Domenica 15 ottobre 2006
| XXVIII domenica del tempo ordin. (B) – IV |
| S. Teresa d’Avila |
| Letture: |
| Sap 7,7-11 |
| Salmo 89: «Donaci, o Dio, la sapienza del cuore.» |
| Eb 4,12-13 |
| Mc 10,17-30 |
Domenica 15 ottobre 2006 (messa parrocchiale, ore 10.30)
« Penso che sia inutile che prenda in mano il foglietto illustrato con tutti i disegni e spiegarlo ai bimbi che sono presenti in chiesa [i bimbi presenti sono troppo pochi e troppo piccoli – n.d.r.]. Cerchiamo perciò di spiegare qualcosina delle letture fatte a voi adulti.
La prima lettura è tratta dal libro della Sapienza. Che cosa è la sapienza? Non dico in senso teorico, astratto, quasi una definizione della sapienza, ma in senso concreto. Che cosa è la sapienza per noi?
Quando Salomone divenne re di Israele, succedendo al padre Davide, era molto giovane – 18-20 anni – e a Gàbaon ebbe una visione di Dio il quale gli disse: Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò. E Salomone disse: Tu vedi, Signore, io sono giovane, sono inesperto. Come posso giudicare e guidare questo tuo popolo così numeroso? Dammi la capacità di rendere giustizia al tuo popolo, e di saper scegliere tra il bene e il male. Ecco che cosa è la sapienza.
Dio è stato contento di questa richiesta di Salomone, che non ha chiesto ricchezza, vittoria sui nemici o altro; ha chiesto la sapienza. La sapienza di saper scegliere quello che bene distinguendolo dal male; la sapienza di fare giustizia; la sapienza di saper scegliere sempre quello che è utile e giusto, nella vita.
Questa è la sapienza.
Questa sapienza, come dice il testo che noi abbiamo letto, vale più di tutte le altre ricchezze e beni della terra: il denaro, le pietre preziose, il successo, il potere, la salute... vale più della bellezza e della stessa luce degli occhi, perché è una luce interiore.
È capace luomo, con le sue forze, di avere sempre questa sapienza? Diciamo subito: No. Luomo da solo non riesce ad essere sempre saggio. È necessario chiederla a Dio come un dono che ci viene dallalto: Pregai e mi fu elargita la prudenza; implorai e venne in me lo spirito della sapienza, così come ha fatto Salomone. E noi dobbiamo fare altrettanto: chiedere a Dio questa sapienza, questa saggezza.
E Dio ha risposto alluomo: ha risposto con la sua Parola, dando a noi il dono della sua parola.
La parola di Dio, come dice la seconda lettura, è viva ed efficace. Tutto Iddio sostiene con la potenza della sua parola, dice la lettera agli Ebrei. E quando Egli ha parlato, tutto è stato creato. È il Figlio di Dio che è la Parola di Dio: per mezzo di Lui tutto è stato fatto.
La potenza della Parola di Dio! Quando io parlo, la mia parola non è buttata invano, ma raggiunge lo scopo per cui lho mandata, dice Isaia, mettendo sulla bocca di Dio queste parole.
La Parola di Dio addirittura è rassomigliata – nella seconda lettura che abbiamo letto – a una spada tagliente, a doppio taglio. La spada uccide ma separa, anche, no? Separa. Forse è per questo che Gesù ha detto un giorno: Credete che io sia venuto a portare la pace sulla terra? No, vi dico, ma la spada. E nelle letture di ieri, ieri laltro (adesso non mi ricordo), Gesù diceva: Chi non me è contro di me; e chi non raccoglie con me disperde. Ecco perché Simeone, il vecchio Simeone che accolse Gesù bambino di quaranta giorni al tempio, presentato da Maria Santissima e San Giuseppe, dice: Questi è qui come segno di contraddizione. Molti per Lui si perderanno, molti si salveranno, e una spada trapasserà la tua anima. È la spada della Parola di Dio, perché la Madonna ha scelto di fare sempre quello che la Parola di Dio chiedeva a Lei. Ma questo la porterà a dovere anche soffrire sul Calvario, per cui la Parola di Dio diventa una spada, anche, che fa sanguinare, che fa soffrire.
È un po quello che avviene nella... raccontato dalla prima parte del Vangelo di oggi. Voi avete sentito che un uomo... il Vangelo di Matteo dice che era un giovane, che corre da Gesù, quasi... quasi bisognoso di essere guarito, di avere qualcosa, una risposta a una esigenza... e una angoscia che lui ha nellanima: Che cosa debbo fare per ereditare la vita eterna?. Capisce che è una eredità la vita eterna, non è qualcosa che si conquista, è qualcosa che è dato in dono. Però dice: Cosa debbo fare? Cè qualcosa che posso fare?. Si getta in ginocchio ai piedi di Gesù e lo chiama Maestro buono. E Gesù cosa gli dice? Osserva i comandamenti, e poi nomina alcuni comandamenti. E quel tale gli risponde: Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza. Certamente non avrà osservato sempre al cento per cento tutti i comandamenti di Dio, perché la Scrittura dice che il giusto pecca sette volte al giorno, quindi anche se è giusto qualche peccatuccio lavrà fatto. Però anche facendo qualche peccatuccio – ricordiamolo anche per noi – se la nostra vita è indirizzata a Dio, se fondamentalmente scegliamo la Parola di Dio come criterio delle nostre scelte, possiamo dire: abbiamo osservato la tua Parola. E quel tale dice così.
Allora Gesù, fissatolo, lo amò (che cosa grande essere amati da Gesù! Quel tale però non ha capito) gli disse: « Una cosa solo ti manca: va, vendi tutto quello che hai e dallo ai poveri e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e seguimi ». Gesù non dice a quel tale di fare come facevano gli stoici romani o greci, cioè di buttare a mare le loro ricchezze, di disperderle, di distruggerle. No, le ricchezze vanno condivise. I beni della terra sono beni, non sono male, però vanno condivisi con tutti: Va vendi quello che hai, dallo ai poveri ... poi vieni e seguimi.
Daltra parte una scelta richiede sempre per ciò stesso una rinuncia: a quello che non è quella scelta. E scegliere Gesù, scegliere il Vangelo comporta delle rinunce che sono radicali. È una cosa che abbiamo meditato e mediteremo ancora varie volte, ma ricordiamolo, e dobbiamo ricordarlo sempre: Gesù non si accontenta delle mezze misure, Gesù vuole Lui essere al centro di tutto, per cui tutto il testo svanisce (le ricchezze, il potere, il successo, il prestigio... la salute...), tutto diventa secondario, pur di conquistare Gesù e con Gesù la vita eterna di Dio.
È quello che Gesù dice, poi, agli Apostoli, frastornato un po anche Lui di questa scelta sbagliata del ragazzo, del giovane che si era presentato a Lui; ma nello stesso tempo sottolinea quanto è difficile che chi ama le ricchezze possa entrare nel Regno di Dio. È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago che non un ricco nel Regno di Dio. Tanto che gli Apostoli dicono: Ma allora è impossibile salvarsi. Quello che è impossibile agli uomini è possibile a Dio, dice Gesù; però bisogna che noi siamo capaci di fare questa scelta.
E Gesù lo dice in varie occasioni questo – eh? – vi ricordate quando dice: Non potete servire a Dio e al denaro; Ad ogni giorno basta il suo affanno, non preoccupatevi per il domani. Gesù ci insegna che essere suoi discepoli vuol dire rinunciare a possedere la terra, per possedere il cielo, Dio, la vita eterna. È questo che insegna Gesù.
E noi, allora, chiediamo questoggi al Signore di avere questa sapienza: che sa sempre scegliere quello che è giusto, quello che è bene per noi, per i nostri figli, per la nostra gente, per la nostra comunità, per la Chiesa tutta.
La Chiesa celebra nei giorni prossimi, a cominciare da domani, la Chiesa italiana celebra un convegno importante a Verona, e il tema è: Gesù risorto, speranza delluomo.
Noi dobbiamo testimoniare Gesù risorto, speranza delluomo. Come lo testimoniamo? Noi non possiamo essere dei veri testimoni della resurrezione di Gesù, perché nessuno di noi lha visto risorto. Possiamo, però, testimoniarlo facendo vedere che per noi la resurrezione di Gesù è la soluzione del problema principe delluomo: quello della sua morte; e facendo vedere che noi non siamo attaccati ai beni che passano, ma vediamo, col nostro sguardo, col nostro cuore, al Cielo.
Così sia.
Sia lodato Gesù Cristo. »
| < Prec. | Succ. > |
|---|






