17.4.2005

Liturgia - Prediche del Don
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Domenica 17 aprile 2005

IV domenica di Pasqua (A) – IV
S. Roberto
Letture:
At 2,14a.36-41
Salmo 22:
«Il Signore è il mio pastore:
non manco di nulla.»
1Pt 2,20b-25
Gv 10,1-10

Domenica 17 aprile 2005 (messa parrocchiale ore 10.30)

« Il brano che noi abbiamo letto come prima lettura quest’oggi è la continuazione del discorso che Pietro fece il giorno di Pentecoste, la cui prima parte abbiamo letto domenica scorsa. Domenica scorsa, forse voi lo ricorderete, Pietro aveva detto di Gesù che era un uomo buono che è passato facendo del bene a tutti; poi ha fatto un’accusa notevole alla gente che lo stava ascoltando: "Voi l’avete crocifisso per mano di empi e l’avete ucciso", e aggiunge: "Iddio, però, ha ricompensato il suo servo fedele risuscitandolo dai morti". Questa... in breve... quello che noi abbiamo letto domenica scorsa.

La conclusione di quello che abbiamo letto domenica scorsa la troviamo quest’oggi, perché, come dico, è la continuazione di quel discorso; e Pietro dice: "Sappia con certezza tutta la casa d’Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso!". Veramente, questi due epiteti: "Signore" e "Cristo" noi li troviamo anche già alla nascita di Gesù. Non so se voi bimbi ricordate, quando è nato Gesù, è apparso un angelo a dei pastori e ha detto: "Non temete, io vi annuncio una grande gioia che è per tutto il popolo: è nato per voi oggi nella città di Davide" – cioè a Betlemme – "un Salvatore che è Cristo Signore". Vedete? Sono le due parole che usa qui Pietro: Dio ha costituito Gesù Signore e Cristo... "quel Gesù che voi avete crocifisso".

Perché? Perché, già nascendo, il Figlio di Dio era destinato a diventare Cristo, il Signore degli uomini. Anche Signore è un nome divino, infatti tante volte, quando noi preghiamo Dio, diciamo: "il Signore"; "Cristo" vuole dire "il Messia", il Salvatore degli uomini promesso dai profeti antichi. Gesù, già dalla nascita, era destinato a diventare Cristo, ma con la sua crocifissione, morte e resurrezione è stato costituito da Dio: Cristo e Signore, Salvatore e Signore degli uomini; anche come uomo è diventato così.

Al sentire questo... "all’udire tutto questo, si sentirono trafiggere il cuore e dissero a Pietro e agli altri apostoli: "Che cosa dobbiamo fare, fratelli?"". Voi bimbi, prima di compiere un’azione, oppure quando vi alzate al mattino vi chiedete: che cosa dobbiamo fare? Ve lo chiedete? ... Secondo me no perché non rispondete... vuol dire che non vi chiedete mai quel che dovete fare. Ai genitori, al papà e alla mamma, chiedete delle volte "cosa debbo fare?"? Lo chiedete?
[un bimbo risponde qualcosa – n.d.r.] ...
[il Don – n.d.r.] Eh? Sì. Poi...? Fate il contrario di quello che vi dicono i vostri genitori... o no? O fate quello che vi dicono loro? Eh? No.
Allora, è una domanda che tutti dovremmo farci spesso; quando ci alziamo al mattino, quando dobbiamo fare delle scelte nella nostra vita... dovremmo sempre chiederci: che cosa dobbiamo fare?

E chi è che risponde? ... Beh, c’è anzitutto la propria coscienza. Vi faccio notare che appena prima aveva detto: "All’udire tutto questo si sentirono trafiggere il cuore". Beh, come "si sentirono trafiggere il cuore"? Una lancia, una spada ha trapassato il loro cuore? Secondo voi vuol dire quello? No. Cosa vuol dire? ... Cosa vuol dire "si sentirono trafiggere il cuore"? ... Il cuore non è soltanto quell’organo, quel muscolo che abbiamo qui, pieno di sangue, che manda il sangue a tutto il corpo in modo che abbiamo la vita; col nome cuore delle volte noi intendiamo la coscienza, l’intimo della persona, la sede dei sentimenti e delle scelte che noi facciamo; ecco, "si sentirono trafiggere il cuore" è questo cuore spirituale, diciamo così, si sentirono trafiggere. Trafiggere perché? Perché capirono che avevano fatto una cosa sbagliata uccidendo Gesù; e allora dicono: "Adesso che cosa dobbiamo fare?".

Allora, noi dobbiamo anzitutto interrogare la nostra coscienza, perché ciascuno di noi ha avuto da Dio la coscienza; la coscienza gli fa capire quello che è bene e quello che è male; quello che deve fare e quello che deve evitare di fare; noi abbiamo la coscienza anzitutto che ci dice questo; e allora, ecco, questa coscienza voi la potete interrogare sempre, ragazzi mie, eh? La potete interrogare sempre.

Vi racconto un fatto, un fatto che io lessi su un giornale, tempo fa; era un trafiletto, non era un vero e proprio articolo di giornale, ma che aveva scritto un signore che era stato presente al fatto che adesso vi racconto.

C’era in un parco di una città – adesso non mi ricordo quale città – c’erano dei bambini che stavano giocando; stavano giocando a nascondino, stavano comunque rincorrendosi, si nascondevano dietro ai cespugli e poi venivano trovati, si correvano dietro... gridavano... ridevano... giocavano... saltavano: erano contenti, tutti, giulivi. Però c’era, lì vicino, in mezzo al parco, anche una carrozzina con una bimba sopra, che si capiva dal viso che era piuttosto triste; era triste perché? Perché non poteva essere con gli altri bimbi a giocare, no? A un certo punto, però, una bimba di nome Roberta – il nome l’ha sentito il signore che ha scritto il trafiletto, vero, e ha messo, appunto, "un bell’esempio dai bambini", l’ha intitolato così – Roberta si avvicina alla carrozzina di questa bimba, e dice: "Che bei capelli che hai! E poi che occhi luminosi! Ma come sei bella!", le ha fatto tanti complimenti.
Gli altri bambini, le bambine soprattutto, sue amiche, dicevano: "Roberta, vieni dai! Cosa stai lì con quella lì?! Vieni a giocare con noi!". Roberta, però, ha preso la carrozzina e ha accompagnato la bimba nel parco, a visitare il parco e, in qualche modo, ha fatto compagnia a questa bimba.

Secondo voi, Roberta avrebbe desiderato giocare con gli altri bimbi? ... Beh, non sapete rispondere? Mi sembra che siano domande così facili...! Mah! ... Eh? Secondo voi desiderava giocare con gli altri bimbi?
[un bambino risponde – n.d.r.] Sì.
[il Don – n.d.r.] Sì. Sì: è logico. Se avesse ascoltato, cioè, la voce dell’egoismo avrebbe continuato a giocare con gli altri bimbi, non sarebbe andata da quella lì; se avesse ascoltato anche le amiche, avrebbe fatto così; invece ha ascoltato la voce della sua coscienza che le ha detto: lì c’è una bimba che ha bisogno di affetto, ha bisogno che io le faccia compagnia; ed è andata a far compagnia a questa bimba. E’ stata brava? E stata brava, eh? Perché ha ascoltato la voce della coscienza. Che cosa dobbiamo fare? Noi dobbiamo interrogare anzitutto la nostra coscienza per sapere quello che dobbiamo fare.

Ma poi c’è un’altra cosa, c’è un’altra fonte che ci dice quello che dobbiamo fare, ed è la parola di Dio: il vangelo. A riguardo della parola di Dio, la lettera agli Ebrei dice che è come una spada affilata a doppio taglio che penetra fin nell’intimità dell’essere, tra le ossa e le midolla, tra l’anima e lo spirito. Vedete? Trafigge proprio il nostro animo la parola di Dio, e ci fa capire quello che è bene, quello che è male; ci dice quello che Gesù ci ha insegnato.

All’inizio della Quaresima io ho detto – adesso vi faccio fare una confessione pubblica – ho detto a voi bimbi che leggevate, durante la Quaresima, i capitoli V, VI e VII di Matteo, leggendo tre versetti appena ogni giorno – ve bene – li leggevate tutti e tre. Gli avete letti? ... Eh? Gli avete... Oh, meno male! Qualcuno l’ha letto. ... Forse non tutti, eh? Ma se chiedessi ai grandi: tutte le mattine leggete un brano di evangelo? Ho paura che anche loro mi rispondano: mmm..., eh?
Noi dovremmo leggere il vangelo. Leggendo il vangelo, il vangelo ci insegna quello che noi dobbiamo fare. Che cosa dobbiamo fare? Gesù ce lo insegna; col suo esempio, con le sue parole, con i suoi insegnamenti, con le sue parabole, ci insegna quello che dobbiamo fare. Allora un’altra fonte che ci dice quello che dobbiamo fare è proprio la parola di Dio.

Poi, chi c’è ancora che ci può insegnare? ... Stanno per eleggere il papa nuovo, eh? Il papa di prima vi piaceva? ... Sì, è un peccato che sia morto, però è morto; allora morto un papa ne fanno un altro: adesso fanno un altro papa. Ci insegna il papa quello che noi dobbiamo fare? ... Sì. Però il papa, il papa di prima: Giovanni Paolo II°, ha girato molto. E’ mai venuto a Mandriolo? No. Allora, in ogni paese c’è qualcuno che ci insegna, eh? Io, è quello che sto cercando fare a voi adesso. Allora, i sacerdoti – i vescovi nelle diocesi, i sacerdoti nelle parrocchie – cercano di insegnare la parola di Dio, di spiegare la parola di Dio; e, ancora di più, ve l’insegnano quando voi andate a confessarvi: quando vi confessate, il sacerdote non vi dà qualche consiglio, qualche indirizzo, no? Dice: "Stai attento a non tirare il naso a tua sorella", non so... ti dice... qualcosa, eh?

Voi ascoltate il sacerdote? ... Sapete che tante volte – adesso non rivelo nessun segreto confessionale, lo dico così, genericamente – tante volte, quando chiedo: cosa avevi promesso l’altra volta a Gesù? ... Boh ... niente. Niente. Allora, cosa vi danno dei consigli a fare, se poi dopo voi non li mettete in pratica? Eh? O perlomeno li ricordate, eh? No, niente. Allora, noi dobbiamo ascoltare queste voci.

Ma poi voi avete più vicino a voi anche degli altri che vi consigliano, gli ho ricordati prima: i vostri ge... ni... ... I vostri genitori! I vostri genitori vi dicono... se voi chiedete alla mamma, vero, cosa debbo fare? La mamma vi dice... I genitori sono più saggi di voi (scusate, ma è così). Perché? Perché hanno più esperienza, conoscono meglio la vita, sanno quello che è giusto fare e quello che non è giusto fare.

Allora, noi dobbiamo chiederci che cosa dobbiamo fare, e abbiamo varie fonti che ci aiutano: la co... cosc... coscienza, la parola di... di Dio, il prete – diciamo così – i preti, in genere, no?, i genitori..., ne abbiamo della gente che ci insegnano che cosa dobbiamo fare! Eh? Eh, sì, ne abbiamo, parecchia...

A proposito, Pietro cosa risponde a "che cosa dobbiamo fare?"? ... Risponde: "Pentitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome del Gesù Cristo per la remissione dei vostri peccati. Dopo riceverete il dono dello Spirito Santo". Allora, dice tre cose: "Pentitevi", "fatevi battezzare", "riceverete il dono dello Spirito Santo", eh?

"Pentitevi": prima bisogna pentirsi. Pentirsi. Questo è un discorso che bisogna fare anche ai grandi, secondo me, perché, oltre che "Pentitevi", poco dopo dice: "Salvatevi da questa generazione perversa". Ecco, non crediamo che agendo secondo quella che è la mentalità del mondo noi siamo a posto, siamo dei bravi ragazzi, siamo delle brave persone, siamo dei galantuomini. No. Perché nel mondo c’è tanta cattiveria e tanto male e tante corruzioni; allora noi non dobbiamo guardare a quello che fa il mondo: "Salvatevi da questa generazione perversa". Sapete che Gesù, una volta, ha detto: "Io non prego per il mondo". Cosa voleva dire? Beh, non era venuto a salvare il mondo, Gesù? Cosa voleva dire "non prego per il mondo"? Non prego per quelli che sono mondani, per quelli che vogliono continuare a peccare, che voglio bene ai loro peccati, e hanno tutta l’intenzione di continuare a farli; io non prego per questa gente qui.

Allora prima di tutto bisogna riconoscere che noi siamo peccatori; il riconoscere di essere peccatori è la cosa fondamentale, perché se no, noi... noi... ci abituiamo a vivere in un determinato modo. Voi bimbi, ad esempio, adesso, non so... delle volte vi arrabbiate, delle volte disubbidite, delle volte non compite il vostro dovere, delle volte non pregate – va bene? – diciamo alcuni peccati: disubbidite, dite qualche bugia... Se voi correggete questi piccoli difetti – perché in voi sono piccoli: non sarà mai una bugia che porta un danno enorme a chissà chi, no – se voi non correggete questi piccoli difetti, quando sarete grandi quei difetti lì son diventati grandi; fan come le piante, che crescono, ecco, son diventati grossi, grossi difetti; e allora siete della gente bugiarda, falsa, siete della gente egoista, siete della gente superba, siete della gente che non guarda in faccia a nessuno, siete della gente pigra, non so..., perché pian piano la vita è fatta di abitudini: abbiam preso delle abitudini cattive e crediamo che sia giusto vivere così; mentre viviamo nel peccato. Quindi noi dobbiamo anzitutto pentirci del peccato, riconoscere che siamo dei peccatori, e pentircene.

Poi essere battezzati. Perché essere battezzati? Perché il battesimo – San Pietro stava parlando a delle persone adulte – il battesimo... quando han ricevuto il battesimo, sulla coscienza avevano vari peccati, tra cui quello di avere ucciso nostro Signore Gesù Cristo (è un peccato uccidere Gesù Cristo? ... Eh, direi anch’io, eh?, Eh! Allora...), quindi avevano già molti peccati, no? Per noi succede che il battesimo l’abbiam ricevuto tutti da piccoli, io credo, quelli che siamo qui dentro, no? Quindi non avevamo fatto dei peccati personali; avevamo solo il peccato originale, cioè non eravamo ancora figli di Dio, il battesimo ci ha costituiti figli di Dio.

Però, dopo, c’è un altro sacramento che toglie i peccati. Qual è? ...
[un bambino azzarda una risposta – n.d.r.] ...
[il Don – n.d.r.] Ah, è la cresima? ... La confessione. La confessione o riconciliazione, eh? Allora, bisogna che ci riconciliamo con Dio. Io dico a voi tutti – anche ai grandi – quello che San Paolo diceva ai cristiani di Corinto: "Vi supplico: lasciatevi riconciliare con Dio". Riconciliatevi con Dio. Ogni tante andate al sacramento della riconciliazione! Riconoscete il vostro peccato, pentitevene! E chiedete il perdono dei peccati! Mmm?

Perché il battesimo o la confessione ci rimettono il peccato? Perché, vedete, noi, al limite, siamo trafitti nel cuore, cioè nella coscienza, ma c’è uno che è stato trafitto nel cuore di carne, con una lancia. Chi è stato?
[un bambino – n.d.r.] Gesù.
[il Don – n.d.r.] Gesù. Gesù. Gesù è stato trafitto con una lancia nel costato, e gli ha squarciato il cuore, tanto che è uscito sangue e acqua. Mmm?

C’è stato il profeta Zaccaria che ha detto: "Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto" e San Giovanni quando narra, appunto, del soldato che gli ha trafitto il cuore, ricorda questa profezia; ma all’inizio del libro dell’Apocalisse, che parla delle ultime cose che avvengono, dice che la gente apparirà tutta davanti al Figlio dell’uomo "e si batteranno il petto ... e guarderanno a colui che hanno trafitto". Ecco, allora, prima di guardare a Colui che abbiamo trafitto, nel giorno del giudizio, guardiamoci prima, guardiamo prima Gesù, e riceviamo i suoi sacramenti; perché questi, poi, ci danno anche lo Spirito Santo.

Lo Spirito Santo... qui dice: "Dopo riceverete il dono dello Spirito Santo", non è un dopo temporale, è un dopo consequenziale, non so come dire; cioè: contemporaneamente, insieme al perdono dei peccati ci viene dato il dono dello Spirito Santo. Lo Spirito Santo, vedete, è come la luce in una stanza; la coscienza è il nostro occhio, che vede quello che è bene, quello che è male; però fate i conti che in una stanza... siamo di notte... è chiusa... non c’è una candela, non c’è una lampadina, non c’è niente; pian piano l’occhio si adatta e qualcosa riesce a vedere anche nel buio, però è abbastanza facile che urtiamo contro qualche mobile e che non vediamo tutto lo sporco che c’è nella casa o il disordine; è facile – no? – che succeda questo? O no? Eh?

Se accendete la lampadina... se accendete la lampadina, si illumina tutto... allora voi riuscite a vedere quello che c’è di bene e quello che c’è di male, quello che c’è di sporco e quello che c’è di pulito, quello che c’è in ordine e quello che è disordinato; riuscite a vedere questo.
Allora, la coscienza, illuminata dallo Spirito Santo, ci aiuta a pentirci dei nostri peccati, a vedere i nostri peccati, pentircene, e ci dà anche la forza e la gioia, poi, di vivere bene.

Il discorso di Pietro ha ottenuto un effetto notevole. Io non pretendo che il mio discorso ottenga un effetto così grande. Dice qui che "quel giorno si unirono a loro circa tremila persone": ha convertito tremila persone solo con quel discorso. E’ stata una bella pesca, eh? Adesso facciamo un’altra immagine: quella del pescatore. Vi ricordate quando invita Pietro a seguirlo, a diventare suo apostolo (Pietro, Andrea, Giacomo e Giovanni, i primi quattro)? Ha fatto fare la pesca miracolosa – no? – poi dopo dice a loro: "Venite e seguitemi"; e loro lascian lì la barca, le reti piene di pesci... lasciano lì tutto e seguono Gesù, perché dice Gesù: "Vi farò pescatori di uomini". Eh, è diventato un bravo pescatore San Pietro: ne ha pescati tremila sono in una giornata...! Eh?

Bene. Che il Signore ci aiuti, è vero, a convertirci davvero, eh?

Sia lodato Gesù Cristo. »