Lunedì 17 aprile 2006
| Lunedì dell’Angelo (B) – P |
| Letture: |
| At 2,14.22-32 |
| Salmo 15: «L'anima mia esulta nel Signore.» |
| Mt 28,8-15 |
Lunedì 17 aprile 2006 (messa parrocchiale, ore 11.00)
« La morte e la vita si sono affrontate in un prodigioso duello, dice la sequenza di Pasqua. Di fatto, anche le letture di oggi mi sembra che mettano in risalto questa lotta che cè sulla terra tra il male e il bene.
Cè anzitutto del male. Vi ricordo dalla prima lettura: voi lavete inchiodato sulla croce per mano di empi e lavete ucciso. Ecco la malvagità, anzi si direbbe la vittoria della malvagità. Nello stesso tempo Dio lo ha risuscitato. Ecco la vittoria del bene, la vittoria definitiva del bene.
Nel vangelo sono riportati due dialoghi: uno di bene, laltro di male.
Di bene il dialogo di Gesù con le pie donne che erano state al sepolcro. Queste donne erano tornate spaventate e gioiose contemporaneamente, con timore e gioia grande, dice il vangelo. Spaventate perché avevano visto il masso posto davanti alla tomba rotolato via e il sepolcro vuoto; ma gioiose perché avevano avuto la visione di angeli che avevano detto loro che quel Gesù che essi cercavano nella tomba era risuscitato. E Gesù appare loro e dice: Non temete – cerca di togliere dal loro animo lo spavento, la paura – Non temete (non abbiate paura) andate ad annunziare ai miei fratelli che vadano in Galilea e là mi vedranno. Ecco un discorso di bene.
E nello stesso tempo è riportato anche un dialogo malizioso. I capi del sinedrio, venuti a sapere della resurrezione di Gesù..., non è che riconoscano umilmente che avevano torto; non è che accettino la verità, ma con malizia, quella malizia e quella perfidia di cui parlavamo ieri, dicono ai soldati (danno loro una buona somma di denaro e dicono): Dichiarate: i suoi discepoli sono venuti di notte e lhanno rubato, mentre noi dormivamo. Ecco linganno, ecco la malizia.
Questa lotta tra il bene e il male vede partecipe anche Iddio stesso, nella lotta tra il bene e il male, tra gli uomini sulla terra, cè Dio stesso che qualche modo interviene. Certo, interviene soprattutto per fare vincere il bene; ecco perché dice Dio lo ha risuscitato; Egli è al mio fianco perché non vacilli.
Nello stesso tempo Dio è presente anche nel male. Ci può sorprendere un po questa cosa, però il testo sacro lo dice con chiarezza: dopo che, secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio, fu consegnato a voi, .... Quindi Dio non solo era a conoscenza, ma era un suo progetto, che Gesù fosse consegnato ai suoi avversari e venisse così inchiodato alla croce e ucciso. Rientrava nei suoi progetti. Allora Dio si serve – dobbiamo dire questo – si serve del male per fare il bene: la crocifissione e la morte di Gesù sarebbero state la causa della salvezza dellumanità. Ecco che egli quindi approfitta della malizia degli uomini per realizzare un bene.
Ma non solo sa trarre il bene dal male, ma sa mettere in risalto, in certo senso, laspetto buono che cè anche nel male. Io vi faccio notare, ad esempio, che se i capi religiosi di Israele, allora, avessero accettato che erano stati sconfitti e che Cristo era risorto; se Gesù risorto, anziché apparire a dei testimoni prescelti da Dio, come ci diceva ieri San Pietro, fosse apparso nel tempio di Gerusalemme, sulle piazze di Gerusalemme, sarebbe stata unovazione generale, un plauso generale, a lui, vittorioso della morte... Tutti, o quasi tutti, certamente si sarebbero convertiti immediatamente, a Gerusalemme.
Però, nel tempo, se voi ci pensate, questo avrebbe potuto apparire come una allucinazione generale, come un atto di fanatismo di tutto il popolo. Passate poche generazioni, forse tutto sarebbe caduto nel silenzio. Invece, il fatto che si siano opposti, e che si siano opposti anche... non solo uccidendo Gesù, ma si sono opposti anche ai discepoli di Gesù, quindi hanno poi processato anche i discepoli, hanno torturato anche i discepoli, hanno imprigionato anche i discepoli, ha dato modo ai discepoli di Cristo di dare testimonianza vera: la testimonianza del sangue.
Nella prima lettura di oggi noi leggiamo una testimonianza verbale, di Pietro, alla resurrezione di Cristo. Ma poi Pietro raggiungerà anche la croce e darà la testimonianza massima che, psicologicamente parlando, un uomo può dare: quello della propria vita, del proprio sangue. E come Pietro, gli altri apostoli e buona parte della prima generazione cristiana.
Questo ha dato modo a loro di rendere credibile il vangelo della resurrezione, perché noi crediamo volentieri a chi dà la vita per testimoniare che è vero ciò che afferma. Non sarebbe stato altrettanto se non avessero potuto dare questa testimonianza; se, anzi, data la resurrezione di Gesù e la fede generale in questa resurrezione, gli apostoli fossero stati oggetto di vantaggi, di privilegi, di onori, eccetera.
Quindi Dio interviene. Interviene per dare aiuto ai buoni – diciamo così – a compiere il bene, per dare le motivazioni di questo bene, risuscitando Gesù. Ma interviene anche perché sa trarre il bene dal male e sa mettere in risalto gli aspetti buoni anche del male.
E noi?
Noi siamo venuti al mondo e ci siamo trovati in questa lotta tra il bene e il male, non colpevoli di tutta la malizia, la cattiveria, le violenze che cerano nel mondo; non meritevoli del bene che cera nel mondo, e soprattutto della fede cristiana che lambiente familiare e la comunità parrocchiale ci hanno istillato, del battesimo che abbiamo ricevuto. Noi, quando siam venuti al mondo, non eravamo né colpevoli né meritevoli di niente. Né del male, né del bene. Però crescendo, anche noi prendiamo parte al bene o al male. E forse delle volte al bene e più volte al male.
Allora noi dobbiamo imparare questo: che non ci sono in noi... (perché questa impressione ci può essere), non ci sono in noi due vite parallele, la vita naturale e quella soprannaturale; quella di uomini e quella di figli di Dio, che camminano sempre parallele come i binari di una linea ferroviaria. No! Noi abbiamo ununica vita, ununica vocazione, un unico destino. E allora linferiore deve tendere al superiore, la vita naturale a quella soprannaturale. Dio ha fatto nascere la vita dalla morte; ha fatto ascendere al cielo Gesù che era disceso nelle viscere della terra. Cioè, la nostra vita naturale deve essere ordinata a quella soprannaturale e non dico che il tempo e le energie che dedichiamo alla vita naturale debbano essere inferiori a quelli che dedichiamo alla vita soprannaturale, no. Perché ci sono anche le esigenze della vita naturale. Però, dovremmo essere capaci, in grado, di ridurle al minimo le esigenze della vita naturale per tendere a fare della nostra vita uno splendore della vita soprannaturale in noi e della fede in Cristo risorto.
Tutte le nostre parole, tutta la nostra gioia, tutte le nostre azioni, tutto il nostro stile di vita, cioè, dovrebbe annunciare agli altri, a quelli che sono tentennanti nella fede e a quelli che non credono, che Cristo è risorto. E che la vita eterna attende noi. Non la morte, ma la vita eterna. E noi facciamo questo, appunto, se facciamo sì che anche quelle forze, quelle capacità, quelle doti, quei beni che abbiamo nella vita naturale tendano a questo, tendano ad annunciare la gioia della nostra fede, la gioia di sapere che Cristo è risorto e noi con lui.
Diceva la preghiera di oggi: O Dio, concedi ai tuoi fedeli di esprimere nella vita il sacramento che hanno ricevuto nella fede. Così sia.
Sia lodato Gesù Cristo. »
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