Mandriolo nella rete

Unità pastorale di Mandrio, Mandriolo e San Martino (Vicariato III - Correggio, RE)

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26.4.2009

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Domenica 26 aprile 2009

III di Pasqua (B) – III
S. Marcellino
Letture:
At 3,13-15.17-19
Salmo 4:
«Risplenda su di noi, Signore,
la luce del tuo volto.»
1Gv 2,1-5a
Lc 24,35-48

Chiesa di Mandriolo. Messa parrocchiale, ore 10.30.

« Il brano della prima lettera di San Giovanni apostolo che abbiamo letto come seconda lettura quest’oggi continua, in qualche modo, a trattare quel tema che già da alcune domeniche trattiamo. Cerchiamo di precisare con le parole che ci suggerisce lo stesso brano della lettera di Giovanni.

L’amore mi sembra che sia la più bella forma di catechismo che si può fare in famiglia L’amore mi sembra che sia la più bella forma di catechismo che si può fare in famiglia

Io dividerei il brano, che pure è brevissimo, in due parti. La prima parte è questa, la rileggo: – “Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate; ma se qualcuno ha peccato, abbiamo un paraclito presso il Padre: Gesù Cristo il giusto. È lui la vittima di espiazione per i nostri peccati; non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo”. Allora, Giovanni dice che ha scritto perché, appunto, non pecchiamo, perché siamo sempre più puri e più ardenti nell’amore.

Però, aggiunge che se anche abbiamo peccato abbiamo un avvocato, un paraclito, uno che difende, cioè, la nostra posizione presso il Padre. Chi è questo avvocato che ci difende? È Gesù, Gesù in persona, che è Figlio di Dio, che è morto in croce per noi e adesso prega il Pare, come uomo, prega il Padre che ci perdoni e ci accolga nel suo paradiso. Noi, quindi, dobbiamo stare tranquilli.

Ma... Gesù è morto, ma la sua morte, il frutto, diciamo così, della sua morte e risurrezione che è la grazia santificante, cioè il dono del suo Spirito dentro di noi, che ci rende figli adottivi di Dio – quello che Mattia sta per ricevere, no? Il Battesimo – ha toccato una minoranza degli uomini, direi una sparuta minoranza... Perché? Perché... forse da milioni di anni, comunque da centinaia di migliaia di anni gli uomini esistevano sopra la terra, e quindi fino a che non è venuto Gesù non potevano certamente sentire parlare di Lui. Ma anche adesso sono tanti quelli che non hanno ancora conosciuto il Signore e la sua salvezza.

Mi piace, a questo proposito, ciò che dice San Pietro nel portico di Salomone, nel tempio di Gerusalemme, dopo che ha guarito, nel nome di Gesù, lo storpio che chiedeva l’elemosina alla porta Bella del tempio. Dice: – “Ora, fratelli, io so che voi avete agito per ignoranza, come pure i vostri capi...”, mi piace questo... questo “scusare” il peccato (“voi avete agito per ignoranza, non per cattiveria”).
Era quello che ci diceva, ricordo, mia madre. Una volta io e mio fratello Norberto parlavamo (eravamo giovanotti ancora), e parlavamo degli altri giovani lì della nostra associazione, e tante volte tagliavamo anche un po’ i panni alla gente... E allora la mamma salta su e dice: – “Beh, salvate almeno l’anima!”, cioè salvate almeno l’intenzione di queste persone, non vogliate giudicarli così cattivi... Ecco, noi dovremmo imparare questo: a sapere scusare più che accusare.

Comunque il problema rimane, cioè: Cristo è morto per una sparuta minoranza di uomini, allora...?

No. Anche quelli non hanno ancora ricevuto il dono della evangelizzazione possono sempre, in qualche modo, meritare il paradiso (“meritare”, molto... così... lo sottolineo tra parentesi, perché il paradiso non lo merita nessuno, neppure Maria Santissima. Cioè, il paradiso è un dono di Dio, però, è vero che noi dobbiamo rispondere alla chiamata di Dio). Noi rispondiamo con la fede, e senza fede non ci salveremo. Lo dice Gesù: “andate e predicate il vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo; chi non crederà sarà condannato”, cioè che non vuole credere, che avendo i motivi sufficienti per credere non vuole credere. Tutti gli altri saranno giudicati sull’amore.

Ricordate il discorso di Cristo sul giudizio universale? Metterà i buoni alla destra e i cattivi alla sinistra e ad alcuni dirà: – Avevo fame e mi avete dato da mangiare, avevo sete e mi avete dato da bere. Tutto quello che avete fatto al più piccolo di questi miei fratelli lo avete fatto a me. E agli altri dirà: – Via, maledetti, nel fuoco eterno, perché avevo fame e non mi avete dato da mangiare, avevo sete e non mi avete dato da bere, ero ignudo e non mi avete vestito. Tutto quello che non avete fatto anche al più piccolo di questi miei fratelli non lo avete fatto a me.

Il discorso del giudizio universale, infatti, molti esegeti dicono che è un discorso che riguarda tutte le genti, e in modo particolare quelli che non hanno conosciuto la fede cristiana.

La seconda parte della lettura dice: – “Da questo sappiamo di averlo conosciuto, se osserviamo i suoi comandamenti. Chi dice: «L’ho conosciuto» e non osserva i suoi comandamenti, è bugiardo e in lui non c’è la verità; chi invece osserva la sua parola, in lui l’amore di Dio è veramente perfetto”. Cioè, ... – vedete che la seconda parte completa bene la prima – l’amore che noi abbiamo verso il prossimo è dimostrato dal fatto che noi amiamo Dio, e amiamo Dio in quanto osserviamo i suoi comandamenti.
Anche Gesù, parlando agli Apostoli nell’ultima cena, in quella lunga chiacchierata di Gesù agli Apostoli nell’ultima cena, dice: – “Se mi amate osservate i miei comandamenti. E il mio comandamento è questo: amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi”. Ecco cosa bisogna fare. Per cui, se una persona, senza avere conosciuto Gesù, vive però nell’amore, dei suoi familiari, della gente vicina, dei conoscenti, di quelli a cui può giungere il suo amore... certamente avrà la vita eterna, avrà la salvezza.

Allora, il Signore questa mattina, attraverso questa lettura, ci invita a vivere nella fede e nell’amore. È soprattutto questo che voi genitori dovrete comunicare al vostro Mattia: la fede – qualche nozione esatta è giusto cominciare già dai primi anni, quando comincerà a capire qualcosa – e l’amore. L’amore mi sembra che sia la più bella forma di catechismo che si può fare in famiglia, perché quando due genitori mostrano ai figli che tra di loro i genitori si vogliono un bene dell’anima e dimostrano di avere attenzione, delicatezza, generosità per i figli, i figli imparano che vivere vuol dire amare. Così sia.

Sia lodato Gesù Cristo. »



 

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