Mandriolo nella rete

Unità pastorale di Mandrio, Mandriolo e San Martino (Vicariato III - Correggio, RE)

  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Home Liturgia Prediche del Don 3.4.2005 - Pagina 2

3.4.2005 - Pagina 2

E-mail Stampa
Indice
3.4.2005
Preghiere dei fedeli
Tutte le pagine
Sono state espresse dai fedeli queste invocazioni
Caro Papa Giovanni Paolo II°,
tu non sei più fra noi.

Non sei più in questo mondo di viventi a condividere patimenti e gioie, tristezze e gaudi, e le meraviglie di un Dio che ogni giorno sorge nella luce del creato, che ogni attimo canta l’amore per le sue creature, che accompagna ogni figlio nel difficile cammino di vita, che ad ogni anima allunga la sua mano perché la possa stringere con fiducia.

Tu, nostro papa, padre di tutti, hai, naturalmente, interpretato il messaggio del Signore e, quasi Lui ti dettasse passo a passo le orme da seguire per mettere in pratica la sua legge d’amore, ti sei lasciato trasportare da questa immensa passione per Cristo e non hai sbagliato, mai, un passo per divenire il tramite tra Lui e noi.

Hai pestato tanti suoli stranieri, ne hai baciato le terre, per andare ad affratellare l’unico popolo di Dio diviso dalle scelleratezze religiose o di potere a causa di trascinatori o governanti che hanno creduto di sostituirsi a Dio, cambiando le leggi della solidarietà, della carità e del bene, in leggi ingannatrici ed effimere d’intolleranza e di odio.

Hai urlato, gridato, prima con voce tonante di uomo vigoroso, poi con voce malferma e rauca, ai potenti di non dare inizio al fragore mortale delle armi che intaccano l’umanità con il più terribile morbo del dolore e dell’ostilità senza ritorno, ma poco sei stato ascoltato.

Hai amato i giovani come un padre buono, ma severo, dirigendoli come guida sicura e intrepida, lungo una strada irta di ostacoli, ma verso un traguardo di certezze e di bontà.

Hai sopportato, trascinato un corpo stanco che non rispondeva più alla grande volontà e lucidità di voler dare ancora tanto e sempre più, ma non hai permesso che il tempio crollasse trascinandosi le fondamenta, e così l’hai tenuto in piedi fino alla fine con travaglio e sopportazione ed hai insegnato a tutti i sofferenti che la vita rimane tale anche nella decadenza e va amata comunque.
Tu hai amato la sofferenza e ci hai insegnato ad amarla e ad accettarla come veicolo certo verso colui che ci accoglierà nel suo grembo e guarirà il nostro corpo malato se la fede non si sarà ammalata.

Caro papa, quale fortuna ti è toccata, ora, di vedere, prima di noi, il nostro Signore; quale estasi di beatitudine starai vivendo in questa nuova vita di pace e di amore.

Ma non ci dimenticherai, perché troppo ci hai voluto bene, troppo ti sei profuso perché il germe del bene attecchisse nei nostri cuori. Quindi, ora, nell’aldilà, credo starai supplicando Dio di provarci Lui a continuare in quell’opera che, a te, non è riuscita appieno.

Tieni le tue grandi mani stese sul mondo, e noi lo avvertiremo sempre, perché non ti dimenticheremo.
Fabrizia

Il papa, qualche mese fa, ha detto: “la vita è unico dono di Dio e lo stato deve tutelarla”. Certamente […] oltre cinquanta o sessanta milioni di aborti e che si sta diffondendo sempre di più contraria alla vita nascente, forse anche a causa del silenzio dei cattolici.
Io vorrei pregare, quindi, perché tutti quanti, ma in particolare i cattolici italiani, raccolgano quindi l’invito dei nostri vescovi ad astenersi nel voto del referendum per la procreazione assistita della prossima estate, quale testimonianza del nostro amore alla vita, come ci ha fatto anche capire più volte il nostro papa.
Caterina




 

Aggiungi un commento

Il tuo nome:
Indirizzo email:
Commento: