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| 12-13.11.2005 |
| Domenica 13.11.2005 |
| Tutte le pagine |
Sabato 12, Domenica 13 novembre 2005
| XXXIII domenica del tempo ordin. (A) – II |
| S. Omobono |
| Letture: |
| Pr 31,10-13.19-20.30-31 |
| Salmo 127: «Beato chi cammina nelle vie del Signore.» |
| 1Ts 5,1-6 |
| Mt 25,14-30 |
Sabato 12 novembre 2005 (messa parrocchiale ore 19.00)
« La mia riflessione questa sera riguarderà la seconda lettura: il breve brano della prima lettera di San Paolo apostolo ai Tessalonicesi; perché riservo a domani la meditazione sul vangelo.
San Paolo doveva aver parlato con molto ardore del ritorno del Signore; doveva aver espresso un desiderio grande di rivedere Gesù e di essere sempre con lui; tanto che i Tessalonicesi, attraverso i discepoli di Paolo – Timoteo e Sila – mandano a chiedere a Paolo stesso, che si trova in quel momento a Corinto, precisazioni ulteriori circa i tempi e i modi di questo ritorno del Signore; e San Paolo risponde come avete sentito voi: ... riguardo ai tempi e ai momenti, ... non avete bisogno che ve ne scriva; infatti voi ben sapete che come un ladro di notte, così verrà il giorno del Signore. Cioè, io non vi so dire niente riguardo ai tempi in cui tornerà il Signore, perché Dio è solito fare le cose... di sorpresa, segretamente: improvvisamente egli compie qualcosa.
Voi ricorderete, ad esempio, per accennare a un evento dei nostri tempi, la caduta del comunismo in Russia e nei suoi paesi satelliti: è caduto come un castello di sabbia... in un giorno di diluvio, di grandi acquazzoni; senza colpo sparare, senza che nessuno venga ferito... è successo. Il Signore quando crede bene di intervenire, interviene. E quindi, San paolo dice: – Non sappiamo niente di quel giorno e di quellora; limmagine poi del ladro, San Paolo lha presa da Gesù stesso, che aveva detto: – Se il padrone di casa sapesse a che ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Così anche voi siate pronti, perché nellora che meno vi aspettate il Figlio delluomo verrà.
Dice anche: ... quando si dirà: «Pace e sicurezza», allora dimprovviso li colpirà la rovina, come le doglie una donna incinta. Quando una donna è incinta e cominciano le doglie del parto vuol dire che la nascita del bimbo è prossima; si tratta di pochi momenti, al massimo di una giornata o due, quando va male, ma in genere si tratta di poche ore. E dice che queste doglie, questi dolori, che precedono la venuta del Signore avverranno quando si dirà Pace e sicurezza. Il motto della NATO è: pace e sicurezza ...
Nella seconda lettera ai Tessalonicesi, San Paolo dà un altro segno premonitore, perché nonostante quello che lui ha scritto, alcuni Tessalonicesi cominciavano a non lavorare più: – E inutile – dicevano, ad esempio – piantare una vigna, ché prima che questa venga a frutto torna il Signore, e cambia tutto..., è vero, è sarà il paradiso per tutti ... Allora San Paolo scrive, è vero: Chi non lavora non mangi neppure, e dice che uno dei segni premonitori sarà questo: lapostasia dalla fede, la lontananza delle masse popolari dalla fede.
Ce ne sono abbastanza per sospettare che siamo nella generazione giusta, noi, però faccio due osservazioni.
Prima. Già la prima generazione cristiana si aspettava che il Signore ritornasse subito; e poi i padri ecclesiastici, cioè gli scrittori dei primi secoli, poi in seguito i teologi, gli storici..., direi che in tutte le generazioni han creduto di vedere i segni della venuta imminente del Signore. Quindi se magari con le parole che ho detto prima avessi terrorizzato qualcuno, mettetevi calmi che forse tra centomila anni saranno ancora qui ad aspettare il Signore. Quindi... prima cosa.
Ma cè anche una seconda cosa. La venuta del Signore, il ritorno del Signore, dobbiamo attenderlo con gioia! E non dobbiamo paventarlo, non dobbiamo avere paura; dobbiamo essere certi che lui ci vuole con sé. Lui ha detto anche che Iddio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio, perché non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui, e chiunque crede in lui è salvo; chi non crede è già condannato, perché non ha creduto nel nome dellunigenito Figlio di Dio. Se noi crediamo, dobbiamo essere contenti di andare incontro al Signore. I primi cristiani pregano così: Marana–ta (vieni, Signore Gesù, vieni presto!). Questo dovrebbe essere il nostro atteggiamento.
Ma perché dovrebbe essere questo? Perché ... voi, fratelli, – continua San Paolo – non siete nelle tenebre, così che quel giorno possa sorprendervi come un ladro: voi tutti infatti siete figli della luce e figli del giorno; noi non siamo della notte, né delle tenebre.. Noi siamo i figli della Luce; dal momento che siamo stati battezzati siamo diventati figli della Luce; la fede messa in germe nel nostro animo ci ha resi figli della Luce. Infatti la prima luce è proprio quella della fede. Gesù ha detto: Come luce io sono venuto nel mondo. Chi mi segue non cammina nelle tenebre, ma nella luce. La prima luce è quella della fede.
La fede dà la risposta alle domande essenziali della mente umana: perché siamo venuti al mondo? Perché la sofferenza? Perché la morte? Cosè la libertà? Cosè la responsabilità? Cosè lamore? Dà le risposte a queste che sono le questioni essenziali dellanimo umano, di ogni uomo che viene al mondo. Risolti questi problemi, tutti gli altri diventano secondari, anche se importanti: il cibo, labito, la casa, la salute, la libertà, listruzione... sono tutti problemi grossi della nostra vita terrena, che giustamente noi col nostro lavoro, col nostro impegno, con la nostra fatica, cerchiamo di risolvere; però, se ci pensate bene, sono tutti problemi secondari in confronto al senso pieno della nostra vita, senso che avrà solo nellincontro con Cristo e nelleternità; per cui tutto il resto – come diceva San Paolo nella lettera ai Filippesi – io lo considero sterco, cioè proprio cose da sbattere via, nel pattume.
Non cè solo la luce della fede: cè la luce anche delle opere. Gesù ha detto ai suoi apostoli: – Voi siete la luce del mondo; vedano gli uomini le vostre opere buone e glorifichino il Padre che è nei cieli. Ecco, noi dobbiamo risplendere per le nostre opere buone. San Paolo, nel brano della lettera ai Tessalonicesi che abbiamo letto, finisce proprio così: Non dormiamo dunque come gli altri, ma restiamo svegli e siamo sobrii. Alle volte, specialmente in una mentalità vecchia (ma comunque continua ancora in certe anime pie), cè più la preoccupazione di non fare del male che di impegnarsi per il bene; mentre la cosa più importante è che noi, la nostra professione, la esercitiamo con competenza e giustizia, che noi siamo umili, miti, fraterni, generosi; questa diventa una luce per coloro che ci stanno attorno, e forse un motivo di conversione anche per loro. Cè quindi anche la luce delle buone opere.
E poi cè la luce della vigilanza: noi dobbiamo vigilare. Se di notte voi vedete passare unautomobile con il lampeggiante blu, dite: – Sono i carabinieri, o la polizia, che sta vigilando sulla nostra sicurezza; se vedete la luce accesa in una casa, dite: – O, lì si sta ancora lavorando, oppure cè qualcuno che sta vegliano un malato che è grave. Allora, vedete la sicurezza, limpegno, la consolazione a coloro che soffrono... sono tutti mezzi che dicono che noi siamo vigilanti, non stiamo dormendo, siamo vigilanti.
La luce della vigilanza, io la paragono a un faro di un porto. Se noi ci troviamo sullimbarcazione, che è notte già, e a un certo punto vediamo, lontano allorizzonte, la luce di un faro del porto... Eh, ci rallegriamo già, perché ormai larrivo è vicino, è sicuro; così deve essere la nostra vita: una vita di gente che vigila, che attende (attendere vuol dire tendere a, tendere a quel porto, tendere a quellincontro), questo è latteggiamento tipico del cristiano.
Lo diciamo anche nella preghiera immediatamente seguente al Padre nostro, nella santa messa, voi lo ricordate, che dice: Noi viviamo nellattesa che si compia la beata speranza e venga il nostro Salvatore Gesù Cristo. La venuta del nostro Signore Gesù Cristo è una speranza beata; è una speranza, cioè, che ci dà beatitudine, pace, serenità; è quella che dovrebbe sempre risplendere in noi, in tutti coloro che credono. Così sia.
Sia lodato Gesù Cristo. »
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