Mandriolo nella rete

Unità pastorale di Mandrio, Mandriolo e San Martino (Vicariato III - Correggio, RE)

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6.4.2008

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Domenica 6 aprile 2008

III di Pasqua (A) - III
San Celestino I, papa
Letture:
At 2,14.22-33
Sal 15: «Mostraci, Signore, il sentiero della vita»
1 Pt 1,17-21
Lc 24,13-35

Chiesa di Mandriolo. Messa parrocchiale, ore 10.30.

Discepoli di Emmaus Discepoli di Emmaus

« Tra i racconti delle apparizioni del Signore risorto, quello che abbiamo letto questa mattina è il più lungo. Come mai Luca dà tanto risalto a questa apparizione ai discepoli di Emmaus?
Dobbiamo rifarci al tempo in cui Luca scrive il Vangelo, negli anni Ottanta dell’era attuale. Eran passati già oltre cinquant’anni da che Cristo era morto, risorto e asceso al cielo. Nessuno, nessun cristiano delle comunità di San Luca aveva conosciuto direttamente il Signore Gesù, e molto probabilmente quasi nessuno aveva conosciuto degli apostoli o dei discepoli che venivano dalla Palestina e avevano visto Gesù risorto. E allora si saran chiesti: – Perché non appare ancora? Perché non ritorna? Aveva promesso che ritornava...
Era una domanda che si facevano perché, indubbiamente, cominciavano a crescere dei dubbi nelle loro menti.

Siamo al tempo della “gens flavia”, e Domiziano, l’imperatore di Roma, aveva... istituito, diciamo così, aveva dato ordine di una persecuzione contro i cristiani, la seconda persecuzione dell’Impero romano (prima c’erano state le persecuzioni del gran sinedrio, ma dell’Impero romano è la seconda dopo quella di Nerone, negli anni Sessanta); e allora vogliono essere sicuri che, se vanno incontro alla morte o se vengono torturati, se vengono processati, imprigionati, eccetera, lo fanno... per qualcosa che vale. Dov’è che possono trovare Gesù?

San Luca, se voi avete seguito bene il Vangelo, dice che noi possiamo ancora trovare Gesù e avere contatto con Lui nella Santa Messa. Ecco Gesù che entra come il presidente dell’assemblea, non fa le letture (perché sa a memoria quei testi) però richiama le letture sante, da Mosè fino all’ultimo profeta, le spiega come sa spiegarle Lui, quindi una signora omelia, tant’è che diranno: “Non ci ardeva forse il cuore in petto quando parlava con noi lungo il cammino e ci spiegava le scritture?”.
Arrivati ad Emmaus, Gesù ripete il rito della istituzione dell’Eucaristia: prende il pane, pronuncia la benedizione, lo spezza e lo dà a loro. “Allora si aprirono loro gli occhi”. Ma non è che si fermi qui il Vangelo...

I discepoli di Emmaus fanno anche quello che ciascuno di noi dovrebbe fare, cioè, finita le Messa, noi dovremmo andare a... comunicare questa gioia della nostra fede, le verità che abbiamo apprese, agli altri, perché siamo mandati per questo. Io ve l’ho detto ancora: quella traduzione in italiano “[...] Missa est” è una traduzione che han tradotto “andate in pace, la Messa è finita”, è una traduzione barbara, è una traduzione che non corrisponde al senso che aveva nel latino. Nel latino diceva: “andate, l’assemblea è mandata”, è mandata nel mondo ad annunciare la verità evangelica e a comunicare la gioia della fede. Questo certamente era l’idea di San Luca che ha scritto questo brano. Come vedete, è stata proprio una Messa, praticamente, no?

Come mai i discepoli di Emmaus hanno fatto questa brutta figura di scappare proprio il giorno della Resurrezione? Perché Gesù è stato buono con loro, si è accodato a loro, gli ha spiegato, li ha richiamati, in certo senso, però loro erano già là che andavano... via da Gerusalemme. Non è che fossero venuti a Gerusalemme a celebrare la Pasqua cristiana, perché la Pasqua cristiana non era ancora stata istituita: era avvenuto che Cristo ha sofferto, è morto, è risorto, però non erano venuti per celebrare la Pasqua cristiana, erano venuti per celebrare la Pasqua degli Ebrei che si celebrava in quell’anno, quel sabato.

Quali sono i loro errori?

Primo. Quello di avere abbandonato la comunità.
Anche domenica scorsa abbiamo visto che Tommaso, che aveva abbandonato la comunità, non ha potuto assistere alla apparizione di Cristo risorto ai suoi apostoli. Perché ha abbandonato la comunità. Questi abbandonano la comunità, e anche noi – perché bisogna che l’applichiamo anche a noi, eh? – e anche noi stiamo abbandonando la Messa festiva: voi vedete, siamo sempre più rari qui dentro, eh? E a me dispiace molto... Qualcuno dice: – Ma, venire alla Messa, non venire alla Messa è la stessa cosa... Poi dopo anche quelli che vengono a Messa sono uguali a tutti gli altri, non conta niente...
Non è mica vero che non conti niente: se tu vieni con fede, se tu ascolti attentamente, mediti, applichi a te stesso la parola di Dio; se tu ti affidi alla misericordia del Signore, sarai diverso. Se tu l’abbandoni, dopo abbandoni anche individualmente la lettura della parola di Dio, la preghiera, queste cose.
Quindi, diamo valore alla partecipazione delle assemblee cristiane.

Secondo errore: hanno sottovalutato le donne che avevano visto, avevano avuto una visione di angeli, perlomeno. “Ma alcune donne delle nostre ci hanno sconvolti: recatesi al mattino al sepolcro e non avendo trovato il suo corpo sono venute a dirci di avere avuto anche una visione di angeli i quali affermano che Egli è vivo”. Quei due lì erano rimasti tanto sconvolti che son scappati subito, invece di fermarsi a Gerusalemme ad appurare la cosa, cos’era avvenuto... il sepolcro vuoto non è una cosa da poco!
E’ vero che tutte le volte che il Signore ha annunciato la sua passione, morte e resurrezione, dicono i Vangeli che tra di loro si chiedevano: – Ma che cosa vuol dire “resurrezione dei morti”? Però se si fossero fermati, certamente avrebbero potuto capire. Può darsi che avessero promesso alle loro spose, alla famiglia, che l’indomani della Pasqua, quindi il giorno dopo il sabato, sarebbero rientrati subito, però un fatto così grande meritava di essere appurato meglio.

Terzo errore che commettono (forse è quello che è alla radice degli altri due errori che hanno fatto), dicono: “Noi speravamo che fosse lui a liberare Israele...”. Erano ancora fermi al concetto di Messia e di salvezza portata dal Messia come l’avevano sentita dai rabbini: una salvezza di ordine temporale–politico, il Messia che sarebbe stato un gran guerriero che avrebbe dominato tutte le nazioni della terra, quindi si sarebbe ribellato intanto all’Impero romano, che dominava là in Palestina, e poi anche a tutti gli altri regni e avrebbe dominato dappertutto.
Questo concetto del messianesimo li portava a capire che Gesù, comunque, come Messia era fallito, perché l’avevano preso, processato, torturato, crocifisso, ... più di così, anche se era risorto, cosa...
Forse questa idea è stata quella che li ha resi così superficiali, diciamo, nei riguardi del fatto della resurrezione di Cristo.

Allora, applichiamo a noi questi insegnamenti che ci vengono dal Vangelo di oggi. Facciamo in modo di vivere la comunione tra noi, di non disprezzare e di essere attenti, diciamo, ai segni dei tempi, e non disprezzare quello che Dio fa succedere in noi, attorno a noi, nella nostra vita. Soprattutto – ed è la cosa che costa di più anche a noi, eh? – abbiamo sempre una visione soprannaturale della salvezza; abbiamo sempre questa tensione al cielo, alla vita eterna, perché è questo che Gesù è venuto a darci. Non abbiamo paura di fronte alla morte, di fronte alle persecuzioni... anche ieri c’è stato un altro martire, un altro sacerdote ucciso nell’Iraq... ecco, comunque non abbiamo paura di queste cose, perché Dio è con noi.

Sia lodato Gesù Cristo. »

 

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