Lunedì 8 dicembre 2008
| II d’Avvento (B) - P |
| Immacolata Concezione B.V. Maria |
| Letture: |
| Gen 3,9-15.20 |
| Sal 07: «Abbiamo contemplato, o Dio, le meraviglie del tuo amore.» |
| Ef 1,3-6.11-12 |
| Lc 1,26-38 |
Chiesa di Mandriolo. Messa parrocchiale, ore 10.30.
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« Vorrei parlare a voi, questa mattina, del “sì” di Maria, ma non so se riuscirò a rendere quello che sento io.
Dopo l’annuncio dell’Angelo, l’Angelo stesso e tutti attendono la risposta di Maria. È bellissima, sotto questo aspetto, una omelia di San Bernardo di Chiaravalle che cita tutti quanti: il Padre, il Figlio, lo Spirito Santo, l’Angelo..., noi peccatori che attendiamo dalle sue labbra questo “sì”... e allora dice: – Non tardare, Maria, a dire “sì”.
Ma, veramente la prima cosa che ha detto Maria – vi sarete accorti anche voi, no? Tanto più che è un brano tra quelli più letti durante tutto l’anno liturgico – prima di dire “sì” aveva detto “no”... Eh, come?! La Madonna ha detto “no” a Dio? Allora non è più immacolata, non è più santissima...
Maria, la prima risposta che dà all’Angelo è questa: – Come avverrà questo? Poiché non conosco uomo... Come dire: è impossibile! Perché Maria aveva già consacrato se stessa a Dio, da piccola. È quasi la prima verginità consacrata a Dio. Nel Vecchio testamento sappiamo di Geremia, il profeta, che ha rinunciato al matrimonio per attendere completamente alla sua missione di profeta in Israele. A Roma le vestali, che erano quelle che mantenevano il fuoco per tutta la città, dovevano essere e rimanere vergini. Ma quando una veniva eletta vestale non gongolava di gioia, scoppiava in pianto; per i due mesi che aveva per dare la risposta, andava sui monti a piangere la propria verginità.
Maria, quindi, comincia a essere un caso unico in quel momento. Dopo di lei altri consacreranno la loro vita a Dio e al regno di Dio rinunciando ad avere un amore umano e una propria famiglia. Maria, però, facendo prima questo voto, giustamente si sente già avanti: è più importante essere consacrati a Dio che non compiere bene il proprio dovere di sposa, di mamma, eccetera... e quindi chiede spiegazioni, perché lei deve rinunciare a quello che ha promesso a Dio.
Tanto più che quello che ha detto, quello che ha fatto, era per lei il massimo che si poteva fare. E San Paolo, ad esempio, nella seconda lettera ai Corinzi, ci avverte che delle volte i demoni si vestono da angeli di luce, e allora avrà chiesto anche lei, si sarà chiesta – meglio – anche lei: – Ma non sarà mica un demonio che si presenta così, come un messaggero di Dio questo qua? Come fa, se è messaggero di Dio, a chiedermi una cosa del genere?
Anche Zaccaria, il papà di Giovanni il Battista, aveva avuto la sua obiezione all’Angelo Gabriele che gli annunciava la nascita di Giovanni il Battista. La sua obiezione era stata questa: – Ma Elisabetta, la mia sposa, è sterile e tutti e due siamo avanti in età. Neanche a pensarci a una cosa del genere. La obiezione di Zaccaria è stato l’interrogativo di una ragione, della ragione che vuole vederci chiaro nelle cose, e quindi opponeva la sua ragione a quella di Dio che gli era annunziata attraverso l’Angelo. La obiezione di Maria, invece, è dettata dall’amore ardente di lei per Dio. Non vuole fare un passo indietro da quello che ha già fatto.
E quando l’Angelo gli spiegherà che lo Spirito Santo opererà questo nel suo grembo e la potenza dell’Altissimo la coprirà, la sorreggerà, le darà forza per condurre avanti una missione così alta – quella di essere la madre del Redentore, del Salvatore dell’umanità – che cosa risponde Maria? Una risposta bellissima: – Ecco, sono la serva del Signore. Magari avvenisse in me quello che hai detto.
Io dico... ci ho messo “magari” – che non c’è nella lingua greca, ma perché è un optativo, un modo dei verbi che non c’è nella lingua italiana, invece – ma mi sembra che esprima meglio quello che dice Maria: – Magari avvenisse quello che tu hai detto!
Vedete, la disponibilità della Madonna è sempre grande! Lei è disposta a tutto quello che piace a Dio, tanto che io, personalmente, vedendomi così debole, così peccatore – e forse farete altrettanto anche voi, non lo so – mi sono chiesto tante volte: ma come hai fatto a dire sempre “sì”? Qualunque cosa Dio ti chiedesse, tu hai detto “sì”... E questa è la santità di Maria.
La concezione immacolata è solo l’inizio, è il germe gettato in un terreno buono che poi ha portato questi frutti di santità grande per tutta la vita. Maria è, si può dire, la persona umana come l’ha sognata Dio. Noi abbiam fatto molte alterazioni... e cose varie per distruggere questa opera di Dio, coi nostri peccati: peccatini, peccatucci, peccatacci... è vero... non è che sempre il peccato grave è solo quello che disturba nel nostro rapporto con Dio, no: anche tante... tante vanità, tanta pigrizia, tanti tentennamenti... per cui si può dire che la nostra vita – almeno, io parlo di me stesso, ma penso siate più o meno così anche voi – è quasi una continua altalena tra il peccato e la grazia di Dio, o perlomeno tra ciò che è perfetto e ciò che aggrada più a noi (perché normalmente noi scegliamo quello che ci piace di più, quello che ci costa di meno e lasciamo andare così le occasioni per fare la volontà di Dio e divenire santi come Lui vorrebbe).
E allora succede poi che uno si trova alla fine, deve tirare le somme di una vita e dice: – Ma che vita scialba, che vita da poco... perché non abbiamo avuto il coraggio di dire di sì sempre...
Sia lodato Gesù Cristo. »
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