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| 11.5.2008 |
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La parte negativa. E il peccato, lassenza del peccato, la vittoria sul peccato, il perdono del peccato...
Quando... non so se voi attendete alle parole... non so se vi confessate, intanto, e se attendete alle parole che il sacerdote dice quando vi dà lassoluzione dai peccati. Dice: Il Padre che attraverso la morte e resurrezione del suo Figlio ha riconciliato a sé il mondo e ha effuso lo Spirito Santo per la remissione dei peccati ti conceda, mediante il ministero della Chiesa, il perdono e la pace. E io ti assolvo, eccetera....
Del resto, il Vangelo stesso di oggi narra un fatto che non è avvenuto il giorno di Pentecoste, è avvenuto il giorno della resurrezione del Signore, il giorno di Pasqua. E che cosa fa Gesù il giorno di Pasqua? Dice agli Apostoli, chiusi nel cenacolo: - Mostrò loro le mani e il costato e i Discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro: Pace a voi. Come il Padre ha mandato me, anchio mando voi. Dopo aver detto questo, alitò su di loro e disse: Ricevete lo Spirito Santo. A chi rimetterete i peccati, saranno rimessi, a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi.
Gesù è morto per riparare i nostri peccati. Ecco allora che, appena appare dopo la morte, cioè nella resurrezione, quel che gli interessa è che gli Apostoli suoi vadano a perdonare i peccati agli uomini.
Ma poi cè anche... anche nel peccato, ci sono due aspetti. Facciamo un esempio: io appartengo a una banda che va a defraudare quelli che abitano nelle ville in campagna; e facciamo un bel colpo, riusciamo a trovare centomila euri, e poi... dei gioielli, eccetera... Allora, il peccato, come colpa, lho commesso io, magari i miei compagni con cui siamo andati a fare questa azione delinquenziale. Ma cè una conseguenza, nel peccato, che la subiscono anche altri: quelli che son stati derubati. Per loro... ehhh!
Così è avvenuto per il peccato originale. Il peccato originale, come peccato vero e proprio, cioè come disobbedienza alla legge di Dio, ai comandi di Dio, lhanno commesso Adamo ed Eva; le conseguenze le portiamo noi, le portiamo anche noi.
E allora... ecco, dobbiamo ricordarci di quelle parole che San Paolo dice nella lettera agli Efesini. Alla fine della lettera, dice: - Il nostro combattimento non è contro la carne e il sangue ma contro gli spiriti delle tenebre. Cioè, noi, per agire sempre bene, per fuggire sempre il male, abbiamo bisogno di una forza superiore: da soli, contro il demonio, non ce la facciamo, ed ecco allora che viene lo Spirito in noi. E dice, tra laltro, queste parole che io vi leggo: - Per questo, dico, io piego le ginocchia davanti al Padre dal quale ogni paternità, nei cieli e sulla terra, prende nome, perché vi conceda, secondo la ricchezza della sua gloria, di essere potentemente rafforzati dal suo Spirito nelluomo interiore. Potentemente rafforzati.
Perché, come abbiamo spiegato ieri sera, lo Spirito Santo è la potenza di Dio. Anche i segni stessi esterni con cui si manifesta, no? Un vento gagliardo che fa tremare la casa, fuoco che distrugge... Ecco, lo Spirito Santo è certamente più potente del diavolo.
E allora noi dobbiamo abituarci a pregare lo Spirito Santo perché ci aiuti in questa lotta e ci renda sempre vittoriosi. E quello che che cercheremo di fare per Beatrice, questoggi, ma anche per tutti noi che siamo qui...
Riprendiamo ora il rito del battesimo con la preghiera dei fedeli... »
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