Mandriolo nella rete

Unità pastorale di Mandrio, Mandriolo e San Martino (Vicariato III - Correggio, RE)

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30.1.2005

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Domenica 30 gennaio 2005

IV domenica del tempo ordinario (A) – IV
Ss. Martina e Giacinta
Letture:
Sof 2,3; 3,12-13
Salmo 145:
«Beati i poveri in spirito.»
1 Cor 1,26-31
Mt 5,1-12

Domenica 30 gennaio 2005 (messa parrocchiale ore 10.30)

« Quest’oggi non vi faccio la predica perché la faccio fare a Raoul Follerau, l’“apostolo dei lebbrosi” che è morto nel 1977 e poco prima di morire ha scritto una specie di lettera–testamento ai giovani. Anche se non tutti siamo ancora giovani, credo che vada bene per tutti, anche i meno giovani, appunto.

“““Giovani di tutto il mondo, o la guerra o la pace sono per voi. Scrivevo venticinque anni fa: “O gli uomini impareranno ad amarsi o, infine, l’uomo vivrà per l’uomo o gli uomini moriranno.
Tutti e tutti insieme.
Il nostro mondo non ha che questa alternativa: amarsi o scomparire.
Bisogna scegliere. Subito. E per sempre”.
Ieri, l’allarme. Domani, l’inferno.
I Grandi – questi giganti che hanno cessato di essere uomini – possiedono, nelle loro turpi collezioni di morte, 20.000 bombe all’idrogeno, di cui una sola è sufficiente per trasformare una metropoli in un immenso cimitero. Ed essi continuano la loro mostruosa industria producendo tre bombe ogni 24 ore.”””
– allora era così, adesso non so... però sentiamo di tanti popoli, che sono anche alla fame, ma che hanno costruito, o cercano di costruire, bombe atomiche –
“““L’Apocalisse è all’angolo della strada.
Ragazzi, ragazze di tutto il mondo, sarete voi a dire “NO” al suicidio dell’umanità.
“Signore, vorrei tanto aiutare gli altri a vivere”.
Questa fu la mia preghiera di adolescente. Credo di esserne rimasto, per tutta la mia vita, fedele...
Ed eccomi al crepuscolo di una esistenza che ho condotto il meglio possibile, ma che rimane incompiuta.
Il Tesoro che vi lascio è il bene che io non ho fatto, che avrei voluto fare e che voi farete dopo di me.
Possa solo questa testimonianza aiutarvi ad amare.
Questa è l’ultima ambizione della mia vita e l’oggetto di questo “testamento”.

Proclamo erede universale tutta la gioventù del mondo.
Tutta la gioventù del mondo: di destra, di sinistra, di centro, estremista; che mi importa!
Tutta la gioventù: quella che ha ricevuto il dono della fede, quella che si comporta come se credesse, quella che pensa di non credere.
C’è un solo cielo per tutto il mondo.
Più sento avvicinarsi la fine della mia vita, più sento la necessità di ripetervi: è amando che noi salveremo l’umanità.
E di ripetervi: la più grande disgrazia che vi possa capitare è quella di non essere utili a nessuno, e che la vostra vita non serva a niente.

Amarsi o scomparire.
Ma non è sufficiente inneggiare a: “la pace, la pace”, perché la pace cessi di disertare la terra.
Occorre agire. A forza di amore. A colpi d’amore.
I pacifisti con il manganello sono dei falsi combattenti. Tentando di conquistare, disertano. Il Cristo ha ripudiato la violenza, accettando la Croce.
Allontanatevi dai mascalzoni dell’intelligenza, come dai venditori di fumo: vi condurranno su strade senza fiori e che terminano nel nulla. Diffidate di queste “tecniche divinizzate” che già San Paolo denunciava. Sappiate distinguere ciò che serva da ciò che sottomette.
Rinunciate alle parole che sono tanto più vuote quanto sonore.
Non guarirete il mondo con dei punti esclamativi.
Ciò che occorre è liberarlo da certi “progressi”
””” – fra virgolette – “““e dalle loro malattie, dal denaro e dalla sua maledizione.
Allontanatevi da coloro per i quali tutto si risolve, si spiega e si apprezza in rapporto ai biglietti di banca.
Anche se sono intelligenti, essi sono i più stupidi di tutti gli uomini.
Non si fa un trampolino con una cassaforte.
Bisognerà che dominiate il potere del denaro, altrimenti quasi nulla di umano è possibile, ma con il quale tutto marcisce.
Esso, corruttore, diventi servitore.
Siate ricchi della felicità degli altri.
Rimanete voi stessi. E non un altro. Non importa chi. Fuggite le facili vigliaccherie dell’anonimato.
Ogni essere umano ha un suo destino. Realizzate il vostro, con gli occhi aperti, esigenti e leali.
Niente diminuisce mai la dimensione dell’uomo.

Se vi manca qualcosa nella vita è perché non avete guardato abbastanza in alto.
Tutti simili? No. Ma tutti uguali e tutti insieme!
Allora sarete degli uomini. Degli uomini liberi.
Ma attenzione!
La libertà non è una cameriera tuttofare che si può sfruttare impunemente. Né un paravento sbalorditivo dietro il quale si gonfiano fetide ambizioni.
La libertà è il patrimonio comune di tutta l’Umanità.
Chi è incapace di trasmetterla agli altri, è indegno di possederla.
Non trasformate il vostro cuore in un ripostiglio: diventerebbe presto una pattumiera.
Lavorate. Una delle disgrazie del nostro tempo è che si considera il lavoro come una maledizione. Mentre è redenzione.
Meritate la felicità di amare il vostro dovere.
E poi, credete nella bontà, nell’umile sublime bontà.
Nel cuore di ogni uomo ci sono tesori d’amore. Spetta a voi scoprirli.

La sola verità e amarsi.
Amarsi gli uni con gli altri, amarsi tutti. Non a orari fissi, ma per tutta la vita.
Amare la povera gente, amare le persone felici (che molto spesso sono dei poveri esseri), amare lo sconosciuto, amare il prossimo che è ai margini della società, amare lo straniero che vive vicino a voi. Amare.
Voi pacificherete gli uomini solamente arricchendo il loro cuore.

Testimoni troppo spesso legati al deterioramento di questo secolo (che fu per poco tempo così bello), spaventati da questa gigantesca corsa verso la morte di coloro che confiscano i nostri destini, asfissiati da un “progresso” folgorante, divoratore ma paralizzante, con il cuore frantumato da questo grido “ho fame!” che si alza incessante dai due terzi del mondo, rimane solo questo supremo e sublime rimedio:
essere veramente fratelli.

Allora ... domani?

Domani, siete voi.

(Raoul Follerau)”””

È a questo punto che io rileggo la profezia, il brano di Sofonìa che abbiamo letto come prima lettura.

“Cercate il Signore voi tutti, poveri della terra, che eseguite i suoi ordini; cercate la giustizia, cercate l'umiltà, per trovarvi al riparo nel giorno dell’ira del Signore.
Farò restare in mezzo a te”
– Israele – “un popolo umile e povero; confiderà nel nome del Signore il resto d’Israele. Non commetteranno più iniquità e non proferiranno menzogna; non si troverà più nella loro bocca una lingua fraudolenta. Potranno pascolare e riposare senza che alcuno li molesti”.

È anche il messaggio delle beatitudini. Mi dicono, ho letto, che nell’Africa e nell’America latina sono sorte e stanno sorgendo delle comunità cristiane che cercano di praticare il vangelo come faceva la prima comunità di Gerusalemme: mettendo insieme quello che hanno, aiutandosi a vicenda, volendosi bene concretamente. Quasi, ogni comunità, come una grande famiglia.

Credo che anche per noi dell’Italia, dell’Europa, o ci decidiamo a realizzare radicalmente il vangelo di Cristo o siamo destinati a scomparire. Noi dobbiamo essere... un pugnetto di sale che dà sapore a tutto; dobbiamo essere un pugno di lievito che fa fermentare tutta la massa. Dobbiamo essere questo. Siamo una minoranza, restiamo minoranza. Ma una minoranza veramente cristiana. Così sia.

Sia lodato Gesù Cristo. »



 

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