Giovedì 14 agosto 2008
| S. Massimiliano M. Kolbe - XIX tempo ord. (A) – III |
| Funerale di Rina Poldi |
| Letture: |
| Ez 12,1-12 |
| Sal 77: «Perdona, Signore, l’infedeltà del tuo popolo.» |
| Mt 18,21- 19,1 |
Chiesa di Mandriolo. Funerale di Rina Poldi, ore 15.30.
« Abbiamo fatto, preferito le letture del giorno perché oggi il Signore, attraverso la liturgia della Chiesa, ci presenta queste letture. Sono un’esaltazione della misericordia come espressione del nostro amore.
Veramente, la prima lettura, quella di Ezechiele, parla più di un Dio–giudice, che castiga il male; e tuttavia è proprio in Ezechiele che noi troviamo quella parola: “Io non voglio la morte del peccatore ma che si converta e viva”.
Gesù, poi, rispondendo a una domanda di Pietro, ci dice, praticamente, che dobbiamo perdonare sempre.
Quella conclusione che abbiamo letto – “Così farà il Padre mio a ciascuno di voi se non perdonerete di cuore” – la troviamo anche alla fine del Padre nostro: dopo avere detto agli Apostoli come dovevano pregare (ha insegnato loro il Padre nostro), aggiunge: “Perché se voi non perdonerete di cuore ai vostri fratelli il Padre mio non vi darà il perdono”.
Il perdono è indubbiamente una delle espressioni massime del nostro amore per gli altri. Bisogna essere capaci di individuare bene quali sono i motivi per cui noi ce la prendiamo con gli altri e... li calunniamo, facciamo malignità sopra di loro, delle volte anche li inganniamo... e spesso soprattutto vediamo gli altri come un mezzo per arricchire o per trovare meriti, per trovare benessere per noi. Questo è il male.
Quello che diciamo per i singoli, per le singole persone, indubbiamente è vero anche per i popoli, e Giovanni Paolo II° ricordava che la misericordia e il perdono – dei falli, delle oppressioni, delle cose cattive subite dagli altri – se non diciamo il perdono non si arriverà mai a una civiltà dell’amore e a una società pacifica e fraterna. Noi dobbiamo essere capaci del perdono. Anzi, Luca, che è il cantore della misericordia di Dio nel suo vangelo, faccio presente l’esempio che è l’unico evangelista che mette sulla bocca di Gesù crocifisso: “Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno”. Quindi ci ha perdonati e ci ha scusati... dall’alto della croce.
E’ questo che noi dobbiamo imparare per noi stessi.
Vi leggo da Luca alcune frasi che il Signore ci ha detto.
“A voi che ascoltate io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano. A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l’altra; a chi ti leva il mantello, non rifiutare la tunica. Da’ a chiunque ti chiede; e a chi prende del tuo, non richiederlo. Ciò che volete gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro.”
Sono esigenze grandi, sicché la perfezione dell’amore sarà difficile raggiungerla qui su questa terra, nella vita che noi viviamo quaggiù. Tuttavia quello deve essere l’indirizzo, quello deve essere la meta che noi ci proponiamo.
Dice, sempre nello stesso brano evangelico: “Se amate quelli che vi amano, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso. Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e il vostro premio sarà grande e sarete figli dell’Altissimo; perché egli è benevolo verso gli ingrati e i malvagi.”
Delle volte c’è una cattiva interpretazione – da parte di noi tutti, penso – di credere che il Signore, Dio, Dio Padre, che ci vuole santi, sembra che questa santità sia la carta che ci fa amare da parte di Dio Padre. Ma Dio è padre di tutti! E fa sorgere il suo sole sopra i buoni e i cattivi; fa piovere sul campo del giusto e dell’ingiusto. Cioè Dio vuole bene a tutti.
![]() | ![]() | ![]() |
![]() | « Rina se n’è andata in punta di pedi, nel silenzio, per non disturbare, come era nel suo stile. Noi la ricorderemo sorridente, socievole, gentile, sempre pronta ad accogliere grandi e piccini nella sua casa. Signore, accoglila nel tuo regno e non abbandonare Elisabetta e Paolo che l’hanno tanto amata. Per questo preghiamo. » Preghiera dei fedeli (Gigliola) | ![]() |
![]() | ![]() | ![]() |
Indubbiamente la nostra sorella Rina – io non ho avuto l’onore di conoscerla intus et in fundo... – io la vedevo come una persona buona, semplice, che faceva volentieri un favore se uno lo chiedeva... Mi sembra che fosse uno di quei “piccoli” di cui parla Gesù nel Vangelo: “Ti ringrazio, Padre, perché hai rivelato queste cose non ai sapienti e agli intelligenti ma ai piccoli. Sì, o Padre, perché così è piaciuto a Te”.
Cioè, quando noi abbiamo la mentalità del “piccolo” e facciamo nostre, come virtù, quelle caratteristiche che invece sono naturali nei bimbi... io accenno a due cose:
- i bimbi sono molto recettivi, sono... io dico hanno un’anima che sembra una carta assorbente, perché apprendono la vita e ciò che vale nella vita dai genitori, soprattutto, poi dalla maestra, dagli altri educatori, dagli altri adulti che eventualmente sono in casa;
- un’altra caratteristica dei bimbi è quella di fidarsi dei grandi. I grandi sono poi per lui il papà e la mamma, soprattutto, poi verranno altre figure, però si fida; dice: – Eh, l’ha detto la mamma così... l’ha detto la maestra...
Ecco, noi credo dovremmo cercare di essere piccoli nell’anima, cioè capaci di apertura al soprannaturale e capaci di fede, che Dio si rivela [...]. Questo dovremmo imparare.
Penso che la nostra sorella Rina abbia vissuto la sua fede così, impregnata di servizi, di aiuti, di bontà di comprensione. Se siamo così, certamente arriveremo alla unione con Dio, perché nel cristianesimo si insegna che Dio è amore. Lo dice explicitis verbis San Giovanni nella sua prima lettera (San Giovanni l’apostolo): “Dio è amore e chi abita nell’amore dimora in Dio e Dio in lui”. Ecco, allora, la nostra meta, anche quaggiù: bisogna raggiungere l’amore come la perfezione.
Dice San Paolo nella lettera ai Romani: “Del resto, noi sappiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio, ... Che diremo dunque a questo proposito? Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? Egli che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà ogni cosa insieme con lui?”.
Ci ricorda che Dio è amore e misericordia e ha fatto pagare – diciamo così – al suo Figlio fatto uomo il nostro peccato. Sicché si potrebbe dire che la salvezza è tutto un bluff, perché Dio ha preso noi peccatori, si è fatto simile a noi, nella carne e nel peccato, e ha riparato sulla sua carne, attraverso umiliazioni e sofferenze enormi, il nostro peccato. Ecco, se noi abbiamo un Padre così, bisognerà che lo imitiamo.
“Chi accuserà ...” – continua San Paolo – “... gli eletti di Dio? Dio giustifica. Chi condannerà? Cristo Gesù, che è morto, anzi, che è risuscitato, sta alla destra di Dio e intercede per noi? ...”. Nulla ci separerà dunque dall’amore di Cristo “... in tutte queste cose noi siamo più che vincitori per virtù di colui che ci ha amati. Io sono infatti persuaso ...” – dice San Paolo, sempre – “... che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun’altra creatura potrà separarci mai dall’amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore”.
Gesù è il modello supremo, quindi, delle nostre scelte, della nostra vita morale. Ma oltre Gesù abbiamo anche la fortuna di avere avuto dei genitori che hanno vissuto appieno il comandamento dell’amore. Così sia anche per noi.
Sia lodato Gesù Cristo. »
| < Prec. | Succ. > |
|---|











