Domenica 11 gennaio 2009
| Battesimo del Signore (B) – P |
| Letture: |
| Is 55,1-11 |
| Salmo Is 12,2-6: «Attingeremo con gioia alle sorgenti della salvezza.» |
| 1Gv 5,1-9 |
| Mc 1,7-11 |
Chiesa di Mandriolo. Messa parrocchiale, ore 10.30.
![]() |
« Fermo la mia riflessione, e spero anche la vostra, sull’ultima frase del Vangelo che abbiamo letto. Avete sentito di Gesù che si è accomunato con i peccatori. Egli è stato simile a noi in tutto fuorché nel peccato. Nel peccato, ma con i peccatori, invece, andava d’accordo; e si mette in fila con gli altri peccatori perché sarà Lui a distruggere il peccato dell’uomo.
Quando Gesù viene battezzato – dice qui il Vangelo – subito, uscendo dall’acqua vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di Lui come una colomba e venne una voce dal cielo: “Tu sei il figlio mio, l’amato, in te ho posto il mio compiacimento”. Quindi sono tre segni che quegli è il Figlio di Dio.
Il primo è: uscendo dall’acqua vide squarciarsi i cieli.
Io mi son sempre interrogato, anche da bimbo, mi ricordo, cosa volesse dire “squarciare i cieli”, perché squarciare o... spaccare la terra è un conto, ma i cieli come fai a squarciarli? Son già squarciati, son già aperti, i cieli. A meno che non ci siano delle nubi che improvvisamente si allargano e lasciano vedere un fazzoletto di cielo azzurro; oppure, non so, sia diventato di blu cobalto un pezzo, un punto del cielo, e allora il cielo si è squarciato; oppure, penso io, più facilmente, un raggio di luce intensa che ha illuminato Gesù in quel momento.
Perché squarciare i cieli? Perché realmente Israele, il popolo di Israele, che è il popolo che riceve le promesse, le profezie, eccetera, erano alcuni secoli – tre o quattro secoli – che non avevano più profeti, e dicevano gli Ebrei: – Ma il Signore si è irritato grandemente verso di noi perché abbiamo peccato, perché non abbiamo osservato i suoi comandamenti, l’alleanza... Ma non... ci sarà questo momento di ira del Signore...? Vuole essere adirato con noi per sempre...?
E aggiunge, un profeta anonimo (le cui profezie, però, son state messe nel libro di Isaia): – O, se Tu squarciassi i cieli e scendessi in mezzo a noi!
Ebbene, Dio ha ascoltato questa voce ed è venuto in mezzo a noi, e si è fatto nostro compagno di viaggio, e ha abbracciato tutte le nostre miserie, i nostri limiti, tutti, all’infuori, appunto, del peccato. Applicheremo poi questo anche ai vostri bimbi. [Alla messa sono stati invitati tutti i bambini, e relativi genitori, battezzati nel corso del 2008 - n.d.r.]
Secondo segno: lo Spirito discende verso di Lui come una colomba.
La colomba è, indubbiamente, un animale mite, non aggressivo assolutamente, direi simbolo della semplicità, della trasparenza, ma non certo dell’aggressività. Gesù dirà ai suoi: – Siate semplici come le colombe e astuti come i serpenti. Quindi bisogna mettere insieme queste due cose: essere astuti come i serpenti ma semplici come le colombe. Personalmente mi sento di poter dire che la cosa più importante è che siamo semplici come le colombe, perché dei furbi o dei furbastri al mondo ce ne sono fin troppi, e non è la malizia quella che può avvicinare agli altri, mentre la mitezza sì.
Vi dico questa cosa qui, personale. Una volta, verso mattina, sentivo un tubare di colombi lì vicino... dicevo: – Ma, dove son venuti, sul davanzale della finestra? Perché normalmente lo scuro di destra è chiuso e quindi tra i vetri e lo scuro c’è uno spazio. Infatti, mi alzo, guardo: ci sono due colombi, un maschio e una femmina che sono lì che si fanno i complimenti e... hanno portato lì tutti degli stecchetti, dei fili, da fare il nido. Allora io ho aperto la finestra, ... i due colombi son volati via, e ho buttato via il loro nido, o quegli stecchetti che sarebbero serviti a loro per nido. La femmina, dei due, è venuta lì sul davanzale e ha brontolato contro di me... faceva dei versetti, come dire: – Ma... ma quello è il mio nido! Ma dove metto i miei piccoli adesso? Però non mi ha assolutamente beccato o fatto qualcosa, insomma, di... insolente e di cattivo. La colomba è così.
Noi la vediamo nella Bibbia, si può dire già nell’atto della creazione – vedete che anche qui mette insieme Spirito e la colomba, eh? – perché nell’atto della creazione, quando Dio comincia a creare, dice che il suo Spirito aleggiava sulle acque. Se aleggiava era come... un uccello, e... pensiamo alla colomba. Certo, il momento in cui la colomba diventa simbolo della pace e la fine del diluvio, quando Noè manda fuori la colomba – che aveva già provato una settimana prima – e viene (la colomba) con un ramoscello di olivo in bocca, e diventano questi, tuttora, simbolo di pace.
E’ molto importante questa pazienza, questa mitezza. Vi faccio notare che quando San Paolo, nella prima ai Corinzi, scrive tutte le caratteristiche della carità, la prima che mette in risalto è questa: la carità è paziente. Perché? Perché la pazienza, se voi ci pensate, è come il volto della nostra carità. Noi ci presentiamo anzitutto così: se siamo pazienti o non pazienti. E se uno non è paziente è facile che giudichiamo: – Guarda come è cattivo quell’uomo lì! E magari è molto generoso, ha altre caratteristiche della carità, forse ancora più importanti della pazienza, ma la pazienza è il viso con cui noi ci presentiamo agli altri. Quando voi conoscente una persona, la prima volta che, appunto, la conoscete, cosa fate? Guardate il viso: il viso, gli occhi e questa roba; poi, dopo, vengono anche le altra capacità interiori, di intelligenza, di generosità, di amore, di pazienza, eccetera, però la prima cosa è il volto, e il volto della carità è la pazienza: “Beati i miti perché possiederanno la terra”, dice Gesù nelle sue beatitudini.
Terzo elemento: – “E venne una voce dal cielo: Tu sei il Figlio mio, l’amato, in te ho posto il mio compiacimento”.
Ecco, questa è l’espressione più... caratteristica della divinità di Cristo. “Tu sei il Figlio mio, il prediletto, in te ho posto il mio compiacimento”. Dio la dice anche – e l’ha detto – a ciascuno dei vostri figli quando è stato battezzato: “Questo è il figlio mio, l’amato, il lui ho posto il mio compiacimento”.
Perché diciamo così? Diciamo così perché... qual è la differenza tra il battesimo di Giovanni (il Battista) e il battesimo di Gesù? E’ una differenza grande, anche se nel rito esterno si assomigliano molto, sono l’uno uguale all’altro, ma nel battesimo di Giovanni ci sono degli uomini che, sentendosi peccatori, sono pentiti e vorrebbero essere purificati, ed esprimono questo desiderio di purificazione immergendosi nel fiume Giordano e uscendo dall’acqua. Ma l’acqua lava solo il corpo, non può far lavare anche l’anima. Ecco, allora, la grandezza del battesimo istituito da Cristo: prenderà pure l’acqua, ma uno è generato dall’acqua e dallo Spirito Santo. L’acqua è l’elemento esteriore del rito; lo Spirito Santo, invece, entra in noi e ci guarisce dal nostro peccato.
Il profeta Ezechiele ha fatto una bella profezia sul battesimo. Ha detto (è Dio che parla e dice): – “Io toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne. Metterò il mio spirito dentro di voi”. Ecco il battesimo di Gesù, quello che rende i vostri figli anche figli adottivi di Dio.
Allora, se vogliamo tirare qualche conclusione per noi, in modo particolare per i genitori dei bimbi che son stati battezzati l’anno scorso, la prima è questa: di ricordare che Dio ha squarciato i cieli per venire in noi, e allora noi dobbiamo essere grati a Dio. Abituate i vostri bimbi a dire “grazie”, anche agli uomini, ma anche a Dio; abituate i vostri bimbi non ad adattarsi supinamente alle... situazioni del mondo, però a saper dire grazie di quello che hanno ricevuto, più che... brontolare o imprecare per quello che non hanno. Devono essere grati a Dio.
In questo forse voi ricorderete quella specie di... testamento spirituale che scrisse il dottor Giorgio Rustichelli. Per sette volte dice “grazie” a Dio di quello che ha ricevuto, e non impreca contro Dio perché è tolto di mezzo da questo mondo, da questa vita, ancora giovane. Ecco, così è il cristiano vero, quello che sa dire grazie, che vive sapendo di essere sotto la protezione di un papà buonissimo, dolcissimo.
Poi, la colomba, la mitezza. Abituate i vostri bimbi a sapere perdonare, a sapere essere pazienti; non, anche qui, a soggiacere e a... sottomettersi ad ogni tipo, anche violento, che può esserci attorno a loro (un qualche amico, un qualche amichetto, un qualche vicino...), no. Però sarà ora che ci mettiamo a pensare bene a questo fatto del bullismo che esiste anche nei bimbi; bisognerà pure che... che... cambino, se non vogliamo che scompaia l’uomo dalla terra. La pazienza.
Ultima cosa: “Tu sei il figlio mio, l’amato, in te ho posto il mio compiacimento”. Ecco, dare grande importanza alla grazia che ha ricevuto nel battesimo e che viene rinnovata in lui nella riconciliazione e tutte le volte che noi lo riceviamo nella comunione. Dare molta importanza alla grazia di Dio. La tua grazia – dice un salmo – vale più della vita. Più della vita naturale vale la grazia, perché è una vita soprannaturale ed eterna: dalla vita naturale noi a un certo punto usciremo; la vita soprannaturale, la grazia di Dio, se noi vogliamo, non cessa più, sarà in eterno, e ci farà figli di Dio nel gaudio della comunione familiare in cielo.
Così sia. »
| < Prec. | Succ. > |
|---|







