4.11.2007

Liturgia - Prediche del Don
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Domenica 4 novembre 2007

XXXI domenica del tempo ordin. (C) - III
S. Carlo Borromeo
Letture:
Sap 11,22- 12,2
Sal 144: «La gloria di Dio
è l’uomo vivente.»
2 Ts 1,11- 2,2
Lc 19,1-10

Chiesa di Mandriolo. Messa parrocchiale, ore 10.30.

« Appena prima dell’entrata di Gesù in Gerico e dell’incontro con Zaccheo, l’evangelista aveva scritto del miracolo che Gesù fece su un cieco, alle porte di Gerico, un certo Bartimeo, il quale gridava, sentito che Gesù era Gesù di Nazareth, quello che passava, gridava: “Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!”, e la gente cercava di farlo tacere perché non sentivano bene quello che Gesù diceva, se lui gridava. E lui gridava sempre più forte. Gesù si è fermato e l’ha chiamato, ha detto “Portatemelo qui”. Quando è stato da lui ha detto: “Che cosa vuoi che io faccia per te?”. “Ma, Signore, che io veda” ... “Abbi la vista. La tua fede ti ha salvato”. E da quel momento Bartimeo, il cieco guarito, segue Gesù. Poi c’è l’episodio di Zaccheo, narrato dal Vangelo di oggi.

Di Zaccheo l’evangelista dice: che si chiamava Zaccheo; che era capo dei pubblicani; che era ricco e, pur cercando di vedere Gesù, era piccolo di statura e non poteva vederlo, allora salì su un sicomoro.

Zaccheo, per l’ironia della sorte, significa in ebraico “puro”, “il puro”. Invece era capo dei pubblicani (i pubblicani erano gli esattori delle tasse che raccoglievano le tasse per l’impero romano. Il governatore di Roma, presente nel luogo, fissava loro un tot che dovevano dare come complesso di tasse raccolte dalla popolazione, e ad ogni pubblicano dava, a disposizione, due soldati in modo che se qualcuno si rifiutava di pagare le tasse, o ne voleva pagare meno, ci pensavano i soldati romani a fargli venire in mente di dare quello che doveva dare. I pubblicani, però, in questo modo, raccoglievano molto di più di quello che non si pensasse. Ecco perché erano invisi, erano trattati male, erano giudicati male dalla popolazione. Perché già il pagare le tasse è sempre piaciuto poco, in tutti i posti, sotto tutti i cieli; e poi erano a servizio dello straniero che aveva invaso e comandato le loro terre. Erano dei ladri), quindi un poco di buono era Zaccheo.
Era ricco e questo non lo faceva apparire migliore di quello che non fosse, perché la ricchezza sapevano che se l’era fatta rubando a tutti.

Era piccolo di statura.
E’ quasi strano che non abbia cercato di andare sopra i terrazzi. Le case, là, normalmente non hanno il tetto come abbiamo noi ma hanno dei terrazzi sopra, e c’è sempre una scala esterna attraverso la quale si può salire sopra a questo terrazzo. Ma forse avrà tentato di farlo, ma tutti si saranno rifiutati di concedergli questo, perché Zaccheo non era stimato nella sua città, assolutamente.
E allora, piccolo, magari piuttosto grassotto, ha cercato di arrampicarsi su un sicomoro, tra i lazzi della gente che lo vedeva, pur di vedere Gesù. Ma anche Gesù voleva vedere Zaccheo. Infatti, Gesù, arrivato al sicomoro dov’era Zaccheo, alzò lo sguardo e gli disse: “Zaccheo, scendi subito perché oggi debbo fermarmi a casa tua”.

Voi capite la gioia Zaccheo.
Zaccheo, secondo me (non penso di sbagliarmi di molto), Zaccheo, col suo mestiere, aveva raggiunto la ricchezza; attraverso la ricchezza si poteva permettere tanti piaceri nella vita; ma poi si arriva a quell’età di mezzo in cui uno dice: beh, è tutta qui la vita? ... Com’è breve: mi toccherà morire e poi lasciare tutto quello che ho guadagnato a degli eredi che non hanno faticato per niente ad avere questo. E’ piuttosto depresso, per non dire angosciato. Aveva sentito parlare, però, di Gesù, e sentito che Gesù era in Gerico, passava per Gerico, voleva vederlo a tutti i costi. E buon per lui che anche Gesù desiderava incontrare lui.

... noi sottolineiamo il cambiamento di rotta nella vita di Zaccheo. Mentre prima cercava solo il denaro e tutte quelle soddisfazioni che il denaro permette di avere, dopo non fa più conto del denaro: ha incontrato Gesù, ha visto Gesù.

Gesù va a cena (molto probabilmente sarà stata la cena) da Zaccheo, però, dopo la cena, Zaccheo si alza in piedi e dice al Maestro, a Gesù: “Ecco, Signore, io do la metà dei miei beni ai poveri e se ho frodato qualcuno gli restituisco quattro volte tanto”. Già questo mi fa pensare che abbia rubato parecchio, perché si poteva promettere di fare questa promessa. Ma noi sottolineiamo la promessa; noi sottolineiamo il cambiamento di rotta nella vita di Zaccheo. Mentre prima cercava solo il denaro e tutte quelle soddisfazioni che il denaro permette di avere, dopo non fa più conto del denaro: ha incontrato Gesù, ha visto Gesù.
Nella entrata in Gerico ha trovato un cieco che voleva vedere, e ha visto non solo fisicamente, ha visto che Gesù meritava e l’ha seguito; qui Zaccheo vede Gesù e il suo cuore trabocca di gioia perché ha conosciuto Gesù, e Gesù e la risposta alle sue angosce, alle sue inquietudini, alle sue sofferenze.

Allora, anche noi possiamo essere rappresentanti di quella folla che era solo capace di mormorare contro i peccatori e non li voleva neanche toccare (Gesù, andando in casa di un peccatore diventa impuro anche lui, secondo i concetti d’allora). Quindi noi possiamo appartenere a quella gente che fa un taglio netto tra i buoni e i cattivi. Noi ci mettiamo sempre tra i buoni, e quegli altri che non la pensano come noi, che hanno delle idee eterodosse, che sbagliano, peccano... quelli sono dei dannati, destinati alla dannazione, e non ci si cura di loro. Gesù ci ha insegnato che noi, invece, dobbiamo volere bene a tutti. Come Dio, il quale, essendo infinitamente grande e avendoci creato (siamo tutti creature sue), vuole il bene di tutti.

C’è una storiella raccontata dai rabbini (ma credo poi che sia un’invenzione della fantasia dei rabbini...): quando il popolo ebreo ha lasciato l’Egitto, ha attraversato il Mar Rosso e finalmente è finita la schiavitù dagli Egiziani intona un inno – nel famoso capitolo XV dell’Esodo c’è questo inno molto bello a Dio che è intervenuto a liberarlo – e gli angeli in cielo, dicono i rabbini, hanno chiesto di potere scendere a cantare anche loro questo inno di grazie e di lode. E Dio dice: Ma come? Le mie creature stanno affogando nel fango e nell’acqua e voi andate a cantare un inno di lode e di ringraziamento?
Cioè, Dio aveva presente gli Egiziani in quel momento, non tanto gli Ebrei che Lui stesso ha liberato dalla schiavitù, aveva in mente gli Egiziani. Perché Dio vuol bene a tutti: fa sorgere il suo sole sopra i buoni, sopra i cattivi; fa piovere sul campo dei giusti e degli ingiusti... vuole bene a tutti, vuole la salvezza di tutti.

Certo, pur volendo bene a tutti, credo che voi genitori che avete portato le vostre bimbe per essere battezzate abbiate anzitutto in mente questo dovere: i primi a cui voi dovete portare la luce di Gesù sono proprio le vostre bimbe. Fate in modo che la vostra vita e i vostri consigli, le vostre parole indirizzino sempre i vostri bimbi verso Gesù. Perché Gesù è capace di riempire il cuore per sempre, per tutta la vita.
E’ l’ultimo segno che io vi consegnerò, la candela accesa alla luce pasquale, che indica la fede. Ecco, fate in modo che la fede in Gesù e l’amore per Lui illumino sempre le loro anime... »