Lunedì 4 aprile 2005
| II settimana di Pasqua (A) – P |
| Annunciazione del Signore |
| Letture: |
| Is 7,10-14 |
| Salmo 117: «Eccomi, Signore: si compia in me la tua parola.» |
| Eb 10,4-10 |
| Lc 1,26-38 |
Lunedì 4 aprile 2005
Sagra titolare della parrocchia della “Santissima Annunziata” in Mandriolo.
(Messa parrocchiale ore 19.30)
« Mi perdonerà, credo, Maria Santissima se parlerò soprattutto del papa Giovanni Paolo II°.
Da molte conferenze episcopali e anche da capi di stato è giunta in Vaticano la petizione perché venga chiamato "il grande". Quindi dopo San Leone Magno (nel V° secolo), San Gregorio Magno (nel VII° secolo), abbiamo anche ai nostri tempi, eventualmente (è possibile che questo avvenga), un Giovanni Paolo "Magno". Certo, quando lo canonizzeranno – perché secondo me verrà canonizzato – il titolo "dottore della chiesa" non glielo toglierà nessuno. Si è dimostrato un papa dall’intelligenza poliedrica, un’intelligenza astratta capace di sviscerare dei concetti non sempre semplici – vi basti ricordare, ad esempio, l’"Evangelium vitae", la "Veritatis splendor", la "Fides et ratio" – per dire quanto è stato profondo nel suo pensiero questo papa, capace forse di dire una parola definitiva nei riguardi della post–modernità e della secolarizzazione di tipo laicista.
Un grande papa sotto questo aspetto, ma anche un’intelligenza pratica: io vi ricordo il suo feeling, ad esempio, coi giovani. Ha dimostrato di sapere usare la gestualità dei giovani; ha detto, a Toronto: "Voi giovani avete il diritto di godere la vita e di cercare la gioia nella vita". Mentre però ha affermato questo, ha anche fatto leva, sempre, nei suoi discorsi, sulla grande idealità e generosità dei giovani. Ha saputo, cioè, cogliere quello che c’è di positivo nei giovani e far leva su quello. Ecco perché è riuscito ad innamorarli tanto. Noi delle volte sbagliamo quando crediamo di attutire, modernizzare la morale cristiana... perché se no questi giovani ci scappano tutti... no: egli ha sempre dato a loro degli ideali alti, esigenti; e in questo ha dimostrato anche intelligenza.
Ha dimostrato intelligenza quando, ripercorrendo la storia della chiesa, è stato capace di andare all’università di Pisa a chiedere perdono, in certo senso, della condanna di Galileo; quando ha ribadito che il darwinismo non è contrario alle idee bibliche della rivelazione; soprattutto quando ha chiesto perdono, prima di tutto a Demetrio, il patriarca di Costantinopoli, subito dopo, si può dire, la sua elevata nomina al soglio pontificio, nel ’79; poi ancora più notevole quello che ha fatto con gli Ebrei durante l’anno santo del 2000; e nell’anno santo del 2000 ha chiesto perdono in vari modi dei torti che eventualmente i cristiani, i figli della chiesa, hanno fatto agli altri.
Ha dimostrato grande umiltà, una grande saggezza, grande intelligenza. Poi, voi tutti credo siate stati ammirati della grande forza d’animo, coraggio, volontà indomita che aveva questo papa. Era così proprio perché, secondo me... un po’ è dipeso dalle vicissitudini della sua vita (ha perso la mamma che era ancora un bimbo; ha perso poco dopo un fratello in età giovane; aveva poco più di vent’anni quando ha perso il papà che era stato un esempio di fede per lui; ha subito il nazismo e il comunismo; ha dovuto operare in modo clandestino per riuscire, e questo non ha fatto altro che rinforzare la sua volontà), però dobbiamo riconoscere che è uno che ha cercato di godere la vita (era attaccatissimo alla vita), di provare tutto quello che poteva provare; però nello stesso tempo è uno che ha gioito della vita, ma ha saputo vedere anche nella luce della fede, con tanta pazienza, le tante sofferenze fisiche che ha avuto durante il suo pontificato, a cominciare dal 1981 quando è stato ferito. E noi ammiriamo, quindi, questo papa.
Mi sembra che anche Maria Santissima – ancora più che questo papa, secondo me: Maria Santissima dovrebbe essere un po’ più santa anche del papa... – ha avuto un po’ gli stessi atteggiamenti. Io ho sempre pensato (ma non so se dico un’eresia...) che quando Maria Santissima dice all’angelo: "Come è possibile? Non conosco uomo" era un’obiezione fasulla, si per sé, perché era promessa sposa a un uomo di nome Giuseppe; quindi di lì a poco avrebbe avuto rapporti con un uomo, non era impossibile. E’ segno evidente che ella aveva, come dicono i vangeli apocrifi, consacrato la sua verginità a Dio; e allora, che non abbia pensato in quel momento: "Ma, sarà veramente una rivelazione divina... o una suggestione, una tentazione diabolica, questa?"; poi, avute spiegazioni, sapendo il modo con cui Dio avrebbe realizzato la sua maternità, è pronta, è decisa: Eccomi, sono la serva del Signore! Magari avvenisse in me quello che hai detto!
Maria, poi... io faccio notare che ieri sera, mi sembra a "Porta a porta", però, insomma, in una trasmissione televisiva, è stata detta una inesattezza: nel concilio Vaticano II°, nella "Lumen gentium", nel capitolo VIII°, si parla molto bene della Madonna, se ne fan le lodi e appare, nel disegno della salvezza di Dio, una creatura eccezionale, certamente; però i padri conciliari non han voluto dare a lei il titolo di "Madre della chiesa"; han detto che è stato il papa Giovanni Paolo II° a fare questo. Non è vero: è stato Paolo VI°. Paolo VI°, nella "Marialis cultus", proclama Maria "Madre della chiesa" e dice che questa maternità – sempre nella "Marialis cultus" – in Maria Santissima continua anche ora, dal cielo; interviene intercedendo presso Dio perché siano concesse quelle grazie che fanno sì che ciascuno possa salvarsi. I suoi interventi nella storia umana, con tutte le apparizioni della Madonna avvenute in questi duemila anni, dicono con quanta attenzione, con quanta cura materna, con quanto amore Maria Santissima fa questo.
Ora noi vogliamo suffragare l’anima del papa Giovanni Paolo II°, ma vogliamo anche pregarlo, perché secondo me è più in grado di pregare lui per noi che non noi per lui; vogliamo pregarlo perché continui ad assistere questa chiesa in momenti così difficili; e mi piace farlo con le parole che ha usato Fabrizia, ieri: "Ma non ci dimenticherai, perché... [commosso – n.d.r.] troppo ci hai voluto bene, troppo ti sei profuso perché il germe del bene attecchisse nei nostri cuori. Quindi, ora, nell’aldilà, credo starai supplicando Dio di provarci Lui a continuare in quell’opera che, a te, non è riuscita appieno. Tieni le tue grandi mani stese sul mondo, e noi lo avvertiremo sempre, perché non ti dimenticheremo".
Così sia.
Sia lodato Gesù Cristo.
Chiediamo al Signore anche di avere la stessa fiducia in Maria che avuto il papa Giovanni Paolo II°: voi sapete che ha scelto come suo stemma un’emme e la frase "Totus tuus" – che è di San Luigi Grignion de Montfort in un libretto: "Consacrazione a Maria" – ed era devotissimo alla Madonna; era capace... è stato capace di lavorare molto ma anche di pregare molto: era capace di recitare, mi dicono, anche fino a cinque–sei rosari al giorno. Ecco, chiediamo al Signore che dia a noi la stessa fiducia in lui e in Maria che ha avuto il papa Giovanni Paolo II°. Preghiamo. »
| < Prec. | Succ. > |
|---|






