Domenica 8 maggio 2005
| VII domenica di Pasqua (A) – III |
| Ascensione del Signore |
| Letture: |
| At 1,1-11 |
| Salmo 46: «Ascende il Signore tra canti di gioia.» |
| Ef 1,17-23 |
| Mt 28,16-20 |
Domenica 8 maggio 2005 (messa parrocchiale ore 10.30)
« Come prima lettura abbiamo letto l’inizio del libro "Atti degli apostoli" perché è la pagina che, meglio di ogni altra, ricorda l’evento che celebriamo oggi: l’ascensione di Gesù al cielo.
Iniziando il libro "Atti degli apostoli", Luca dice che nel primo libro ha trattato di tutto quello che Gesù fece e insegnò dal principio. Anzitutto sottolineo questo fatto: Gesù prima fece e poi insegnò. Insegnò quello che fece. E’ un motivo di umiliazione per noi, almeno parlo per me, ma penso anche per molti di voi, che tante volte siamo più capaci di parlare che non di fare. Gesù prima ha fatto e poi ha insegnato.
Ha insegnato a chi? Ha insegnato a tutta la gente, al popolo, ha discusso coi capi religiosi o con le sette religiose, però ha insegnato soprattutto agli apostoli, al gruppetto di apostoli: in tre anni e mezzo ha fatto miracoli, ha predicato, ha viaggiato, ha camminato a piedi, però soprattutto ha raccolto intorno a sé, fin da principio, dodici e gli ha chiamati apostoli (che vuol dire "mandati"); San Marco dice che li ha scelti perché fossero sempre con lui, e per mandarli a predicare. Quindi li ha preparati, in tre anni e mezzo, in tante conversazioni che ha fatto con loro.
Ma non si è accontentato di questo: "Dopo avere dato istruzioni agli apostoli che si era scelti nello Spirito Santo, egli fu assunto in cielo. Egli si mostrò ad essi" (gli apostoli) "… dopo la sua passione, con molte prove, apparendo loro per quaranta giorni e parlando del regno di Dio". Quindi Gesù risorto non appare solo quelle alcune volte che gli evangeli ci ricordano (appunto, le apparizioni del risorto); si può dire che per quaranta giorni ha vissuto di nuovo coi suoi apostoli: "con molte prove, apparendo loro per quaranta giorni".
Diede istruzioni parlando del regno di Dio; parlando, cioè, della chiesa che doveva nascere e allargarsi per opera loro. Gesù ha fatto cogli apostoli, in quel periodo, quello che i rabbini facevano con chi voleva diventare loro discepolo. Quando uno chiedeva a un rabbino di diventare discepolo, il rabbino lo obbligava per quaranta giorni a seguire le sue lezioni; dopo poteva essere chiamato un esperto della bibbia, della legge dicevano allora, ma noi diciamo oggi della bibbia; e Gesù ha fatto altrettanto: dopo la predicazione dei tre anni e mezzo, ha fatto questo corso intensivo di quaranta giorni per i suoi apostoli, perché stava per affidare il regno di Dio a loro.
Tuttavia gli apostoli si sentivano impari alla missione che voleva affidare a loro. Dobbiamo pensare che, sì, Matteo e Giovanni certamente sapevano di lettere; anche gli altri sapevano leggere e scrivere perché le scuole elementari erano già obbligatorie allora, presso gli Ebrei, però erano poco istruiti…, avevano fatto i pescatori…, non è che fossero all’altezza della missione; ma Dio che… si diverte a prendere le cose che valgono poco per confondere quelle che credono di valere molto, di prendere i deboli per confondere i forti, di prendere gli stolti per confondere i sapienti della terra, aveva scelto loro. Li rassicura, però. Dice: "avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra". Questa frase, tra l’altro, ci dice che quindi la missione che affida a loro non è una missione solo personale loro, riguarda anche i loro successori, perché dovranno raggiungere i confini, "gli estremi confini della terra". E promette a loro il suo Spirito. Il suo Spirito scenderà, difatti, pochi giorni dopo ("fra non molti giorni sarete battezzati in Spirito Santo"), pochi giorni dopo scenderà, nella Pentecoste – e noi celebreremo domenica prossima la Pentecoste – e darà tale un coraggio, a questi apostoli, che saranno in grado di predicare con franchezza che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, Salvatore degli uomini.
Vi faccio anche notare che mentre domenica scorsa, mi sembra, avevamo detto qualcosa dello Spirito Santo come colui che avrebbe ricordato agli apostoli gli insegnamenti di Cristo, e li avrebbe portati alla verità tutta intera (cioè avrebbe dato a loro la possibilità di conoscere fino in fondo tutte le conseguenze degli insegnamenti di Cristo, di capirli bene), in questa pagina, invece, si parla dello Spirito Santo come colui che dà "forza" di testimoniare.
Mi viene in mente un’altra pagina della bibbia, presa dal vecchio testamento, quando Elia, il profeta Elia, il grande profeta Elia, avvilito, va al Sinai e dice al Signore: "Prendimi, perché io non sono migliore dei miei padri"; e Dio, però, non ascolta la sua preghiera; dice: "Torna sui tuoi passi e va a fare quello che devi fare, quello per cui io ti ho incaricato"; gli dice però anche una cosa: "Consacra Eliseo come profeta", cioè: fatti un discepolo, "torna nel territorio d’Israele, e col suo mantello, prendi il suo mantello e passando vicino a Eliseo lo percuoti col mantello" (il mantello era il segno del carisma profetico); e allora Eliseo è contento di questo; dà un grande banchetto di saluto ai familiari, agli amici, e segue Elia, diventa come l’ombra di Elia, per un po’ di tempo; poi Elia dice: "Guarda che io sto per partire da te, e non mi vedrai. Chiedimi quello che vuoi"; ed Eliseo dice: "Chiedo al Signore che mi dia i due terzi del tuo spirito"; Elia si volta e dice: "Sei stato esigente a chiedere i due terzi del mio spirito, tuttavia se mi vedrai quando salirò al cielo, allora i due terzi del mio spirito saranno tuoi"; e di fatti, poco dopo, passa un carro di fuoco, prende Elia, lo fa… lo assume in cielo; Eliseo vede l’ascensione di Elia al cielo e dopo è riempito dello spirito di Elia.
Avviene qualcosa del genere – è un fatto simile, non uguale – avviene qualcosa del genere per gli apostoli: vedono Gesù ascendere al cielo, poi si ritirano in preghiere insieme alla Vergine Santissima e lì ricevono lo Spirito Santo che li rende testimoni.
Noi in parrocchia celebriamo la festa di una testimone; perché oltre gli apostoli, e oltre i pastori, diciamo, della chiesa, i successori degli apostoli, tutti siamo chiamati a testimoniare la nostra fede; anzi, come diceva Paolo VI°, l’uomo d’oggi cerca più dei testimoni che dei maestri; e se cerca dei maestri è perché questi sono anche testimoni. Noi dobbiamo avere il coraggio di testimoniare la nostra fede, di vivere secondo il vangelo.
Sant’Eurosia non ha voluto rinunciare alla propria fede cristiana e farsi islamica, e soprattutto ha difeso la propria purezza, la propria castità, davanti ai soldati che la volevano violentare; e questi l’hanno uccisa con una scure; è stata così, una giovane ragazza, testimone, martire di Cristo. Che il Signore ci aiuti anche noi ad essere suoi testimoni, in vita e in morte (non so se toccherà fare la morte di Sant’Eurosia, facilmente no), ma in tutta la vita dovremo testimoniare la nostra fede, perché ormai la chiesa sarà la continuazione di Cristo sulla terra.
Vi leggo solo una frase dalla "Lumen gentium" – la "Lumen gentium" sarete… è un documento del Vaticano II° – e dice a un certo punto: "Per una analogia che non è senza valore, quindi, è paragonata al mistero del Verbo incarnato." (la chiesa) "Infatti, come la natura assunta…" (la natura umana) "… assunta serve al Verbo divino da vivo organo di salvezza, a lui indissolubilmente unito, così in modo non dissimile l’organismo sociale della Chiesa serve allo Spirito di Cristo che la vivifica, per la crescita del corpo" [cfr. Ef 4,16 – n.d.r.]. Cioè, come in Cristo avevamo l’uomo e il Dio, il Figlio di Dio, altrettanto nella chiesa c’è l’elemento umano e l’elemento divino; l’elemento umano siamo noi, l’elemento divino è lo Spirito Santo, quello visibile e quello invisibile; e si potrebbe dire che nella chiesa tutto opera lo Spirito, tutto operiamo noi: lo Spirito Santo opera attraverso di noi; ecco perché siamo impegnati ad essere testimoni credibili del Cristo e siamo impegnati a invocare continuamente lo Spirito Santo perché ci illumini e ci dia forza. Così sia.
Sia lodato Gesù Cristo. »
| < Prec. | Succ. > |
|---|






