2.10.2004. Matrimonio di Matteo ed Elisabetta

Liturgia - Prediche del Don
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Sabato 2 ottobre 2004

Matrimonio di Matteo Catellani ed Elisabetta Angelucci
Letture:
Cantico dei cantici 2,8-10.14.16;8,6-7
Salmo 127:
«Ci benedica Dio fonte dell'amore.»
1 Gv 3,18-24
Mt 7,21.24-29

Sabato 2 ottobre (Chiesa di Santa Cecilia – Roma – ore 17.30)

(Legge dal testo del proprio manoscritto)
« Vi confesso che mi sento emozionato, e quasi impaurito, io vecchio parroco di campagna a dover parlare in una basilica romana, così celebre e così bella, nel luogo dove ha subito il martirio S. Cecilia, che è pure patrona dei cantori e dei musicisti, davanti a un coro così bravo e a dei giornalisti! Ma è un compito che mi è stato affidato, ed è anche un onore per me, di cui ringrazio Elisabetta e Matteo.

- A proposito mi sembra che Matteo abbia imitato alla lettera Maria S.S., di cui si dice nel Vangelo che "entrata nella casa di Zaccaria ..." - anche Matteo è venuto a Roma per l'A.N.S.P.I., ma ha rivolto gli occhi e il cuore su Elisabetta, e ha fatto bene, perchè Elisabetta merita tantissimo.

- Ma veniamo alle letture:


- Marx scrisse: "Bisogna essere radicali, ossia radicati, e la radice dell'uomo è l'uomo".

- Gesù, nel Vangelo di oggi, ci dice che uno è fondato sulla roccia, se ascolta e pratica la Sua Parola.
  1. - Due persone, due radici. Una apparente, l'altra definitiva, impiantata nell'essere di Dio, grazie all'icona di Dio, Cristo Signore.
  2. - La differenza, negli sviluppi, può essere drammatica. Una cosa è infatti trarre gesti, avvenimenti, sistemazioni umane dall'uomo "fatto di terra"; un'altra è trarre esistenza e vicenda dall'"uomo celeste" giunto a noi dal Padre.
  3. "L'uomo di terra" impersona il limite, la finitezza. Ciò non è colpa, e tuttavia postula un compimento: radicarsi nel limite infatti è non radicarsi affatto.
    - "L'uomo è un soffio, i suoi giorni come ombra che passa". "Chi sa quel che all'uomo convenga durante la vita, nei brevi giorni della sua vana esistenza che egli trascorre come un'ombra?" Qoélet ci comunica il brivido della totale caducità.
    - E come può l'uomo essere radice se cerca radice?
  4. - C'è chi proietta nel futuro il tempo in cui l'uomo sarà radice e fine a se stesso (Moravia ad esempio).
    - Anche Blok scrisse "Dio è soltanto l'ideale, utopisticamente personalizzato, dell'uomo sconosciuto, ossia dell'uomo a cui non siamo ancora arrivati, ma a cui certamente arriveremo in futuro, con rivoluzioni o ingegnerie genetiche".
    - Questo si è utopia! E come? Ormai più nessuno crede a queste utopie!
  5. - Noi sappiamo che la radice, che fonda la nostra vita, è arrivata tra noi con il nome profeticamente lieto di Emmanuele "Dio con noi": Dio ha sposato la natura umana.
    - Egli conosce la nostra avventura giorno per giorno. Sa che lo stupendo dono di divere ci è diventato "noia"; sa che perfino la paura e lo scetticismo sono divenuti un fatto culturale per noi. Guarda questa nostra agonia pieno di pietà.
  6. - Perciò la gioia del Signore nel gridare che Egli è per noi prorompe nel suo annuncio: ai "piedi vacillanti" Egli grida "la pietra salda sono io":
    - Non è un moralista, ma il Salvatore, che è venuto perchè abbiamo la vita, e l'abbiamo in abbondanza; perchè, direbbe S. Paolo ai Corinzi, "stiamo fermi sull'unico fondamento che è stato posto, Cristo Signore".

- Il Vangelo di oggi ci parla di roccia e di sabbia. - Il brano che avete scelto come I° lettura, uno dei più gettonati dai fidanzati per la S. Messa del loro matrimonio, è tratto dal Cantico dei cantici, un grazioso poemetto sull'amore di Dio per Israele (l'uomo) cantato con le immagini e gli accenti di un amore umano delicato e appassionato insieme. - E tuttavia i nostri amori umani sono spesso fragili, limitati, deboli, a volte mutevoli, conoscono paure e stanchezze! Per questo ricevete il Sacramento del matrimonio. - S. Gioivanni oggi ci dice che "da questo conosciamo che Dio dimora in noi, dallo Spirito che ci ha dato". Perchè, come dice la liturgia, vi amiate l'un l'altra con amore fedele e inesauribile, come Cristo ha amato noi.

E ora lasciate cantare l'amore dentro di voi, eco di quell'armonia divina che risuona in tutto il creato e che tanto ci commuove; perchè si sappia nel mondo che Dio ci ama, e che è ancora realizzabile nell'umanità un amore vero! Così sia!

Sia lodato Gesù Cristo. »