Lunedì 24 marzo 2008
| Ottava di Pasqua (A) - P |
| Lunedì dellAngelo |
| Letture: |
| At 2,14.22-32 |
| Sal 15: «Lanima mia esulta nel Signore» |
| Mt 28,8-15 |
Chiesa di Mandriolo. Messa parrocchiale, ore 11.00.
« La prima lettura di oggi è una pagina singolare della sacra scrittura anche per questo aspetto, io la vedo sotto questo aspetto: per vedere la interazione tra Dio e luomo. Vi si parla, infatti, tanto di Dio che sembra che tutto dipenda da Lui: accreditato da Dio presso di voi... Dio stesso operò fra di voi... secondo la prescienza di Dio fu consegnato a voi... Dio lo ha resuscitato.... Sei o sette volte ci sono questa espressioni: Dio... Dio... Dio...
Indubbiamente queste parole mettono in risalto la volontà salvifica di Dio, che vuol dire la volontà di Dio di salvare ogni uomo, come dice San Paolo al suo discepolo Timoteo.
E luomo? Luomo ha una parte in questa salvezza o no?
Ecco, la interazione cè tra la volontà salvifica di Dio e la libertà delluomo.
Senonché luomo non usa sempre bene della sua libertà. Delle volte si lascia guidare dalla ispirazione divina e compie il bene, quindi collabora con Dio per la sua salvezza, per la salvezza dellumanità; delle volte, però, compie il male. E allora, io distinguerei tre tipi di azione.
La prima è quella che dipende solo da Dio.
Verso la fine del brano, anzi alla fine, lultima frase dice: Questo Gesù Dio lha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni. Ecco, la resurrezione di Cristo è opera solo di Dio, solo Lui poteva fare questo, dare a Gesù un corpo nuovo e diverso anche da quello che aveva prima, un corpo impassibile, immortale e glorioso. Questa è opera unicamente di Dio.
Poi ci sono molte azioni, invece, che dipendono da Dio e da noi.
Quando noi scegliamo il bene il merito principale è di Dio, non nostro. Vi ricordo quello che dice San Paolo, nella prima lettera ai Corinzi. Parlando di sé stesso, come lultimo a cui è apparso Gesù risorto, dice che egli non è neppure degno di chiamarsi apostolo perché ha perseguitato la Chiesa di Dio, è un aborto. Però, dice, ho faticato più io che tutti gli altri apostoli. E poi aggiunge: Non io, però, ma la grazia di Dio che è in me. La sua grazia, però, in me non è stata vana. Quindi cè quello e quellaltro: cè la grazia di Dio che ha chiamato alla conversione San Paolo; cè la grazia di Dio che ha infuso in lui uno zelo apostolico veramente ardente – tantè che tante comunità cristiane nel bacino del Mediterraneo sono state istituite, create proprio dallopera di San Paolo – indubbiamente, però, cè anche la fatica, lopera, la generosità di Paolo.
E così, quando noi scegliamo il bene, anche nelle comuni opere o azioni quotidiane che facciamo, perché noi non ci possiamo neanche paragonare lontanamente a San Paolo, però anche noi facciamo del bene, anche noi scegliamo, tante volte, il bene: preghiamo, facciamo delle opere buone, compiamo il nostro dovere, eccetera... Nel fare questo, cè lazione dello Spirito di Dio in noi, e quella è la cosa principale. Però cè anche la nostra corrispondenza.
Il problema grosso, però, rimane quello delle scelte cattive che noi facciamo, delle azioni cattive. Qui la cosa si complica, un po. Dice San Pietro nel brano che abbiamo letto: Dopo che, secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio, fu consegnato a voi, voi lavete inchiodato sulla croce per mano di empi e lavete ucciso. Cè lazione loro, però dice anche secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio.
Noi crediamo di poter dire questo: che qui, più che la volontà divina, cè la scienza divina. Cioè, la Bibbia dice: Deus tentator malorum non est: Iddio non tenta nessuno al male. Nello stesso tempo unaltra frase dice che Dio mette alla prova i suoi eletti. Mettere alla prova vuol dire... purificarli, saggiarli, attraverso malattie, incomprensioni, fallimenti, fatiche, cose varie... che rendono lanima del giusto perfetta o quasi. Non vuole dire che tenta a fare il male morale. Questo Dio non lo può fare, perché Dio è amore, Dio è bontà infinita.
E allora come mai succedono tanti mali al mondo? Cè qualcuno anche che se la prende davvero con Dio, di tutti i mali che succedono al mondo.
I teologi parlano di una volontà prima e di una volontà seconda, in Dio. La volontà prima è che noi facciamo sempre il bene, che scegliamo il bene. Avendo, però, Dio creato luomo libero, ed essendo luomo fallibile – perché è una creatura, non è certamente il bene in persona come Dio... – accetta, Dio, creando luomo, accetta anche tutte quelle scelte che luomo fa. E una volontà seconda, cioè è una volontà che Egli dà, in un certo senso... malvolentieri, ma... però accetta questo perché ha creato luomo libero e vuole che sia libero; e vuole che se si converte si converta liberamente.
Ci sono certe frasi nella Bibbia – vi aggiungo anche questo, tanto per aumentare i vostri dubbi – ci sono delle frasi nella Bibbia delle volte che ci lasciano un po perplessi, come quando, ad esempio, in occasione della liberazione del popolo ebreo dalla schiavitù dEgitto, Dio dice a Mosè: – Io renderò ostinato il cuore del faraone, che non vi lascerà partire.... Sembra quasi che sia Lui a volere questo. La interpretazione comune è invece che Dio, nella sua onniscenza, conosce tutto e, per una volontà seconda, accetta questo. Ecco allora che Dio sa trarre anche il bene dal male.
Beh... se sa trarre anche il bene dal male, allora noi siamo dei burattini in mano a Dio!?...: il bene che facciamo è soprattutto merito suo, se noi facciamo il male Egli però lo cambia in bene... noi cosa centriamo...?
Egli sa trarre il bene dal male – direi che il testo che abbiamo letto ce lo dice chiaramente – perché, sapendo di quello che sarebbe successo (il tradimento di Giuda, la invidia del gran sinedrio, la cattiveria di qualcuno del gran sinedrio che vuole Gesù, il Figlio di Dio incarnato, lo vuole sopprimere, lo consegnano a Pilato, ecco gli empi di cui parla il testo, è sarà torturato e crocifisso e morirà...), prende tutto questo e lo usa per il bene, in modo che da un lato cè la volontà cattiva di certi uomini, dallaltro cè la volontà salvifica di Dio Padre e del suo Figlio, il quale dice che nessuno gli toglie la vita, ma Lui la offre liberamente come liberamente la riprenderà, e ha fatto così. Mette insieme quello e quellaltro, perché sa trarre dal male anche in bene.
Voi pensate, non so... pensiamo alle cose nostre: cè un ragazzo che si droga, e... si droga sempre di più, è sempre più vittima di questa sostanza deleteria... E allora la mamma, che è in pensiero, riprende a pregare, riprende ad attendere di più a suo figlio... Ecco che Dio sa trarre il bene anche dal male.
Qual è la conclusione a cui io vorrei portare me stesso, anzitutto, e poi tutti voi? E questa.
La prima è che noi riconosciamo che dipendiamo da Dio e che Dio ci vuole salvi. Nel Gloria noi diciamo: – Ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa. Non Ti rendiamo grazie per quello di bene che hai fatto a noi, Ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa: perché Tu sei quello che sei, perché Tu sei la bontà infinita. Ti rendiamo grazie per questo.
Abituarci a non... attribuire molto a noi stessi le cose eventualmente buone che facciamo, perché è la grazia di Dio che opera in noi; e anche se vediamo certuni, certi nostri fratelli che sbagliano, non dobbiamo mai giudicarli, perché forse, se fossimo in loro, avremmo fatto le stesse scelte.
Ricordo che questo mi disse un uomo di Vallisnera, dove ero parroco prima, a cui avevo portato degli aiuti della Pontificia opera di assistenza. E mi sono raccomandato a lui, dato che era uno a cui piaceva alzare il gomito (spesso era ubriaco), dico: – Cerchi però di usarli bene anche questi soldini che le do: ha quattro figlioli, insomma pensi un po a questo.... E lui mi ha risposto: – Eh, siór, al gha rajùn, ma se lò al ghésa la me tèsta, al faré come mè... E, se ci pensate, è vero, cioè quasi certamente avrei fatto allo stesso modo...
Allora, non giudichiamo mai gli altri, e se qualche bene facciamo, ringraziamo Dio che ci ispirato il bene e ci ha dato la forza di farlo.
Nello stesso tempo, però, vorrei anche insinuare questo: noi non siamo dei burattini in mano a Dio che è il burattinaio. Iddio ha lasciato anche a noi la scelta del bene e del male. Cerchiamo allora di essere responsabili. Che non succeda che facilmente ci lasciamo trascinare dal male che cè nel mondo, dallesempio cattivo di altri, da occasioni di peccato che sono così frequenti nella società attuale. Cerchiamo di essere testimoni, invece, del bene, perché testimoniando il bene noi testimoniamo anche la bontà di Dio e la salvezza che Cristo ci ha portato.
Sia lodato Gesù Cristo. »
| < Prec. | Succ. > |
|---|






