Mandriolo nella rete

Unità pastorale di Mandrio, Mandriolo e San Martino (Vicariato III - Correggio, RE)

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9.9.2006

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Sabato 9 settembre 2006

XXII settimana del tempo ordinario (B) – II
S. Pietro Claver
Letture:
Genesi 2,18-24.6-8
Salmo 14:
«Lodiamo insieme il Signore: sia benedetto il suo nome.»
Efesini 5,1-2a.21-33
Matteo 7,21.24-29

Sabato 9 settembre 2006 (chiesa parrocchiale, ore 11.30, si celebra un matrimonio)

« Mettetevi pure a sedere perché ho intenzione di farvi una predica lunga.

Voglio anzitutto esprimere la mia riconoscenza ad Anna e Salvatore che hanno scelto questa chiesa come luogo per celebrare il loro matrimonio. Infatti io, in questo 2006, ho già preparato quattro matrimoni di gente di Mandriolo che hanno optato per altre chiese; finalmente voi, che non siete di Mandriolo, avete optato per questa chiesa. Perché sapete un piacere piccolo o grande del prete è quello di celebrare la santa messa, i santi sacramenti di nostro Signore, quindi grazie a voi.

Nel commentare, nel fare le riflessioni sopra le letture, io guarderò quasi esclusivamente la prima lettura, quella che parla della creazione della donna dalla costola di Adamo. Nel commentare questo vi ricordo che siamo nei primissimi capitoli della Bibbia, e i primi undici capitoli della Bibbia, più ancora che tutti gli altri, sono pieni di metafore. Voi capite benissimo che, appunto, anche la creazione della donna dalla costola di Adamo è soltanto una metafora; una metafora di cui ogni linguaggio è sempre pieno, però gli undici primi capitoli della Bibbia sono particolarmente zeppi di queste metafore. Vi ricordo, ad esempio, l’albero della vita al centro del giardino di Eden; l’albero della esperienza del bene e del male, l’albero famoso da cui ha avuto origine il peccato dell’uomo per la tentazione del serpente; il serpente che parla... ecco son tutte immagini con cui l’autore sacro certamente vuole dare a noi degli insegnamenti, soprattutto spirituali e morali, che noi dobbiamo sapere cogliere. I suoi coetanei, oltre tremila anni fa, certamente le sapevano cogliere meglio, perché faceva parte del loro linguaggio, anche questa metafora, ma noi facciamo fatica.

Abbiamo però la fortuna che gli Ebrei – più intelligenti e più studiosi di noi della Bibbia (del vecchio testamento, naturalmente, perché gli Ebrei credono solo al vecchio testamento) – hanno raccolto i commenti dei massimi dottori della legge, di laureati, quindi, diciamo così, in sacre scritture, che sono stati fatti dal II° secolo avanti Cristo fino al VI° secolo dopo Cristo.
Perché dico che son stati intelligenti? Perché si son detti: adesso noi ci propaghiamo nel mondo intero, vediamo che siamo dispersi un po’ dappertutto; non vorremmo che nel contatto con le altre culture facessimo pian piano... storpiassimo la parola di Dio e gli facessimo dire delle cose che non voleva dire. Quindi han preso i massimi commenti e li hanno posti lì, e diventa il libro dei Talmud. gli Ebrei, infatti, oltre la Bibbia, hanno i Talmud che sono le interpretazioni, diciamo così, autentiche dei brani della Bibbia.

Per quanto riguarda questo brano che noi abbiamo letto, noi abbiamo un commento nei Talmud che mi è sempre piaciuto molto. Cioè, il discepolo chiede al rabbino:
- “Ma, rabbì, perché la Bibbia dice che la donna è stata creata dalla costola dell’uomo?”
E il rabbino, il maestro, risponde:
- “Credo che dica che è stata creata dalla costola dell’uomo perché la costola sta al fianco, e con questo ci vuole insegnare che la donna non deve stare né sopra la testa né sotto ai piedi dell’uomo, ma al suo fianco” (prima interpretazione, bellissima).

Seconda interpretazione.
- “Credo che dica dalla costola perché la costola sta sotto al braccio, e con questo ha voluto insegnare che l’uomo deve sempre proteggere la sua donna” (seconda interpretazione).

Terzo.
- “Credo che dica dalla costola perché la costola sta vicino al cuore, e nello stesso tempo custodisce il cuore, e vuole significare che l’uomo deve amare la propria donna, e nello stesso tempo la donna deve essere la custode dei sentimenti e degli affetti in famiglia”.

Allora, diciamo qualcosa di queste tre interpretazioni.

Primo.
La costola è al fianco dell’uomo e sta a significare che la donna deve essere al fianco dell’uomo, né superiore, né inferiore. Sono complementari i due. La loro dignità è uguale, ma sono complementari. Sono diversi: altro è l’intuizione della donna e altro è la razionalità, a volte fredda, dell’uomo; altro è la profondità nei sentimenti della donna e altro è la obiettività negli stessi sentimenti da parte dell’uomo; altro è la capacità dell’uomo di intraprendere un’impresa, un’azione, qualcosa... e altro è la pazienza con cui la donna la conduce alla fine, quella cosa.
Si completano a vicenda e questo è bello, anche se viviamo in un’epoca in cui c’è una grande confusione di sessi. Si è fatta una grande confusione in questi ultimi tempi, e si vorrebbe andare avanti sempre e soltanto secondo le emozioni, gli istinti, i sentimenti, quasi che l’uomo non avesse più la razionalità. Cioè, non è solo la fede che è venuta a meno, ma è anche la vita fisica che è venuta meno, per cui alle volte non è razionale quello che si fa, ma si dice: usa così adesso...

Ecco, voi due, Anna e Salvatore, vi unite nel matrimonio cristiano perché credete, invece, a quel concetto di sessi che ha Gesù Cristo, che ha Dio e che ci ha rivelato attraverso le scritture: cioè l’uomo e la donna sono ammirabili tutti e due, hanno la stessa dignità, si completano meravigliosamente. Sapete cosa dice il primo racconto della creazione? Questo è il secondo racconto. Il primo dice: “Dio fece l’uomo a sua immagine e somiglianza. Maschio e femmina li fece”. Allora, la somiglianza di Dio sono l’uomo e la donna messi insieme.

Seconda interpretazione (della costola).
La costola è sotto al braccio e quindi sta a significare che l’uomo deve proteggere la sua donna. Ora questo è vero in modo particolare perché spesso l’uomo è sicuro di sé stesso, la donna è sicura vicina al suo uomo, sotto la protezione, in certo senso, dell’uomo; e in tempo di recessione morale, come è quello attuale, sarà d’uopo che noi rispolveriamo che il coraggio è una virtù cardinale, cioè una virtù fondante, della personalità umana, e noi dobbiamo rispolverare questo coraggio. Rispolverare questo coraggio riguardo proprio alle donne e io aggiungo anche ai bimbi, perché oggi se c’è un disprezzo è proprio verso le donne e verso i bimbi.
Quindi non solo nel matrimonio, in seno al matrimonio, ci deve essere questa protezione, ma in genere l’uomo deve sapere proteggere di più la donna.

Oltre la protezione fisica, però, io aggiungo anche una protezione psicologica, e questa deve essere reciproca: da parte dell’uomo verso la sua donna, da parte della donna verso l’uomo. Una protezione psicologica vuol dire che ormai voi vi unite e formate una coppia, cioè quasi non esistono più le vostre individualità: esisterà d’ora innanzi la coppia. Ora non è possibile che, dopo che vi siete sposati, uno ad esempio vada a mettere in piazza i difetti, le mancanze del proprio coniuge... e ne parla, lo irride, fa sberleffi, eccetera. Questo non è assolutamente possibile. Anzi, in una coppia vera, si vive per realizzare la felicità nell’altro.

E allora abbiamo il terzo insegnamento che ci dà la creazione della donna dalla costola dell’uomo. Cioè l’uomo deve amare la propria donna, e la donna essere custode dei sentimenti e degli affetti in famiglia.
Amare non significa soltanto vivere “con” una persona, ma “per” una persona, dove questa particella, “per”, ha un significato sia attivo, sia passivo.
Attivo. Uno vive per la felicità, la realizzazione piena del proprio coniuge. Lo mette come scopo di vita, e anzi, ancora di più, per il bene della coppia.
Un significato anche passivo. Cioè, mi sembra che per essere vero l’amore deve lasciarsi invadere dalla personalità del coniuge, dal suo animo, dai suoi sentimenti, dalle sue aspirazioni, dai suoi desideri, dai suoi gusti... Se questo lo fa solo uno dei due coniugi, allora abbiamo il plagio, non l’amore; ma se lo fate tutti e due, carissimi Anna e Salvatore, allora il vostro amore è al bacio, proprio, è un amore perfetto.
Io credo che amare significhi anche quello. Eh?

E voglio spezzare, così, una lancia a pro delle donne [...] donne casalinghe, in modo particolare, che sono state strapazzate molto in queste ultime generazioni dai mass–media.
Sembra che la donna che vive in casa sia una povera schiava. Ora, attenti bene. Io credo che sia giusto, se la donna [...] le capacità, le doti, la preparazione culturale, che eserciti anche una professione fuori della casa, però quello che voglio dire è questo: non creda la donna di... non realizzarsi pienamente se attende all’educazione dei propri figli, perché l’educazione dei ragazzi e dei giovani a degli ideali alti, a dei valori veri, è una delle professioni più nobili, più belle, che si possano esercitare sulla terra. E del resto, se noi vogliamo creare la società dell’amore, come credo sia negli intenti di moltissimi uomini oggi, bisogna che questi qui imparino l’amore in seno alla famiglia; e lo imparano se ci sono delle persone che si dedicano a loro, in certo senso, a tempo pieno.

Aggiungo solo qualcosa, preso dalla seconda e dalla terza lettura.

Nella seconda lettura, voi avete sentito San Paolo che riporta, nella lettera agli Efesini, quello che Dio disse ad Adamo e a Eva quando li ha creati, quando ha creato la prima donna, dalla costola: “Per questo l’uomo lascerà...” – ricorda San Paolo – “Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà alla sua donna e i due formeranno una carne sola. Questo sacramento è grande;” – dice San Paolo – “lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa!”.
Guardate che... il fatto di narrare la creazione della donna dalla costola, come narra il libro della Genesi, per me è uno dei motivi (per me personalmente) è uno dei motivi per cui credo alla ispirazione della Bibbia, alla ispirazione divina della Bibbia. Cioè, il libro della Genesi, scritto mille–duecento, mille–trecento anni prima di Cristo, quindi già oltre tremila anni fa, parla in certo senso del matrimonio come prefigurazione di un altro matrimonio, di un altro amore: quello di Cristo per la Chiesa, quello di Dio per l’umanità. Per cui si può dire che da un lato abbiamo il matrimonio che è emblema e modello dell’amore di Dio per l’umanità, per cui se noi vogliamo conoscere l’amore di Dio per l’uomo, dobbiamo guardare quelle coppie perfette che si amano, che si voglio un bene da matti. Nello stesso tempo le coppie di sposi, se vogliono imparare ad amarsi, bisogna che guardino l’amore che Cristo ha avuto per noi, come spiega San Paolo nel brano della lettera agli Efesini che noi abbiamo letto.
Cioè, è proprio questo brano che ci dice che noi... come Gesù, dovete amarvi come Cristo ha amato voi.

Ed è un po’ quello che dice anche il Vangelo. Nel Vangelo noi abbiamo sentito Gesù che dice che se uno ascolta le sue parole e non le mette in pratica, è come uno che ha costruito la sua casa, possiamo dire la sua famiglia, sopra la sabbia. Quando arriveranno i grandi venti, quando arriveranno... le alluvioni... o... i grandi eventi naturali, questa casa è destinata a cadere. E noi troviamo che molte coppie, oggi, anche di quelli che si sposano in chiesa, a un certo punto si dividono. E’ un fatto... è un fatto tristissimo che capita in questi tempi.
Perché? Io penso che dipenda soprattutto da questo. Perché voi magari avete ascoltato, hanno ascoltato, meglio, la parola di Dio, le hanno anche creduto, hanno celebrato in chiesa il matrimonio come... come cerimonia, come rito, ma non sono andati a fondo alla cosa, non hanno preso Cristo come modello del loro amore: un amore vero, un amore gratuito, un amore totale, un amore indissolubile. Non l’hanno preso come... come... come un modello di vita, per loro.

Ecco, quello che noi auguriamo a voi, carissimi, ... io non vi conosco “intus et in cute”, però per quel po’ che vi conosco, che ho avuto a che fare con voi, per parlare di questo matrimonio, ho capito che siete due persone sostanzialmente sane, buone, semplici, umili e di una fede sincera, e questo ci dà la speranza di credere che il vostro amore sia veramente duraturo.
Noi vi auguriamo che sappiate prendere Gesù come esempio del vostro amore, in modo che l’amore sia vero, la vita sia piena e la gioia sia perfetta.
Così sia.

Sia lodato Gesù Cristo. »



 

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