Domenica 6 novembre 2005
| XXXII domenica del tempo ordin. (A) – IV |
| S. Leonardo |
| Letture: |
| Sap 6,12-16 |
| Salmo 62: «Ha sete di te, Signore, l'anima mia.» |
| 1Ts 4,13-18 |
| Mt 25,1-13 |
Domenica 6 novembre 2005 (messa parrocchiale ore 10.30)
« In ogni tempo, ma forse al tempo di Gesù ancora più che oggi, e in ogni popolo – penso allora ai cristiani, oltre che agli Ebrei, i Greci, i Romani, i Persiani, quelli della Mesopotamia – ci sono stati uomini molto pensosi e riflessivi che, anziché essere affascinati dalla bellezza dei corpi, anziché essere sedotti dalla ricchezza o dal potere, cercavano avidamente il senso profondo della vita; attraverso la propria esperienza personale, attraverso gli eventi contingenti o i grandi eventi storici, attraverso la lettura delle massime dette dai saggi antichi, o attraverso i libri di filosofia, cercavano la risposta alle grandi domande della nostra mente. Erano attirati, affascinati da questo.
Anche gli Ebrei non si distinguono per questo, anzi, hanno qualcosa di più: hanno la rivelazione divina che permette a loro di conoscere meglio la propria esistenza, il senso della propria vita, il senso dellamore, del dolore, della morte... e questo deriva, appunto, dalla rivelazione divina.
Erano già alcuni secoli, quando è venuto Cristo sulla terra, era finito in Israele il fenomeno del profetismo. Cera stato anzitutto Mosè (parliamo dellinizio della religione, non della razza ebraica); Mosè, poi la legge, la torà, i grandi patriarchi che hanno accompagnato Mosè, o hanno seguito Mosè; poi cera stato il fenomeno del profetismo; è andato avanti fino al quarto, terzo secolo avanti Cristo; terminato quello, sono nati in Israele i cosiddetti saggi; sono nati nella letteratura biblica i libri sapienziali. I libri sapienziali, nella bibbia, sono un condensato della rivelazione divina, come era avvenuta attraverso la legge e i profeti.
Il libro della sapienza, da cui abbiamo tratto e letto la prima lettura questoggi, è stato scritto addirittura circa una cinquantina danni prima di Cristo, quindi appena prima della venuta del Figlio di Dio sulla terra; e giustamente è stato intitolato il libro della sapienza, perché ci dice qual era la sapienza degli Ebrei, tratta dalla rivelazione divina. Tanto tratta dalla rivelazione divina che noi potremmo, in questo testo, sostituire la parola sapienza con la parola rivelazione.
La sapienza è radiosa – inizia così il testo che noi abbiamo letto – facilmente è contemplata da chi lama e trovata da chiunque la ricerca. E come una luce, la rivelazione divina, che si accende nel buio della nostra vita, dei nostri crucci, dei nostri dolori, della nostra morte; e nel buio noi vediamo questa luce e ne rimaniamo affascinati, la contempliamo.
La contempliamo ancora di più perché, conoscendo Dio attraverso la rivelazione, veniamo a sapere una cosa grandiosa: previene, per farsi conoscere, quanti la desiderano. Cioè, dicevo prima che è necessario che uno sia pensoso, riflessivo, per arrivare a questa contemplazione. SantAgostino diceva: Non ti cercherei se non ti avessi già trovato. Ma SantAgostino dice anche, in altre pagine: Non ti cercherei se tu prima non mi avessi cercato. Tu eri dentro di me, e io non ti vedevo, attratto dalla bellezza delle creature, che neppure esisterebbero se tu non le avessi fatte. Previene per far conoscere quanti la desiderano.
La cosa più grande, dicevo, che noi veniamo a conoscere dalla rivelazione, è che Dio ha prevenuto luomo; è che Dio si è innamorato di noi prima che noi ci innamorassimo di lui. Anzi, noi ci siamo innamorati di lui perché ci siamo accorti che egli si è innamorato di noi.
La sapienza è descritta, nel brano che noi abbiamo letto, appena prima del brano che noi abbiamo letto, come una graziosa fanciulla che gioca, si diverte e danza davanti a Dio. Ma dice anche: la mia delizia è essere coi figli delluomo. Ecco, questa fanciulla si accorge che noi siamo sedotti da lei; allora che mette in atto tutte le sue moine, tutte le sue furbizie, perché noi lamiamo intensamente, perché lei [...]. Noi non sappiamo come abbia fatto Dio a innamorarsi di noi, creature così fragili, così limitate, così abiette, alle volte; però Dio si è innamorato di noi, ci ha prevenuto; e allora noi cerchiamo lui, perché siamo attratti dal suo amore. Lamore è sempre qualcosa... ha sempre una calamita grande, che attrae il cuore di coloro che sono amati; e noi ci sentiamo amati da Dio, per cui siamo attratti da lui. Più avanti dice: Essa medesima va in cerca di quanti sono degni di lei, e ancora: Va loro incontro con ogni benevolenza.
Se noi abbiamo capito [...] e siamo attratti, affascinati da questo amore, incantati davanti a questo amore che Dio ha per noi, che cosa succede? Chi si leva per essa di buon mattino non faticherà, la troverà seduta alla sua porta. Ecco la prima cosa che fa colui che ha capito che nella rivelazione di Dio cè tutto il senso della propria vita: fa della parola di Dio il suo sostentamento quotidiano, anzi il suo sostentamento mattutino, di buon mattino. Il salmo responsoriale di oggi dice: O Dio, tu sei il mio Dio, allaurora ti cerco, di te ha sete lanima mia. Colui che si è innamorato di Dio, perlomeno ha capito che Dio è innamorato di lui, dedica sempre, se non delle ore, perlomeno qualche minuto ogni mattina alla lettura della parola di Dio. E la parola di Dio diventa in lui fonte di serenità e capacità di scelta nella vita.
Fonte di serenità. Riflettere su di essa è perfezione di saggezza, chi veglia per lei sarà presto senza affanni. Ecco il frutto dello spirito: lamore, la gioia, la pace. E questo che produce la parola di Dio in noi, e questo nonostante tutto quello che di fatica e di dolore comporta la vita umana.
Sentite cosa dice un hassidim... – il fenomeno degli hassidim è un fenomeno che è nato molti secoli prima di Cristo. Si chiamavano così (hassidim vorrebbe dire in ebraico fedeli) coloro che volevano a tutti i costi essere sempre fedeli alla legge di Dio, fedeli a Dio, attraverso losservanza della sua legge; esistono tuttora – uno di questi hassidim ha scritto nel suo diario, la mattina in cui sarebbe andato al forno crematorio ad Auschwitz (quindi stava per essere bruciato), sentite cosa scrive nel suo diario: Dio di Israele hai fatto il possibile perché non credessi in te. Qualora tu pensassi di riuscire a farmi deviare dalla mia via, ebbene ti dico: Dio mio, Dio dei miei padri, non ci riuscirai. Mi puoi percuotere, togliermi quanto di più prezioso e caro ho sulla terra, mi puoi tormentare a morte, ma io crederò sempre in te; ti amerò sempre. Muoio come sono vissuto: credendo fermamente in te. Secondo voi, anche se stava per entrare nel forno crematorio, era molto ansioso questo tizio, questa persona? ... Era senza affanni. Vedeva tutto con serenità, vedeva tutto nella luce di Dio. Questo è il primo effetto della parola di Dio, se noi la meditiamo ogni giorno, anzi, ogni mattina.
Poi cè un altro aspetto: Essa medesima va in cerca di quanti sono degni di lei, appare loro ben disposta per le strade. Ecco, nel cammino della vita diventa criterio di scelta. Durante tuta la giornata [...] ha una forza, una luce diversa, durante tutto il giorno, e capisce benissimo quello che deve scegliere, perché la parola di Dio, la rivelazione di Dio, glielha detto.
Abbiamo meditato insieme, un pochino, sulla rivelazione divina e sulla saggezza che dovremmo avere noi credenti, con la quale illuminare anche gli altri. Stiamo però attenti, perché anche per noi esiste il serpente. Il serpente che ha ... – la più astuta delle bestie create Dio, no? – che ha tentato Adamo ed Eva, e che sedotto: ha fatto loro credere che potevano essere padroni assoluti del loro destino, senza bisogno di Dio; e così hanno trovato la loro infelicità. Ecco, questo serpente tenta anche noi: attraverso la mentalità mondana può indurci a credere che sono altri i beni che ci debbono interessare, e non Dio, il bene supremo.
[...] al di là dei piccoli piaceri passeggeri, che possiamo provare, certamente, dobbiamo stare molto attenti a fuggire questa falsa sapienza mondana. Una sapienza carnale, direbbe San Giacomo apostolo nella sua lettera. Noi dobbiamo essere innamorati della sapienza divina, ed essere illuminati e guidati sempre più nella nostra vita da questa rivelazione che Dio ci ha fatto, nel suo immenso amore per noi. Così sia.
Sia lodato Gesù Cristo. »
| < Prec. | Succ. > |
|---|
