Con Pirandello ovvero il piacere dell’immaginazione
Gruppo Teatrale Mandriolo (1993).
Lo spettacolo Con Pirandello, ovvero il piacere della immaginazione nasce dal desiderio di affrontare questo classico contemporaneo con ardore e prudenza.
I temi scelti sono di tutto rispetto. La pregnanza e la rinomanza dell’Uomo dal fiore in bocca sono fuori discussione. In questa sorta di dialogo-monologo notturno ad un tempo reticente e convulso, disperato ed irridente, il motivo della morte imminente, della preagonia affrontata con così dolente sarcasmo, del bisogno di identificarsi di continuo con la vita degli altri attraverso l’immaginazione, del distaccarsi da sè ma senza perderne la coscienza, è oggi, se possibile, ancora più inquietante e sentito.
Leonora, addio! introduce il tema della lacerazione coniugale, della frattura all’interno di una convivenza martoriante e si risolve in uno e in tempi che hanno l’andatura della tragedia greca e il ritmo del dramma strindberghiano.
Gioverà aggiungere che tale vicenda, inserita in contesti anche troppo speculativi, è la base del più noto dramma Questa sera si recita a soggetto.
Il motivo che qui ci interessa rivelare e che appare comune ai due atti unici è evidenziato dal sottotitolo dello spettacolo, Il piacere della immaginazione.
Sia l’Uomo dal fiore, sia Mommina, sia lo stesso Verri, accanto ad una esistenza lacerata e disillusa, nutrono un bisogno o anche un’ossessione della libertà rispetto alla contingenza da perseguire nella mente, nel sogno, nell’aspirazione alla bellezza, nel tentativo di riesumare forme più o meno accettabili dell’arte.
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nel programma di sala
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