Mandriolo nella rete

Unità pastorale di Mandrio, Mandriolo e San Martino (Vicariato III - Correggio, RE)

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1979-80. Harvey

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Harvey

di Mary Chase

TEATRO BONIFAZIO ASIOLI
CORREGGIO
venerdì 21 dicembre
GRUPPO TEATRALE
IL SETACCIO
MANDRIOLO
H A R V E Y
di mary chase
ovvero
VOGLIO PER ME IL TUO CONIGLIO D’ANGORA
riduzione e adattamento in due parti a cura di Arrigo Vezzani

Personaggi in ordine d’entrata in scena:
Paloma, cantante Graziella Grisendi
Annunciatrice televisiva Loredana Averci
Coordinatore tivù Paolo Bernardelli
Veta Simmons, sorella di Elwood P. Dowd Sara Liuzzo
Myrtilla Simmons, sua figlia Donatella Zini
Elwood P. Dowd Silvio Panini
Sister Kelly, infermiera Emanuela Selvitella
Dottor Sanderson, assistente Riccardo Rovatti
Wilson, addetto alla sorveglianza Adolfo Ghidoni
Prof. Dott. Rudolph Chumley, Primario Paolo Bernardelli
Betty la Strana, ospite Clinica Loredana Averci
Due uomini in frac Paolo Bernardelli
Adolfo Ghidoni
e Harvey
Regìa Arrigo Vezzani
Scene e luci Giorgio Grisendi
Costumi Sara Liuzzo
Donatella Zini

costumi eseguiti dalla Sartoria Barbieri di Modena / effetti sonori di Silvio Panini / realizzazione scene di Giorgio Grisendi.


BREVE NOTA ALLO SPETTACOLO

Il protagonista della commedia si chiama Elwood P. Dowd, vive in una non identificata cittadina americana di ieri, di oggi, di sempre, insieme con la sorella Veta e la nipote Mirtilla... che gli hanno imposto una coabitazione forzata, con il pretesto di non lasciarlo solo dopo la morte dell’ava, la famigerata Marcella P. Dowd, pioniera del circolo cittadino della cultura e delle arti.
Elwood è un uomo mite e dolce, solo, frustrato dalla vita; ancorata a una visione idealizzata delle cose, rivestita di un “candore” che non accetta di farsi scalfire, la sua esistenza che si colora di “male di vivere”, finisce per annegarsi tenacemente in una quotidiana ubriachezza, popolata di dolci fantasie. Il più caro a lui, ma il più inquietante agli occhi dei congiunti, è il gigantesco coniglio bianco (denominato Harvey) che Elwood assicura di vedere apparire di continuo al proprio fianco, amico e consolatore, al quale ha finito per dare tutta la sua simpatia e il suo bisogno di comunicare. Veta e Mirtilla, non possedendo la carica fantasiosa e candidamente surreale di Elwood, cercano di ricondurlo ad una visione “logica della vita”, di cui denaro successo, smania pubblicitaria, convenienze di vario genere siano i pilastri portanti.
Un modo drastico di fare ragionare Elwood è individuato, infine, in un più aggiornato ricorso alle più aggiornate terapie psicoanalitiche (vedi manicomio); ma le vie che la scienza crede di potere percorrere con esito felice non mancano di produrre risultati inattesi: Elwood, presentato come “pazzo” viene infine creduto anziché l’accompagnato, l’accompagnatore di chi vorrebbe internarlo (Veta la sorella); dalla scambiata identità del soggetto da curare prende il via una serie di imprevisti e imprevedibili, un vero e proprio carosello che vede in scena svitati autentici creduti dei modelli di lucidità, persone sicure di sé scambiate per “originali”, medici alquanto alienati, infermiere e ragazze da marito con strane dissociazioni. Dopo molte peripezie, l’ordine è ristabilito: Elwood è l’uomo fuori della norma, l’uomo che deve essere curato! Gli si farà un’iniezione, così l’immagine di Harvey dovrà dissolversi... Ma la scienza può veramente qualcosa contro lo slancio della libera fantasia???... L’opera si conclude con un messaggio inatteso.


riproduzione del testo contenuto
nel programma di sala



 

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