Mandriolo nella rete

Unità pastorale di Mandrio, Mandriolo e San Martino (Vicariato III - Correggio, RE)

  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Home Liturgia Prediche del Don 5.6.2005 - Pagina 2

5.6.2005 - Pagina 2

E-mail Stampa
Indice
5.6.2005
Difendi la vita
Conclusione del Don
Tutte le pagine

"DIFENDI LA VITA

Comunicato del Vescovo

Il popolo italiano è chiamato il prossimo 12–13 giugno a esprimersi su quattro quesiti referendari promossi per abrogare punti essenziali della Legge 40 promulgata dal nostro Parlamento nell’anno 2004.

L’intervento parlamentare ha inteso porre fine a un vuoto legislativo nelle tecniche di fecondazione assistita, dove sono coinvolti valori fondamentali quali: la tutela della vita umana fin dall’inizio; i diritti del nascituro; i criteri e i confini etici da cui non può prescindere la ricerca scientifica.

Il dettato della legge vigente non recepisce tutte le istanze dell’etica cristiana in questa materia, ma limita l’uso arbitrario di tecniche di fecondazione artificiale, in particolare la strumentalizzazione incontrollata degli embrioni, come pure prevedibili abusi nella ricerca genetica.

Sono dunque in gioco valori etici di grande importanza per la vita personale e sociale. La Chiesa italiana, che vive nella nostra nazione, ribadisce il dovere–diritto di pronunciarsi su problemi di senso e di tutela della vita umana.

Si tratta di valori decisivi e fondamentali e, in quanto tali, non sono negoziabili: il valore della vita, la dignità della persona, il diritto di chi nasce.

L’intervento della Chiesa si colloca al di fuori degli schieramenti partitici e intende offrire indicazioni per la formazione delle coscienze in vista di scelte a difesa della vita, patrimonio comune della collettività.

L’abrogazione di parti essenziali della Legge 40/2004, come propongono i quesiti referendari, aprirebbe il campo alla arbitrarietà su problemi importanti e delicati dove è in gioco la vita di esseri umani.

L’indicazione precisa della Chiesa è di astenersi dal voto per vanificare e invalidare la consultazione referendaria stessa.

Andare alle urne invece su una questione così complessa, distorta da slogan e dichiarazioni fuorvianti, pur esprimendo un no esplicito ai quesiti referendari, metterebbe a serio rischio l’esito dell’obiettivo desiderato.

Non mancano precise ragioni per mostrare che l’astensione dal voto, peraltro sostenuta da quasi tutte le forze politiche in precedenti consultazioni referendarie, non significa affatto disimpegno civile, ma piuttosto applicazione responsabile di una possibilità contemplata dalla Costituzione stessa.

Certamente, al di là dell’esito referendario, dovrà continuare l’impegno per una riflessione più ampia sulla vita e la sua tutela.

Faremo questo con lo stesso amore e viva sollecitudine per l’uomo, che già si esprime nella cura della Chiesa per i poveri e le altre persone in difficoltà, nella vicinanza ai malati e agli anziani, nell’educazione dei bambini e dei ragazzi.

+ Adriano VESCOVO

Reggio Emilia, 31 maggio 2005, Visitazione della B.V. Maria"





 

Aggiungi un commento

Il tuo nome:
Indirizzo email:
Commento: