Sabato 28 ottobre 2006
| XXIX settimana del tempo ordin. (B) – P |
| S. Simone e Giuda, apostoli |
| Letture: |
| Siracide 26,1-4.13-16 |
| Salmo 89: «Beato chi cammina nella legge del Signore.» |
| 1° lettera di S. Paolo Apostolo ai Corinzi 12,31b-14,1a |
| Luca 6,27-36 |
Sabato 28 ottobre 2006 (chiesa parrocchiale di Mandriolo, ore 15.00. Liturgia nuziale di Fabio e Giovanna).
« Amor tuus amor fortis, Domine. SantAgostino trae questa ispirazione/conclusione dalla sacra scrittura, in modo particolare dal Cantico dei cantici. Il tuo amore, Signore, – dice SantAgostino – è un amore forte, cioè esigente.
Permettete che mi complimenti con voi, Giovanna e Fabio, perché avete scelto come Vangelo per il vostro matrimonio non un brano evangelico che trattasse specificamente dellamore coniugale ma questa pagina di Luca che dice bene cosa pensa Gesù dellamore, sempre, in ogni sua espressione.
È anzitutto un amore totale. Con cui, cioè, uno si dona e prende in toto, su di sé, la persona che ama. Attraverso i sentimenti che si comunicano, le parole che si dicono, le azioni che si fanno, uno dona sé stesso, e accoglie laltro così come è, perché il Padre, il Padre celeste, è benevolo anche verso gli ingrati e i malvagi.
In colui che si dà e in colui che si accoglie cè sempre la persona.
E` un amore gratuito. Non cerca il proprio tornaconto e la propria soddisfazione o il contraccambio dellaltro. San Paolo direbbe: La carità non cerca il proprio interesse, e Gesù: Se amate quelli che vi amano che merito ne avrete? Ciò che volete gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro. Fate del bene, prestate, senza sperare nulla.
Il Padre creatore non si attende nulla dalle sue creature, quasi che noi potessimo completare la sua perfezione e aumentare la sua gioia, perché è in Dio che noi siamo, abbiamo e facciamo. Ecco perché Gesù addita il Padre come modello del nostro amore gratuito.
E` un amore universale. Che ci fa amare anche i nemici, quelli che ci odiano, ci maledicono, ci maltrattano. Che ci fa perdonare le offese. Gesù ci vuole segni della misericordia del Padre: Siate misericordiosi come è misericordioso il Padre vostro.
Anche lamore coniugale è gratuito, nel senso che uno dovrebbe ricercare la felicità del coniuge o, ancora meglio, il bene della coppia, e non il suo bene strettamente personale. Tuttavia, se cè un amore al mondo che richiede reciprocità, questo è proprio quello coniugale. Così ad esempio (scusate la battutaccia), non credo che Giovanna e Fabio abbiano conosciuto il partner così odioso, antipatico, repellente, che si son detti: Lo voglio sposare, così per tutta la vita potrò esprimere il mio amore cristiano gratuito. Credo invece che tu, Fabio, abbia scelto come prima lettura il brano del Siracide.
Tu, Fabio, un puro, sano interiormente [il Don si commuove – n.d.r.], corretto sempre con tutti, generoso nellimpegno in parrocchia, fedele al lavoro e alle regole (lo sanno bene i ragazzi dei campeggi), hai trovato come sposa una donna virtuosa. Virtuosa ma non bigotta, fine e riservata, ma non complessata; sana di mente e di cuore, di una sanità che forse è anche qualità naturale, ma che in te, Giovanna, è divenuto divisa morale.
Veramente Dio li fa e poi li accompagna. Siete una gran bella coppia. Nel gabinetto di analisi hai fatto un esperimento, Fabio, che ti è riuscito molto bene [sorriso generale – n.d.r.]. Auguriamo a te e a Giovanna che lesperienza della vita matrimoniale sia per entrambi sempre più arricchente e gioiosa.
Per riuscire in questo è necessario ed è sufficiente lamore. Ecco, allora, la scelta della seconda lettura: il meraviglioso Inno allamore del capitolo tredici della prima lettera ai Corinzi, uno dei capisaldi del messaggio cristiano (lo dissi ancora e lo ripeto: per me i quattro pilastri che legano il messaggio evangelico sono il prologo del Vangelo di Giovanni, il prologo della lettera agli Efesini, la pagina matteana delle beatitudini e questa pagina, questo inno alla carità). San Paolo... qui parla dellamore come della via migliore per la vita dello spirito, come del carisma più alto senza il quale tutti gli altri, compresi la fede e il martirio, non giovano a nulla.
San Paolo enumera quindici qualità con cui si esprime lamore. Sono come quindici perle di una collana o, se volete, un preziosissimo diamante con quindici sfacciature, con cui un cristiano dovrebbe ornare il suo animo e la sua vita.
Non parlerò di tutti i quindici aspetti della carità (perché se no stasera siamo ancora qui), ma dirò qualcosa sulle ultime quattro caratteristiche: tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta, perché sono quelli di meno facile interpretazione. Mentre per le altre caratteristiche direi che il senso è ovvio.
Tutto copre.
La carità copre una moltitudine di peccati, si legge nella Bibbia. Qui vuole dire che tra i coniugi deve esserci una certa riservatezza (un certo pudore, alle volte, cè). Ma io dico riservatezza soprattutto riguardo ai vostri discorsi, ai vostri atteggiamenti, ai vostri rapporti interpersonali. E non tiene conto, allora, la carità, del male ricevuto; non mette in piazza i difetti del coniuge; non li va a raccontare a nessuno, neppure ai genitori, se non come a persone esperte, sagge e discrete. Voi, adesso, col matrimonio, diventate una realtà nuova e unica. E come i figli non dovranno essere una vostra fotocopia, così i genitori (mi scusino i genitori presenti, ma è così), i genitori passano in secondo ordine da questo momento: al primo posto cè il coniuge.
Tutto crede.
Adesso è abbastanza facile sentire il mio ragazzo, la mia ragazza... una volta si chiamavano fidanzati: gente che si dà fede, che si dà fiducia. San Paolo, nella lettera ai Romani, dice: Lamore non abbia finzioni ... non mentitevi gli uni gli altri ... gareggiate nello stimarvi a vicenda. La carità è benigna, abbiamo sentito anche. Cioè interpreta sempre bene le azioni del coniuge, e anche quando non può approvare lazione ne scusa almeno lintenzione.
Tutto spera.
Lamore, cioè, è ottimista. Come leducazione, vera, sa evidenziare le qualità positive delleducando, così lamore sa scoprire delle doti, delle qualità nascoste del coniuge, e sa portarle [...]. Abbiamo detto prima che lamore copre i difetti del coniuge, ma li vede. Prende uno comè ma non lo lascia come è, perché, come dice San Paolo, lamore edifica, cioè è creativo oltre che ottimista.
Tutto sopporta.
San Paolo – siamo ancora a lui – dice: Sopportate gli uni i pesi degli altri, ma io intendo sempre, qui, il supporto. Il supporto è quellaggeggio, di minore qualità, di minore importanza, che noi mettiamo sotto, e sopra ci mettiamo lelemento che conta di più, supponiamo: il televisore, e sotto un tavolino. Allora supportare gli uni i pesi degli altri vuol dire: farsi supporto del proprio coniuge; vivere perché laltro si realizzi, per la felicità dellaltro. Perché cè più gioia nel dare che nel ricevere, senza misurare quanto si dà, senza paura di essere fagocitati dallaltro.
Su questo punto, mi sembra che il cardinal Biffi, qualche anno fa, in una nota pastorale, ha precisato molto bene la cosa. Dice il cardinal Biffi: Il rispetto della singolarità e irripetibilità delle persone non deve insidiare lunità; e la ricerca quotidiana dellunità non deve soffocare loriginalità inedita di ciascuno dei componenti.
Lultimo versetto della prima lettura è pieno di poesia. Dice: Il sole risplende sulle montagne del Signore, la bellezza di una donna virtuosa adorna la sua casa.
Mi ricordo che quando... la prima volta che andammo in campeggio, allHotel Cristallo in Val Badia, siamo arrivati là verso sera; il mattino dopo, alle cinque e mezza, io ero davanti allhotel, mentre aspettavo che i ragazzi si mettessero a posto, finissero le loro pulizie, che recitavo le lodi mattutine; è venuto fuori un ragazzo di Fatima – era una giornata serena – ed è rimasto estasiato, ha detto: Ma Don, ma siam venuti nel paradiso terrestre!.
Tu, Fabio, sei stato in montagna. Se hai passato una notte in un rifugio alpino, e quando ti sei alzato cera una mattinata serena e tersa, sai che le montagne appaiono un incanto: si aprono gli orizzonti e i polmoni si dilatano a respirare unaria fresca e pura che rivitalizza tutto lorganismo.
Ti auguriamo che la tua Giovanna, con la sua bellezza soprattutto interiore, sia per te sempre un incanto, elevi la tua mente a ideali sempre più alti e dilati il tuo cuore a una generosità sempre maggiore. Ti dia il gusto pieno e la gioia della vita. E che i vostri sogni, ragazzi, non superino mai la realtà del matrimonio che andate a vivere. Così sia. Ve lauguriamo.
Sia lodato Gesù Cristo. »
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