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| 9-10.4.2005 |
| Domenica 10.4.2005 |
| Messa alla casa protetta |
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Domenica 10 aprile 2005 (messa parrocchiale ore 10.30)
« C’è qualche bimbo? ... Sì, qualcuno c’è. Se venite qui poi nei primi banchi quando venite in chiesa, io riesco a parlare meglio con voi.
Allora, la prima lettura da che libro è stata presa? Da che libro della bibbia è stata presa? ... Dalla Genesi? ... Dall’Apocalisse? ... Dalla lettera di San Paolo ai [...]? ...
[un bimbo risponde – n.d.r.] Dagli "Atti degli apostoli".
[riprende il Don – n.d.r.] Dagli "Atti degli apostoli" – eh? – dagli "Atti degli apostoli". Abbiam detto che nel periodo pasquale (adesso siamo nel periodo pasquale che va dalla Pasqua alla Pentecoste) non si legge un brano dei libri del vecchio testamento ma un brano del libro "Atti degli apostoli", che parlano della chiesa nascente, delle prime comunità cristiane fondate dagli apostoli. Il brano che noi abbiamo letto si riferisce al discorso, al primo discorso che Pietro ha fatto il giorno della Pentecoste. Sapete che dopo la Pentecoste gli apostoli si sono sentiti coraggiosi – prima erano tutti timorosi – invece han sentito il coraggio di andar fuori e di annunciare Cristo, di annunciare Gesù.
Che cosa dice nel brano che noi abbiamo letto? Che cosa dice di Gesù, Pietro? Dice tre cose.
Allora, primo: "Gesù di Nazaret uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli, prodigi e segni, che Dio stesso operò fra di voi per opera sua, come voi ben sapete". Allora, prima cosa, cosa dice? Parla...
[un bimbo risponde – n.d.r.] Di Gesù.
[riprende il Don] E che cosa, di Gesù? La nascita di Gesù a Betlemme? No. La sua giovinezza? Quando giocava al pallone? No. Il suo messaggio? La sua predicazione? Neanche. Parla dei suoi miracoli, dei miracoli che ha fatto.
Perché parla dei miracoli e non parla dell’annuncio della buona novella? Insomma, i discorsi di Gesù, gli insegnamenti di Gesù sono una cosa che dopo ha cambiato il mondo! Era importante! Però voi capite che se Gesù avesse semplicemente detto: "Io sono il Figlio di Dio; il Padre mi ha mandato perché vuole comunicare la sua vita divina ed eterna a tutti voi uomini..." e poi non avesse provato questo con dei miracoli, noi l’avremmo ritenuto un megalomane – noi... quelli di allora, noi non lo conosceremmo neanche Gesù, adesso – l’avrebbero ritenuto un megalomane, un pazzo, e finito; sono i miracoli quelli che danno prova che egli è veramente quello che diceva e aveva ragione a insegnare quello che insegnava.
Una volta, discutendo coi dottori della legge, del tempio, dice loro: "Se non credete e me, credete almeno alle mie opere. Queste rendono testimonianza che io sono nel Padre e il Padre è in me, e che io e il Padre siamo una cosa sola", che lui e Dio sono una cosa sola. Sentite cosa dice quando parla nella conversazione che fa nell’ultima cena..., coi suoi apostoli, a un certo punto dice queste cose, ascoltate: "Se non fossi venuto e non avessi parlato loro, non avrebbero alcun peccato; ma ora non hanno scusa per il loro peccato. Chi odia me, odia anche il Padre mio. Se non avessi fatto in mezzo a loro opere che nessun altro mai ha fatto, non avrebbero alcun peccato; ora invece hanno visto e hanno odiato me e il Padre mio. Questo perché si adempisse la parola scritta nella loro legge: Mi hanno odiato senza ragione". Dice: se io non avessi parlato, e se oltre aver parlato non avessi fatto delle opere che nessun altro ha fatto, non avrebbero peccato; ma dato che le ho fatte, ora il loro peccato rimane, e quindi mi odiano senza motivo, non hanno di invidiarmi, di essere miei avversari, di odiarmi e di volermi a morte (come faranno).
La seconda cosa, infatti, di cui parla... allora, la prima abbiam detto che sono i...
[un bimbo risponde – n.d.r.] ...
[riprende il Don – n.d.r.] No... gli "Atti degli apostoli" è il libro; la prima cosa che dice di Gesù, San Pietro, cos’è?
[un bimbo risponde – n.d.r.] I miracoli.
[riprende il Don – n.d.r.] I miracoli – eh? – i miracoli: i suoi segni straordinari. La seconda cosa è... state a sentire (adesso ve la leggo, voi mi dite che cos’è): "Dopo che, secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio, fu consegnato a voi, voi l’avete inchiodato sulla croce per mano di empi e l’avete ucciso". Allora, la seconda cosa che dice di Gesù cos’è? ... Che hanno preparato per lui un bel piatto di cappelletti...? Beh, avete le orecchie per ascoltare o no? [ride – n.d.r.] Cosa ha detto? Parla del tradimento di Gesù, della consegna di Gesù ai pagani – gli empi , no?, infatti l’han consegnato a Ponzio Pilato – e la sua crocifissione ("L’avete inchiodato sulla croce ... l’avete ucciso"). Quindi parla della sua passione e morte. San Pietro, dopo aver parlato dei miracoli di Gesù, parla della sua passione e morte.
Perché, è importante la sua passione e morte? ... Sì, perché?
[un bimbo risponde – n.d.r.] ...
[riprende il Don – n.d.r.] Ha tolto il peccato (bravo, Sebastiano), cioè, dall’inizio della vita pubblica alla fine noi sappiamo tutto. L’inizio comincia, della sua vita pubblica, con il battesimo di Giovanni, e Giovanni cosa dice di lui: "Ecco l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo"; e quando finisce la sua vita pubblica, appena prima della sua passione e morte, del tradimento di Giuda, la notte ultima che egli passa coi suoi apostoli, cosa fa? Istituisce l’Eucaristia e dice: "Prendete e mangiate, questo è il mio corpo offerto in sacrificio per voi; prendete... bevetene tutti, questo è il calice del mio sangue sparso per voi e per tutti in remissione dei peccati". E aveva già detto che lui era venuto per servire, non per essere servito, e per dare la sua vita in riscatto per la moltitudine (la moltitudine degli uomini). Cioè, egli era venuto per questo.
Ecco perché Pietro parla anche della sua passione e morte: perché la sua passione e morte sono state importantissime per la nostra redenzione, per la nostra salvezza.
Voi sentite lì in fondo? Quello che dico lo sentite? No, perché nessuno risponde... Sì, lo sentite? Bene. Perché io parlo ... alla nuora perché capisca anche la suocera, eh? Bene.
Terza cosa che dice San Pietro di Gesù: "Dio lo ha risuscitato, sciogliendolo dalle angosce della morte, perché non era possibile che questa lo tenesse in suo potere", e qui, sulla resurrezione di Gesù, il discorso di San Pietro si dilunga perché richiama una profezia che c’era nel salmo quindici, e Davide, componendo quel salmo, dice a un certo punto: "Non abbandonerai l’anima mia negli inferi, né permetterai che il tuo santo veda la corruzione". Ma San Pietro fa notare che, nonostante che abbia detto questo, Davide è morto, è sepolto (il suo sepolcro era lì a Gerusalemme, vicino a Gerusalemme, mi sembra nella valle del cedro), e quindi non lo diceva di sé stesso, ma, essendo anche profeta, Davide, e sapendo che un suo discendente sarebbe stato il Messia, aveva annunciato quello che sarebbe successo al Messia; infatti dice, a un certo punto: "Questi" – Gesù – "non fu abbandonato negli inferi, né la sua carne vide la corruzione. Questo Gesù Dio l’ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni".
Allora, terza cosa che dice è la resurrezione. Perché la resurrezione? E’ importante la resurrezione, secondo voi, bimbi?
[un bimbo risponde – n.d.r.] Sì.
[riprende il Don – n.d.r.] Sì, però dovete dirmi il perché è importante, eh? ... Mmm?
[un adulto risponde – n.d.r.] ...
[riprende il Don – n.d.r.] Bene, ha risposto il "Direttore" [Umberto Borghi – n.d.r.] dei bimbi, eh? Bene. Cioè, la resurrezione è importante per due ragioni.
Primo. Perché è la prova suprema che egli dà della verità, di quello che aveva insegnato. E’ successo una volta – ad esempio – che egli aveva cacciato dei demoni da degli indemoniati (posseduti dal demonio); allora qualcuno, dei dottori della legge, sapete, i farisei... che loro la sapevano sempre più lunga di tutti, dicevano così: "E’ nel nome di Belzebul, il principe del demoni, che egli caccia i demoni"; Gesù è rattristato di questa interpretazione e fa un ragionamento che non fa una grinza. Dice: "Ogni regno diviso in sé stesso non può sussistere", quindi, se il demonio è contro il demonio, il regno del demonio vuol dire che sta per finire; "ma se io caccio i demoni nel nome di Dio, allora vuol dire che il regno di Dio è arrivato". Rispondi, mo’, tu, vero? Cioè, fa un ragionamento disgiuntivo, per cui sia vera una cosa, sia vera l’altro, vuol dire che il regno del male sta per finire ed è arrivato il regno di Dio. No? Eh?
Allora, c’è qualcuno della folla che salta su e dice: "Mostraci un segno dall’alto, dal cielo". Perché, sapete, risuscitare Lazzaro... guarire i lebbrosi... moltiplicare il pane... erano "cosette da niente"... e allora vogliono un segno dall’alto, dal cielo, perché Dio è in cielo, quindi un segno dall’alto che dimostri veramente che è vero quello che lui dice.
Cosa risponde Gesù? "Questa generazione malvagia e adultera" – adultera cioè infedele – "chiede un segno, e non le sarà dato altro segno che il segno di Giona. Come infatti Giona è stato tre giorni e tre notti nel ventre del pesce e poi è rinato sulla spiaggia, altrettanto il Figlio dell’uomo sarà tre giorni e tre notti nel ventre della terra e poi risusciterà". Cioè il segno che ha dato Gesù in quell’occasione era la sua risurrezione. Chiede un segno? Sì, il segno le sarà dato: ma il segno di Giona; quindi la sua resurrezione dimostra che era vero tutto quello che egli aveva insegnato a loro.
Ma c’è un’altra ragione per cui è importante la resurrezione: Gesù aveva insegnato a noi che eravamo destinati – eravamo amati da Dio – e destinati a una comunione di vita eterna con lui; una cosa... una cosa esagerata, una cosa che sembrava fantastica, impossibile, irreale, assolutamente! Risuscitando, egli risuscita con un corpo diverso da quello che aveva prima; era lui ma aveva un corpo diverso.
Avete sentito anche nel vangelo che i due discepoli di Emmaus – erano discepoli di Gesù, lo conoscevano bene – han fatto undici chilometri con lui e non l’avevano riconosciuto; l’hanno riconosciuto dopo quando ha celebrato l’Eucaristia, in casa, ma prima non l’hanno riconosciuto; era diverso, un po’. Ha dimostrato, con la resurrezione, che era vero che la fantasia di Dio e l’onnipotenza di Dio è capace di creare forme di vita diverse da quelle che conosciamo noi oggi, e che avrebbe dato a noi una vita eterna, del corpo [...]. La sua resurrezione è garanzia della nostra resurrezione. Molto importante. D’accordo?
Guardiamo che ora abbiamo fatto. Io volevo aggiungere un’altra cosa... mmm... Faccio un’obiezione ai bimbi. Bibmetti, bimbotti, state attenti – eh – che dopo vi chiedo.
San Pietro dice: "Gesù di Nazaret uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli, prodigi e segni, che Dio stesso operò fra di voi per opera sua"; poi dopo dice ancora: "dopo che, secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio, fu consegnato a voi, voi l’avete inchiodato sulla croce per mano di empi e l’avete ucciso. Ma Dio lo ha risuscitato". Allora: ha fatto tutto Dio!? Dio ha operato i miracoli, per mezzo di Gesù, Dio voleva che fosse crocifisso, Dio lo ha risuscitato. Ha fatto tutto Dio!? Attenti alla domanda birichina che vi faccio. Che da Dio dipendano i miracoli... beh, senz’altro; la resurrezione senz’altro è opera di Dio; ma la crocifissione è opera di Dio? Eh?
[un bimbo risponde – n.d.r.] ...
[riprende il Don – n.d.r.] Sì, ma la scelta Gesù. Bravissimo! Abbiamo un Sebastiano che lo faremo dottore della chiesa! ... Eh? L’ha scelta Gesù.
Gesù, sentite cosa dice a un certo punto in un suo discorso: "Per questo il Padre mi ama: perché io offro la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie, ma la offro da me stesso, perché ho il potere di offrirla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo comando ho ricevuto dal Padre mio". Ecco in che senso Dio ha voluto questo. Cioè, Dio – vi faccio notare quello che dice, eh?, secondo la sua "prescienza" e il "prestabilito disegno" di Dio – Dio è infinitamente sapiente e conosce che quando manderà il suo Figlio, sa che quando manderà il suo Figlio nel mondo, questi sarà ripudiato dagli uomini, e in modo particolare proprio da quei capi religiosi di quel popolo che egli aveva eletto; quindi la cosa più brutta che poteva capitare. Dio sapeva questo, e allora che cosa ha fatto? Nella sua onnipotenza ha rivolto in bene quello che era male: il grande peccato fatto dagli Ebrei nell’odiare, invidiare e volere uccidere Gesù diventa un mezzo di redenzione del peccato dell’uomo. E allora Dio vuole questo.
Ecco perché quando, ad esempio, San Pietro, nel giardino del Getsèmani dove Gesù è appena stato tradito e catturato, San Pietro tira fuori la spada e taglia un orecchio al servo del sommo sacerdote (Malco), Gesù cosa gli dice? "Rimetti la spada nel fodero, perché se no come potrebbero avverarsi le parole del Padre mio?". Cioè, lui deve fare quello che è stabilito, e accetta di fare quello che è stabilito; accetta liberamente e proprio per questo ci ha redenti, perché se fosse andato contro voglia alla crocifissione non ci avrebbe redenti, invece lo fa liberamente; ma Dio approfitta della malizia degli uomini per redimerci.
Questo ci deve dare coraggio, eh? Noi ci troviamo nella vita e... facciamo dei peccati (peccatini, peccatucci, peccatacci...); noi ci troviamo che delle volte siamo avviliti perché le cose vanno male, specialmente dal lato proprio spirituale e sociale; noi dobbiamo – come diceva il papa che è morto da poco – "non avere paura, non avere paura"; noi dobbiamo avere il coraggio – che ha avuto lui: coraggio indomito, coraggio da leone, è vero, Giovanni Paolo II°, eh? – noi dobbiamo sempre avere fiducia nella misericordia di Dio, perché il nostro peccato e la misericordia di Dio hanno creato la redenzione.
Sia lodato Gesù Cristo. »
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