Domenica 25 dicembre 2005
| Domenica 25 dicembre 2005 (B) – P |
| NATALE DEL SIGNORE |
| Letture: |
| Is 52,7-10 |
| Salmo 97: «Tutta la terra ha veduto la salvezza del Signore.» |
| Eb 1,1-6 |
| Gv 1,1-18 |
Domenica 25 dicembre 2005 (messa parrocchiale ore 11.00)
« Ho fatto mettere quei foglietti qui sui banchi (i foglietti che usiamo coi bimbi nelle feste), però il mio discorso questoggi non sarà per i bimbi ma per i grandi. Oh: sempre è anche per i grandi, come sempre è anche per i piccoli, però in questa solennità del Natale desidero parlare ai grandi; e prendo spunto – me lo ha dato un po il papa – nel discorso che ha fatto alla curia romana nel fare gli auguri natalizi.
Prendo spunto dalle parole che dicono i pastori: Andiamo e vediamo, e dalle altre che dicono i magi i quali, dopo un lungo cammino, arrivano a Betlemme e dicono: Siamo venuti ad adorarlo.
Vi è in questo limmagine – leggo dal discorso del papa – del pellegrinaggio, immagine delluomo che, guardando al di là dei suoi affari e del suo quotidiano, si mette alla ricerca della sua destinazione essenziale, della verità, della vita giusta, di Dio. Questa immagine delluomo in cammino verso la meta della vita racchiudeva in se ancora due indicazioni chiare. Cera anzitutto linvito a non vedere il mondo che ci circonda soltanto come la materia grezza con cui noi possiamo fare qualcosa, ma a cercare di scoprire in esso la calligrafia del Creatore, la ragione creatrice e lamore da cui è nato il mondo e di cui ci parla luniverso, se noi ci rendiamo attenti, se i nostri sensi interiori si svegliano e acquistano percettività per le dimensioni più profonde della realtà. Come secondo elemento – anche il vangelo di oggi diceva: In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini – Come secondo elemento si aggiungeva poi linvito a mettersi in ascolto della rivelazione storica che, sola, può offrirci la chiave di lettura per il silenzioso mistero della creazione, indicandoci concretamente la via verso il vero Padrone del mondo e della storia che si nasconde nella povertà della stalla di Betlemme.
Ecco, è questo cammino verso la verità che ha cercato di fare la chiesa in questi duemila anni e che ciascuno di noi dovrebbe cercare di fare. Quando, nel secolo XII° e XIII°, certi pensatori ebrei e arabi scoprirono e cercarono di illustrare la filosofia aristotelica (di Aristotele), mentre fino allora il cristianesimo si era basato soprattutto sullaltro grande filosofo greco: Platone, e il neo–platonismo, ci fu un genio (Tommaso dAquino) che cercò di vedere la unione tra la ragione, espressa da Aristotele, e la rivelazione, la fede, espressa da Gesù Cristo e dalla chiesa nei suoi dodici secoli di vita.
Noi oggi ci troviamo di fronte alla società moderna con i suoi problemi. E problema... diciamo così... centrale, ma universale, che abbraccia un po tutti gli altri problemi, è proprio quello della antropologia, cioè lo studio delluomo: chi è luomo in realtà? Ha una dignità luomo? E veramente libero? Ha una meta, un fine? Ha uno scopo la sua vita? Ecco, nelle questioni antropologiche... io cercherò di guardarne qualcuna.
La prima che mi viene fatto di guardare è il rapporto delluomo con il denaro e la produzione. Ci sono state due posizioni diametralmente opposte: il liberal–radicalismo, o, se volete, la prassi libertaria che dà valore quasi unicamente al capitale per produrre e per far progredire il mondo; e cera laltra teoria, marxista, che dava invece importanza solo al lavoro delluomo, quasi sottovalutando al massimo il capitale. Nonostante il fallimento di questa seconda teoria, però, sopravvive ancora in certe istanze, in certe manifestazioni delluomo doggi. E... ecco, cè stata la chiesa che ha espresso la sua dottrina sociale basandosi sulla rivelazione cristiana, sul vangelo e su quei valori che fino allora erano stati valori etici, valori quindi importanti per la convivenza umana, sociale.
E interessante vedere che, ad esempio, in Cina, la comunissima Cina, ma nello stesso tempo uno stato... di capitalismo statale, ha istituito commissioni per studiare la dottrina sociale della chiesa. Cioè anche altri popoli arrivano a capire che forse la via giusta è quella proprio che ha additato la chiesa, o se volete, più addietro, alla radice, che ha additato Cristo, con la sua vita e i suoi insegnamenti.
Altra questione: la questione biologica, e, nella biologia, in modo particolare, la branca della genetica. Voi sapete che è tutta... una questione attuale, anche qui, da noi, no? Cè stato un referendum (in giugno, mi sembra), e comunque le questioni riguardanti luomo, specialmente nella sua origine, nel suo concepimento, sono questioni che toccano un po lessenza della vita e della idea che noi abbiamo delluomo. Non possiamo accettare che luomo sia solo un grumo di cellule, che lo sviluppo delluomo sia dato soltanto, vero, da... leggi biochimiche. Alcuni scienziati cominciano a capire, mentre credevano che la biologia risolvesse tutti i problemi delluomo, cominciano a capire che luomo è un essere che va ben al di là della sua biologia o delle leggi chimiche che regolano la vita biologica; e quindi cominciano a capire che cè qualcosa di più: luomo non può essere ridotto a virus o a microbo; è qualcosa che va... è qualcuno che va molto più in là della vita animale, della vita biologica.
Unaltra questione – debbo accennare a queste questioni, voi lo capite: in una predica non si può certamente approfondire tutti questi temi – unaltra questione è la questione della critica storica. Si era partiti con Ramarus e Strauss, alla fine del millesettecento, allinizio del milleottocento, mettendo in dubbio la stessa esistenza storica di Gesù Cristo. Allora grandi studiosi – protestanti prima poi anche cattolici – sono andati negli archivi..., hanno spolverato... tutti i documenti più antichi... e si è constatato che non solo Gesù Cristo è esistito, ma che tutto quello che è stato creduto di Gesù Cristo corrisponde a verità, anche se indubbiamente – dobbiamo ammettere – i documenti antichi riguardanti Gesù Cristo sono molto pochi, specialmente data la rilevanza che ha Gesù Cristo.
Cè stato chi ha messo in dubbio non tanto più la sua esistenza quanto la sua divinità, e lha in qualche modo derisa. Parlo, ad esempio, de Il codice Da Vinci. Però studi ulteriori, fatti su questi punti trattati da Il codice Da Vinci, hanno messo in risalto che chi raccontava delle favole erano proprio loro, non la fede cristiana e le verità cristiane.
Un altro punto che è molto discusso oggi è quello che riguarda la tolleranza religiosa. Qui è stato acuto il papa nel suo discorso: ... se la libertà di religione viene considerata come espressione dellincapacità delluomo di trovare la verità e di conseguenza diventa canonizzazione del relativismo, allora essa da necessità ... – notate il passaggio, eh? – ... da necessità sociale e storica è elevata in modo improprio a livello metafisico ed è così privata del suo vero senso, con la conseguenza di non poter essere accettata da colui che crede che luomo è capace di conoscere la verità di Dio e, in base alla dignità interiore della verità, è legato a tale conoscenza. Una cosa completamente diversa è invece il considerare la libertà di religione come una necessità derivante dalla convivenza umana, anzi come una conseguenza intrinseca ... – anche qui è profondo – ... anzi come una conseguenza intrinseca della verità che non può essere imposta dallesterno, ma deve essere fatta propria dalluomo solo mediante il processo del convincimento.
Ecco, la tolleranza, allora, ci ha detto il papa con chiarezza, è una necessità civica: per andare daccordo noi dobbiamo mettere sullo stesso piano tutte le idee, tutte le opinioni, e avere rispetto per tutte queste opinioni. Ma è sul piano civico che succede questo. Perché sul piano del metafisico e logico, cioè del pensare umano, ciascuno di noi invece cerca la verità, e dobbiamo allora insieme alla tolleranza – che non è esclusione della verità e il dire che tutto è opinabile, ma è il rispetto per le idee altrui – insieme alla tolleranza si deve essere allora il dialogo, la capacità di dialogo, per scoprire la verità.
Il vangelo di oggi si concludeva dicendo che Dio non lha mai visto nessuno, ma lUnigenito che è nel seno del Padre ce lo ha rivelato. E il fatto che, facendosi uomo, in qualche modo ha unito la Divinità allumanità. E risolvere il problema di Dio vuol dire risolvere il problema delluomo. Viceversa, risolvere il problema delluomo, della retta idea delluomo, vuol dire arrivare a Dio. Cioè quello che dice il concilio vaticano II°: non solo ha rivelato Dio alluomo, ma ha rivelato luomo alluomo. Ha rivelato luomo alluomo. Questo ha fatto Cristo venendo tra noi: ci ha detto della nostra grande dignità. A quelli che laccolgono ha dato il potere di diventare figli di Dio, i quali non dal sangue, non da volontà di carne, non da volontà di uomo, ma da Dio sono stati generati.
Allora, Iddio che prende vita e forma umana ci ricorda che è venuto per elevare noi alla dignità di Dio e della vita divina.
Sia lodato Gesù Cristo. »
| < Prec. | Succ. > |
|---|






