vuole proporsi come un discorso antologico sul tema della speranza, un cammino con diverse stazioni da percorrere insieme ad alcuni tra i maggiori esponenti della cultura europea delNovecento.

Tale cammino muove dal vuoto e dalla disperazione dell’uomo contemporaneo (Eliot) esemplificata attraverso l’uso errato della propria vita, degli altri e delle cose (l’“Usura” di Pound), il senso di spossessamento e di esilio (Ungaretti), la perdita di ogni valore umano (Camus), l’esperienza dell’oppressione e del carcere (Wilde) e la follia del Lager (Carpi, Sachs e Fenelon) e della guerra (lettere da Stalingrado). Una discesa agl’inferi, insomma, un procedere spietato e tuttavia pietoso attraverso tutte le tenebre del mondo contemporaneo fino a scoprire a tentoni - anche là dove il buio sembra più fitto - il seme della speranza, lo spiraglio di luce, il segno della liberazione o della rinascita, la grazia del lieto annuncio (la “persona nuova” del titolo).

E` solo a questo punto, quando il filo sottile della speranza è stato ripreso, che si rende possibile - come prospettiva costantemente presente e reale per l’uomo - la redenzione del singolo e dell’intera umanità dalla miseria della sua condizione. La speranza cristiana, quindi, come antidoto all’indifferenza, all’odio e alla solitudine, come sfida alla morte, come ritrovamento della propria identità di uomini.

(la rappresentazione, che non prevede intervallo, ha la durata di un’ora)


riproduzione del testo contenuto
nel programma di sala.



 

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