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Unità pastorale di Mandrio, Mandriolo e San Martino (Vicariato III - Correggio, RE)

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19.5.2005. Funerale di Cecco

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19.5.2005. Funerale di Cecco
Preghiere dei fedeli
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Dalla messa esequiale celebrata per il funerale del confratello Francesco M.

19 maggio 2005, ore 15.30.
Chiesa parrocchiale di Mandriolo.
Presiede Don Guerrino Orlandini.

[Don Guerrino Orlandini – n.d.r.]

« Ci stringiamo in preghiera attorno al nostro carissimo fratello Francesco per cantare quella fede che ha sostenuto tutta la sua vita e che è diventata così operosa mediante la carità; luminosamente operosa mediante la carità; sostenuta da quella speranza che lo Spirito Santo pone in noi fin dal battesimo e che lo Spirito Santo ha tenuto sempre così viva in lui, in Francesco.

19 maggio 2005. Funerale del nostro caro confratello Cecco M. 19 maggio 2005. Funerale del nostro caro confratello Cecco M.

Siamo qui a cantare la resurrezione di Cristo, pegno e garanzia della nostra futura resurrezione, della sua, della nostra resurrezione. Come Cristo è in Cristo morto, Francesco, come Cristo, in Cristo risorgerà. Questa la certezza che vogliamo cantare, la fede in cui ha profondamente creduto.

...

O Dio, fonte di misericordia, di perdono e gioia eterna dei tuoi santi, concedi al nostro carissimo Francesco, a cui diamo oggi l’estremo saluto, di entrare in paradiso insieme con i tuoi eletti, e fa che nel giorno della resurrezione possa presentarsi davanti a te trasfigurato nella sua carne mortale. »

[Predica – n.d.r.]

« Quando ci ha narrato le sue parabole, Gesù ha voluto trasmetterci un messaggio; ma molto spesso nella parabola troviamo l’immagine di Cristo, quasi che narrando la parabola faccia il suo ritratto. E questo è molto evidente soprattutto in questa parabole detta comunemente "del buon Samaritano".

Chi è questo buon Samaritano? Chi è questo vero Samaritano? E’ Cristo Gesù, il Figlio di Dio, che vedendo lo stato miserando nel quale è ridotta l’umanità per causa del peccato è sceso (non da cavallo) dal cielo. E’ sceso, e si è fatto vicino alla creatura umana. Avete notato, nel vangelo, quel Samaritano scende, si fa vicino a quel povero uomo che era in mezzo alla strada, che poi era un suo nemico, perché lui era un Samaritano, quello era un Giudeo: non correva buon sangue, ma [...] si fa vicino, e lo cura.

Ecco il Figlio di Dio che si è fatto vicino alla creatura umana e ci ha curato, non con olio e vino: in posto del vino il suo sangue; in posto dell’olio il dono dello Spirito, l’unzione dello Spirito. Ci ha purificati, guariti col suo sangue, santificati col suo Spirito. Ma non solo: avete sentito, il Samaritano si è caricato sulle spalle quel povero uomo, e poi l’ha posto sul giumento, sul cavallo, per portarlo al sicuro. Se l’è caricato sulle spalle. Ecco, il Figlio di Dio che si è fatto carico del peso del nostro peccato, delle nostre miserie; l’ha preso su di sé e ci ha portati al sicuro, non in una locanda qualsiasi, nella sua chiesa. Ci ha portati al sicuro nella sua chiesa. E ha pagato come il Samaritano, ha pagato, e anche il Figlio di Dio ha pagato; non con oro e argento, col suo sangue, dando la vita per noi.

Ecco, in questo Samaritano noi scorgiamo il ritratto di Gesù. Gesù ha fatto un po’ il suo ritratto, ed è un ritratto dal quale sono rimasti affascinati tanti, tanti, durante i duemila anni della storia della chiesa. Pensate quanti santi si sono fatti "buon Samaritano"! Quanti uomini, donne, hanno riprodotto in sé l’immagine del buon Samaritano.

E tra questi mettiamo il nostro Francesco. Non ha fatto opere straordinarie come hanno fatto certi Samaritani eccezionali (pensate a Madre Teresa di Calcutta, Padre Pio...), non ha fatto opere straordinarie, però è stato buon Samaritano nello spirito; ha riprodotto in sé l’immagine del buon Samaritano. Il desiderio e la gioia di farsi vicino all’ammalato, al sofferente, a chi è povero, a chi ha bisogno, qualsiasi tipo di sofferenza...; quasi veniva attratto laddove c’era la malattia, la sofferenza, per prodigarsi, per dare tutto quello che poteva, ma soprattutto farsi vicino. Farsi vicino, far sentire il calore dell’amicizia, dell’amore.

19 maggio 2005. Funerale del nostro caro confratello Cecco M. 19 maggio 2005. Funerale del nostro caro confratello Cecco M.

Questo l’ho notato quando la comunità lo ha proposto come ministro straordinario della Santa Comunione, e l’ho messo tra i tanti ministri (sono più di milleduecento i ministri straordinari della Santa Comunione). Francesco in questo numero di buoni Samaritani che si fanno vicini agli ammalati per portare loro l’Eucaristia, ma non solo l’Eucaristia, per portare loro il calore, l’affetto, l’amore della comunità, dei fratelli; aiutare l’ammalato, il sofferente a non sentirsi solo; a vedere che la sua solitudine è riempita da uno che crede fortemente all’amore. Ecco Francesco.

Da quando l’ho conosciuto, e l’ho conosciuto proprio nel momento in cui mi è stato presentato perché gli concedessi questa facoltà di essere ministro straordinario, da quando l’ho conosciuto l’ho sempre ammirato per questa sua disponibilità, per questa sua tenerezza verso l’ammalato, il sofferente. Ecco, ha incarnato la figura del buon Samaritano; è l’incarnazione della carità che Cristo ci ha proposto come primo massimo comandamento, ma una carità sostenuta dalla fede. Dietro tutti i gesti e gli itinerari di carità che ha compiuto c’era la sua fede, e con la fede la speranza, la speranza cristiana; quella speranza aveva che lo Spirito ha posto in lui [...] dal battesimo, ma che in qualche momento minaccia di attenuarsi. Francesco la sentiva verissima, e per questo era capace di infondere speranza, fiducia, agli ammalati, ai sofferenti; di dar speranza, perché era viva in lui questa speranza.

Rendiamo grazie a Dio che dona alla sua chiesa, al mondo, ancora di questi fratelli e sorelle che credono all’amore; che credono che il mondo ha bisogno di essere purificato, rinnovato; ma chi lo purifica e rinnova non sono né grandi iniziative... (ci vogliono anche queste): la forza dell’amore. La forza dell’amore. Con la forza dell’amore aiutiamo il mondo a essere un po’ più umano, a essere un po’ più simile a quel progetto che Dio, dall’eternità, ha pensato per il mondo, per l’umanità.

Grazie Francesco. Grazie di aver creduto così fortemente alla carità di Cristo e di essere diventato una immagine luminosa di Cristo. Che tu possa contemplare la gloria di questo Cristo nel quale hai così fortemente creduto e sperato. Amen. »


[Preghiere dei fedeli – n.d.r.]

« Pregheremo insieme così: Padre, ascolta la nostra preghiera. »

[Fedeli – n.d.r.]

« Perché l’esempio di Francesco, che ci ha lasciato nella carità, possa portare in noi frutti di vita eterna. Preghiamo. »

« Preghiamo per tutta la chiesa, perché sia sempre segno di sicura speranza per tutti i popoli, e la sua parola sia accolta con fede e con amore. Preghiamo. »

« La morte di Francesco ci rivela tutta la fragilità del corpo umano, ma sarà proprio lui che ha tanto amato la chiesa, ha tanto amato il Signore, ad asciugare ogni nostra lacrima. Per questo preghiamo. »

« Tu non abbandonerai la mia vita nel sepolcro, mi indicherai il sentiero della vita, gioia piena alla tua presenza, dolcezza senza fine alla tua destra. E’ con questa fiducia che Francesco ha vissuto dando alla nostra comunità una testimonianza di fede salda e gioiosa. Ed è sempre con questa fiducia che egli ha varcato la soglia della morte terrena per entrare nella dimora di Dio. Signore della vita, padrone dei nostri destini, Dio di misericordia, accogli questo nostro fratello nella pace e nella luce della tua gloria. Noi ti preghiamo. »

« La sofferenza è una perla preziosa agli occhi del Signore, e tu oggi, Francesco, presenti una collana di perla gradita al Signore. Noi ti preghiamo. »

« O Signore, ti affidiamo l’anima del nostro caro Francesco, uomo umile e semplice. Falla godere, insieme a te e alla Beata Vergine Maria, del banchetto eterno. Noi ti preghiamo. »

« Signore, accetta la nostra umile preghiera di ringraziamento per averci donato Francesco. Accoglilo nel tuo regno glorioso. Noi ti preghiamo. »

« Così dice il Signore: "Lo salverò, perché a me si è affidato; lo esalterò, perché ha conosciuto il mio nome. Mi invocherà e gli darò risposta; presso di lui sarò nella sventura, lo salverò e lo renderò glorioso". Noi ti preghiamo. »

« Maria Santissima, assisti e sostieni Anna e con lei tutti i famigliari della famiglia Magnani in questo momento di dolore, confidando in quello che il Signore ha sempre proclamato: la vita non è tolta ma trasformata. Noi ti preghiamo. »

[Adolfo – n.d.r.] « Francesco, per Maria Grazie e per me se stato come un secondo papà; per i nostri figli, come un secondo nonno; e come ogni buon papà e buon nonno ci hai testimoniato con l’esempio quotidiano la generosità verso gli altri, l’amore e l’attenzione verso il prossimo, la comprensione, l’accoglienza, la tolleranza, la pazienza. La tua grandezza di uomo e di cristiano è stata nei tuoi piccoli e semplici gesti di tutti i giorni, nelle tue piccole e semplici premure ed attenzioni che ci hai dedicato, nella tua costante preghiera per tutti noi. Tutte le piccole, semplici, ma grandi, cose che hai fatto resteranno sempre custodite nei nostri cuori come un tesoro prezioso.
Signore, per questi suoi meriti acquisiti in terra, noi ti chiediamo di accoglierle e ricompensare Francesco nella gioia e nella beatitudine eterna del cielo. Noi ti preghiamo. »

[Giorgio – n.d.r.] « Accogli, o Padre, nella tua misericordia, Francesco. Egli ha lavorato con fervore nella tua vigna, testimoniando la sua fedeltà all’Azione Cattolica nella dedizione quotidiana alla nostra comunità, sofferente accanto ai sofferenti. Riceva ora, tra le tue braccia, la ricompensa del servo buono e fedele. Ti preghiamo. »

[Gigliola – n.d.r.] « Francesco, tu che hai amato e servito i piccoli del vangelo possa essere accolto da loro nel regno dei cieli per ricevere la ricompensa. Per questo preghiamo. »

[Gianna – n.d.r.] « Francesco, noi oggi siamo tristi, sentiamo il vuoto che hai lasciato. Ci eravamo abituati alla tua presenza costante, discreta, ricca di dignità. Eravamo sicuri che tu ci saresti stato alla messa, all’adorazione, al vespro, al rosario, al consiglio pastorale, alla riunione; saresti stato dagli anziani, presso i malati, a portare l’Eucaristia, a conversare sul sagrato, alla processione, alla festa. Ascoltavamo le tue parole discrete, i tuoi ricordi, le tue belle storie, segni della grazia di Dio e del miracolo possibile. Ascoltavamo le tue preghiere piene di fede, i tuoi consigli le tue speranze. Tu c’eri, e con te il segno di una fedeltà umile e buona. Francesco, da qualche settimana notavamo il tuo banco disabitato; ci coglieva una mesta nostalgia.

19 maggio 2005. Funerale del nostro caro confratello Cecco M. 19 maggio 2005. Funerale del nostro caro confratello Cecco M.

Dicendoti il nostro vuoto, ci pare, però, di vedere i tuoi occhi buoni e sorridenti pronti a richiamarci e a chiarire così: Non mi sono allontanato da voi, da tutti voi – l’ho detto anche a Don Giancarlo – mi sono solo abbandonato pienamente tra le braccia di Dio Padre, e lui non è lontano, è nei vostri cuori, nelle vostre lacrime, nelle vostre speranze, nella vostra malinconia, ma anche nella vostra festa; e io, con lui, presso di voi.

Francesco, tu hai amato tanto questa parrocchia e la sua gente. Ad ogni messa fiorivano, benedette, le tue intenzioni, che oggi facciamo nostre, le esprimiamo insieme a te. Prega con noi, Francesco. Preghiamo per la nostra parrocchia: sia segno dell’amore grande di Dio tra gli uomini. Preghiamo.

Preghiamo per i nostri sacerdoti: siano santi come santi sono i misteri che essi ci donano. Preghiamo.

Preghiamo per gli ammalati, i sofferenti, gli anziani. Ricevano conforto, aiuto, speranza. Preghiamo.

Preghiamo per i cari defunti: possano godere con te il premio promesso ai giusti. Preghiamo.

Preghiamo perché il Dio presente nell’Eucaristia, capolavoro d’amore infinito, sia accolto con fede e gratitudine da ogni coscienza assetata di bene e di verità. Preghiamo.

Ringraziamo ora il Signore che ha reso così bella l’anima di Francesco, per cui ha seminato per mezzo di lui, tra noi, serenità e speranza. Preghiamo e ringraziamo. »

...

[Don Giancarlo Nasi – n.d.r.]

« Voi sapete che ho la lacrima facile, quindi spero di non commuovermi troppo, però voglio dire anch’io una parola nella morte e nella sepoltura, nel funerale di questo nostro carissimo Cecco.

Voi siete tutti consapevoli che non è scomparsa semplicemente una persona molto attiva e generosa nelle attività parrocchiali: è caduta una colonna, nella nostra parrocchia. Per questo... [piangendo – n.d.r.] voglio dire grazie. Grazie a Dio di averci donato Francesco, e grazie a Francesco per quel che è stato e ha fatto con noi e per noi.

Certo, ci mancherà molto il nostro Francesco. Mancheranno i suoi interventi nelle preghiere dei fedeli, sempre espressione di una fede profonda, convinta, genuina, e di una devozione sincera; mancherà il suo impegno per delle liturgie sempre più belle, sempre più partecipate, sempre più vissute; mancheranno i suoi interventi al consiglio pastorale, che quasi sempre finivano ricordandoci che per realizzare certi progetti dobbiamo pregare di più e pregare meglio; ci mancherà la sua capacità di dialogo con tutti, anche se qualche volta condita un po’ da... una certa ironia bonaria; mancheranno i suoi giudizi sulle situazioni, gli eventi, sempre ispirati alla fede e sempre enunciati con grande franchezza davanti a tutti; mancherà la sua bontà, la sua disponibilità ad ogni azione pastorale, purché fosse possibile a lui.

Ci mancherà la sua pazienza, una pazienza che perlomeno da vent’anni dura e che è giunta fino a dire più volte grazie al Signore per averlo chiamato a soffrire con lui, sempre certo dell’amore di Gesù per lui. Mancherà soprattutto la sua passione, il suo zelo, per gli ammalati che è andato a trovare, nelle case, nell’ospedale, nella casa protetta, nella casa della carità, portando a volte il conforto del pane eucaristico, ma certo sempre la consolazione della parola di fede.

E dobbiamo dire grazie a Dio anche dell’Anna, dell’Anna che ha servito per trent’anni il nostro Francesco, con un affetto e con una fedeltà senza pari; poi, del resto, credo che davanti a tutti noi l’Anna e Cecco rimangano come una coppia ideale cristiana. Anzi, a nome dell’Anna, e di tutti gli altri famigliari e parenti, voglio dire grazie a Monsignor Orlandini per averci onorato con la sua presenza e, avendo presieduto questa liturgia funebre, grazie ai sacerdoti concelebranti; grazie, un grazie grande grande, ai medici, al personale paramedico, che nell’ospedale e a casa hanno curato e assistito Francesco; grazie ai tantissimi che sono andati a trovare Francesco, segno evidente della grande stima, affetto e gratitudine di cui era oggetto il nostro Francesco.

19 maggio 2005. Funerale del nostro caro confratello Cecco M. 19 maggio 2005. Funerale del nostro caro confratello Cecco M.

Grazie a tutti voi che siete venuti numerosi a questa liturgia di commiato. E io mi ricordo, allora, di quelle parole – le ultime – che mi ha detto Francesco ieri l’altra sera, si può dire poche ore prima di morire: "Don, si ricordi che se anche dovessi morire io le sarò sempre vicino", e ha ripetuto: "sempre". [piangendo – n.d.r.] Grazie Francesco.

[Con parole rotte dal pianto – n.d.r.] Allora, noi sappiamo [...] vicino a tutti noi, e noi sappiamo che, anche se abbiamo perso un amico grande qui sulla terra, un valido sostegno della vita parrocchiale, abbiamo però un amico di più in cielo, che vigila su di noi e intercede per noi. Grazie anche per questo, Francesco. »

 

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